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Aquarius, la recensione: l'immortale Sonia Braga incanta Cannes

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L'icona del cinema sudamericano Sonia Braga torna in sala con Aquarius, un intenso film che ruota tutto attorno a questa splendida 66enne. Ecco la nostra recensione.

Sonia Braga in Aquarius

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Sonia Braga è l'incarnazione vivente di certe esclamazioni che ogni tanto sorgono spontanee alle nostre labbra, alla vista di persone che non sembrano toccate dal tempo. Basta vedere questa attrice brasiliana, energetica e volitiva, muoversi senza timori tra i set di Aquarius, portando con disinvoltura i suoi lunghi capelli nerissimi e i suoi 66 anni compiuti, per sperare ardentemente di arrivare nelle stesse condizioni a quell'età. 

Il problema è che Sonia Braga, oltre ad essere un mito vivente, è anche un'eccezione inarrivabile. Negli anni '80 divenne famosa anche a Hollywood per Il Bacio della Donna Ragno, poi ha collezionato svariate nomination ai Golden Globes e agli Emmy con i suoi ruoli in lingua inglese, è stata protagonista del calendario Pirelli nel 2013 e non si è nemmeno fatta mancare un'apparizione come Soledad Temple nella serie TV Luke Cage di Netflix. Oggi si divide tra il Brasile e New York, conducendo una vita da gitana contemporanea, senza mai perdere di vista la propria carriera recitativa. 

La recensione di AquariusHDGettyImages
Sonia Braga sul tappeto rosso a Cannes 2016

Nel 2016 Sonia Braga è sbarcata a Cannes e, se ce ne fosse mai stato bisogno, ha ribadito che con il passare del tempo la sua stella si sta facendo ancora più scintillante. D'altronde Kleber Mendonça Filho le ha fatto il regalo più grande che un regista possa fare a un'attrice, quello di un film cucito su misura, tagliato per esaltare la forza fisica ed espressiva dell'interprete brasiliana più famosa al mondo. Sonia Braga interpreta Dona Clara, una giornalista e scrittrice che condivide con l'attrice che la interpreta un'incredibile forza d'animo, nonostante le crescenti fragilità del suo corpo.

Clara ha una vita tranquilla e una routine collaudata. Si alza, mangia qualcosa, fa un breve bagno nel tratto di mare a poche centinaia di metri dalla porta di casa (baia teoricamente interdetta per la presenza di squali, ma nemmeno quelli sembrano fare paura alla donna) e poi si rifugia nel suo santuario, una casa all'interno del complesso condominiale chiamato Aquarius. Circondata dai suoi dischi e dai suoi ricordi, Clara conduce un'esistenza pacifica, così come la nonna prima di lei, tra quattro mura che sono sempre state regno delle matriarche della sua famiglia. 

Sonia Braga torna al cinema con AquariusHDSbs
La locandina del film

Ora però la sua tranquillità è messa in pericolo dalle mire di una ditta immobiliare, che è già riuscita a far sloggiare i suoi vicini di casa e spera di convincerla, con le buone o con le cattive, a trasferirsi. La zona abitativa popolare dove vive Clara si sta rimettendo a nuovo per accogliere i nuovi ricchi brasiliani e c'è gran bisogno di nuovi e moderni condomini. Nel quartiere per la routine e i ricordi di Clara non sembra insomma esserci più spazio, ma non per questo lei sembra intenzionata a mollare. 

Da queste poche righe di sinossi potreste immaginarvi un film di denuncia sociale alla Dardenne, come il recente e incompreso La Ragazza senza Nome, o qualcosa di simile al vincitore della Palma d'Oro Io, Daniel Blake. Invece Aquarius non è niente di tutto questo, o almeno, si spinge molto più in là della semplice denuncia del cannibalismo senza scrupoli dei giovani brasiliani affamati di soldi e di potere, una generazione con cui Clara si ritrova a fare i conti anche in veste di madre. I suoi figli infatti sarebbero ben felici di saperla al sicuro altrove e magari di poter beneficiare di parte della somma ricavata dalla vendita della casa. 

Da Cannes al Brasile di oggi, ecco AquariusHDSbs
Sonia Braga è la vera anima del film

Il tentativo di resistenza di Clara quindi è di fondo inutile, perché è dolorosamente consapevole che la sua morte porrà fine a il luogo fisico della memoria della sua famiglia e della sua intensa storia d'amore con il marito. Il film sottolinea impietosamente anche la sua incapacità di adattarsi al mondo contemporaneo e alla sua tecnologia, il rifiuto ad abbandonare il suo sistema di valori e i suoi oggetti feticcio, come il giradischi.

Infatti Aquarius è proprio questo: un ritratto vivido e potente della breccia che una nuova paura apre nel muro di certezze di una donna pronta a godersi la tranquillità della vecchiaia, circondata dai suoi ricordi e dai suoi oggetti. Per gli amanti del cinema d'autore, questa è una delle pellicole in concorso all'ultima Festival di Cannes da non lasciarsi sfuggire

Aquarius sarà nei cinema italiani a partire dal 15 dicembre 2016

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