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American Horror Story: Roanoke. Episodio 7: fra finzione e realtà

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Dopo la svolta della settimana scorsa, ecco il vero tema della stagione: il dualismo fra realtà e finzione. Per dirci che la realtà supera sempre la fantasia.

American Horror Story: Roanoke. Episodio 7

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Il settimo episodio di American Horror Story: Roanoke è incentrato sul vero tema della stagione: il dualismo fra realtà e finzione.

La messa in scena del dramma dei Miller tramite un (finto) reality program si mescola alla realtà degli omicidi, delle sparizioni, dei fantasmi che minacciano tutti i proprietari della casa.

Questo settimo capitolo della storia, con la sua strage di personaggi, si apre con la celebrazione del doppio punto di vista.

Dopo la geniale svolta della settimana scorsa, ecco gli eventi visti dai protagonisti, cioè vissuti nella realtà narrazione, e gli stessi eventi mostrati attraverso le telecamera di Sid.

Il dietro le quinte, il trailer con i monitori in cui Sid controlla tutto, nascosto fuori dalla casa, è il filtro della finzione sulla realtà.

Esattamente come American Horror Story, che trae spunto per i suoi racconti da eventi storici o leggendari, è il nostro filtro sulla realtà.

Ma la realtà, ci dicono Ryan Murphy e Brad Falchuck, vince sempre sulla fantasia.

La realtà la supera, in ogni campo.

Perciò Sidney, l'uomo che di fronte a qualsiasi cosa, per prima cosa urla “prendi la telecamera”, fa la fine che merita secondo i canoni morali della serie.

Agnes, vestita da Macellaia, gli pianta la mannaia nell’addome.

American Horror Story: Roanoke. I "veri" Polk

Un altro colpo di genio degli autori: oltre ai veri fantasmi che infestano la casa e il territorio circostante, ecco anche quelli "finti" (cioè gli assassini in carne e ossa) a braccare cast e protagonisti di My Roanoke Nightmare.

Agnes non è l'unica assassina in carne e ossa, però.

Ci arriveremo. Prima torniamo alla "R" di Rory, con la scritta di sangue completata sulla parete, la sparizione di Rory e un lago di sangue al suo posto.

Audrey, sua moglie, pensa prima a uno scherzo di cattivo gusto di Sidney e poi entra nel confessionale - ecco il reality show che filtra l'orrore - per raccontarci come la differenza d'età possa averlo fatto scappare.

I monologhi deliranti di Agnes, i confessionali dei protagonisti, la confusione di realtà e finzione, tutto segue il copione.

Quando Agnes ferisce gravemente Audrey, nessuno pensa di correre in ospedale.

Dominic Banks nel confessionale della casa (maledetta)

Chiedono aiuto a Sidney (che noi sappiamo essere già morto) e aspettano un'ambulanza che non arriverà mai.

Attenzione, però: nessuno corre in ospedale non perché sono isolati, senza auto per andarsene, bensì perché hanno paura.

Di Agnes, e di qualsiasi altra cosa ci sia là fuori.

Nel parapiglia, Dominic Banks sembra essere l'unico a mantenere il sangue freddo.

Shelby, colta da un raptus di gelosia, uccide Matt dopo averlo sorpreso con la strega (quella "vera", non Lady Gaga).

Dominic la aiuta, rimanendo razionale. Che sia lui, l'unico sopravvissuto a "Ritorno a Roanoke - Tre giorni all'inferno?".

Agnes nel settimo episodio di American Horror Story: Roanoke

Ancora non lo sappiamo, ma una cosa è certa: si ritrova, insieme alla vera Shelby, nella situazione che lo aveva lasciato in balia della Macellaia e dei coloni.

L'episodio finisce con il massacro di Agnes, sacrificata per aver voluto imitare la realtà con la finzione del suo personaggio.

Con le riprese di Audrey, Lee e in un esplicito omaggio a The Blair Witch Project, prima in fuga nel bosco e poi catturate dai Polk.

A Lee tocca mamma Polk (quella vera, non Frances Conroy).

E alle sue amiche tocca assaggiare un pezzo della sua carne, pena indicibili torture.

Ho quasi paura a immaginare il seguito di questa spaventosa, incredibile stagione...

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