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Genius, la recensione: Colin Firth salva 3 grandi scrittori e un film

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Dopo 10 anni di attesa, John Logan porta al cinema la biografica di Max Perkins, il geniale editore che lanciò leggende della letteratura statunitense.

Jude Law e Colin Firth

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Il problema dei progetti che giacciono per decenni in un cassetto, in attesa di venire alla luce, è che rimangono uguali a se stessi mentre il mondo al di fuori del loro rifugio continua a cambiare ed evolversi. Non c'è esempio migliore per provare questa tesi che andare al cinema a vedere Genius, il film biografico che racconta l'enorme e silenziosa opera di Max Perkins.

Nella New York della prima metà del Novecento, il geniale editore scoprì e revisionò i manoscritti di quelli che poi sarebbero diventati grandissimi classici della storia della letteratura, come Il Grande Gatsby e Addio Alle Armi. Oltre che ad editare e intervenire consistentemente sui manoscritti di questi romanzi, tagliandoli così come un gioielliere inciderebbe un diamante grezzo per fargli riflettere meglio la luce, Perkins fu spesso padre, amico, confidente, consulente matrimoniale e tanto altro per i suoi protetti, uomini geniali eppure molto fragili.

Nel 1999 lo sceneggiatore di Il Gladiatore e Penny Dreadful John Logan incontrò a Los Angeles Andrew Scott Berg, dopo averne divorato il saggio biografico dedicato a Perkins. Berg, da sempre affascinato da Fitzgerald, scoprì negli archivi della propria università la corrispondenza tra lo scrittore e il suo editore; affascinato da Perkins, finì per dedicare la propria tesi al suo lavoro di editor, poi la ampliò e la diede alle stampe con il titolo di Genius Max Perkins. L'Editore dei Geni (pubblicato in Italia da Elliott). 

Elliot pubblica Genius, il libro sulla vita di Max PerkinsElliot
La copertina italiana del libro

Dopo essersi assicurato i diritti nel 1999 e aver lavorato al progetto a più riprese tra una commissione per la sceneggiatura del nuovo James Bond, qualche dramma teatrale e la sua serie TV, Logan ottenne finalmente il prestigio e la leva economica necessaria a partire il progetto, a cui nel frattempo prese parte anche Colin Firth. Secondo Berg e Logan, l'attore inglese premio Oscar era l'unico in grado di rendere giustizia su grande schermo a questo tipico yankee conservatore, introverso, timorato di Dio e gran lavoratore.

In un certo senso è così e sicuramente la grande padronanza con cui Firth riesce a gestire le emozioni spesso inespresse del suo Max limitano l'impatto di una recitazione puntuale ma forse un po' forzata (almeno quanto l'accento americano) di Jude Law nei panni di Thomas Wolfe.

Genius infatti è principalmente incentrato sull'incredibile rapporto tra due opposti: il silenzioso ed equilibrato padre di famiglia Max e quella che lui considerò la sua più grande scoperta, il giovane ribelle, rutilante ed egocentrico Thomas Wolfe. Il legame, durato più di un decennio, cambiò la vita ad entrambi, pur creando dissapori con le rispettive mogli (interpretate da Nicole Kidman e Laura Linney).

La recensione del film GeniusEagle Pictures
Colin Firth e Jude Law

Purtroppo però a rendere Genius un'opera tutt'altro che geniale è proprio la sceneggiatura di John Logan. Se in passato lo scrittore e drammaturgo si è dimostrato spesso capace di rompere gli schemi e dare un'impronta personale e intimista ai suoi lavori, qui siamo di fronte a un classico biopic in pieno stile anni '90, che calca la mano sul versante emotivo della storia ed è eccessivo e logorroico quanto il Thomas Wolfe di Jude Law.

Sfortunatamente John Logan non segue il consiglio che nel film Max dà a Tom, ovvero di suscitare un'emozione più per una mancanza e una dissonanza che attraverso una lunga e minuziosa descrizione. Il giudizio finale non può essere pienamente positivo, nonostante la regia di un mostro sacro del teatro come Michael Grandage (al suo esordio al cinema) doni alla pellicola al contempo un'aspetto classicheggiante e delle soluzioni lontane dagli schemi (vedi il taglio inaspettato della scena finale). Logan non è stato capace di cogliere il postmodernismo del genere biografico, uno dei pochi attivi, rinnovatori e quasi inquieti nell'ultimo decennio di cinema; purtroppo questo difetto pesa molto sul risultato finale di una pellicola con un cast artistico e tecnico ben più importante del suo budget contenuto. 

Seppur condito dalla solita performance memorabile di Firth, Genius è un po' troppo pedante e insistito nella sua spiegazione da poter essere consigliato a chi non sia interessato in partenza all'argomento letterario di cui tratta. 

Genius sarà nelle sale italiane a partire dal 10 novembre 2016

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