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Colazione in famiglia: cos'hanno in comune le sitcom più riuscite di Fox Comedy?

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La chiave del successo per una sitcom? Trasformare situazioni universali in occasioni di divertimento, in avventure incredibili e in spunti di riflessione.

Colazione in famiglia: cos'hanno in comune le sitcom di Fox Comedy?

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Ci pensavo stamattina, mentre facevo colazione guardando prima I Jefferson e poi Modern Family su Fox Comedy.

Le sitcom più riuscite, indipendentemente dall’anno di realizzazione, si basano tutte sulla stessa ricetta: creare situazioni divertenti, paradossali, appassionanti o esasperate a partire da banalissime questioni quotidiane.

E più sono semplici e universali le situazioni di partenza, più funzionano i meccanismi comici.

Soprattutto se, al tempo stesso, danno modo allo spettatore di identificarsi negli avvenimenti e nei personaggi, riflettendo su tematiche importanti.

"Colazione in famiglia" propone, ogni mattina dal lunedì al venerdì, quattro sitcom molto diverse fra loro, realizzate in epoche diverse, eppure tutte di successo.

Quali sono gli elementi che hanno in comune?

Facile: la costruzione di esilaranti gag e dialoghi sulla base di spunti semplici. Tanto da sembrare costruiti "sul nulla".

Stamattina, per esempio, George Jefferson lanciava a Florence una sfida: affermando che il suo lavoro era fin troppo semplice rispetto allo stipendio, sosteneva di poterlo svolgere personalmente senza fatica… George credeva di poter pulire la casa come e meglio di Florence, finendo invece per chiamare un’impresa di pulizie e per riconoscere l’importanza del lavoro delle casalinghe.

Uno spunto semplice, incentrato sul contrasto vincente fra George e Florence, uno dei punti di forza della serie, e legato a una tematica molto attuale negli anni ’70: il riconoscimento dell’impegno femminile fra le mura domestiche come un vero e proprio lavoro.

L’episodio di Modern Family a seguire mostrava tre situazioni contemporaneamente - come accade in ogni episodio, che segue di fatto tre nuclei famigliari poi riuniti nell’unica, grande “famiglia moderna” che conosciamo.

Mitch e Cam cercavano goffamente di riprendersi lo splendido regalo di nozze consegnato a un amico che, al party per festeggiare il primo anno di matrimonio, annunciava l’imminente divorzio;

Jay si vantava del proprio fascino, esercitato sulla sorella di Gloria, che anche secondo Manny pensava addirittura di sterminare la famiglia per accaparrarsi il bel Jay;

Claire e Phil festeggiavano la serata di San Valentino con il consueto gioco di ruolo grazie all’alter ego di Claire, Julianna. A quanto pare, la preferita di Phil...

Tre situazioni semplici, che gli autori e il cast riescono a trasformare in rocambolesche avventure, aggiungendo pathos, risate e tensione al tempo stesso, per dimostrare come non serva inventarsi eventi di chissà quale portata per divertire il pubblico.

L’uomo di casa e Aiutami Hope, altre due serie molto diverse fra loro, completano il quadro: dalla scelta di un abito a un concorso a premi, dal ballo di fine anno a un pranzo in famiglia, grazie a personaggi ben caratterizzati e funzionali, trasformano ogni “normale” giornata in un’avventura.

Come ha fatto ogni sitcom di grande successo, se ci pensiamo, nella storia della TV.

La semplicità è la chiave della riuscita di ogni sitcom. Sia che sia stata prodotta nel 1975 (I Jefferson), nel 2009 (Modern Family), nel 2010 (Aiutami Hope) o nel 2011 (L’uomo di casa)…

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