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Free State of Jones, la recensione: Matthew McConaughey si ribella

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Gary Ross sceglie una storia che affonda la sue radici negli Stati Uniti dello schiavismo. Ecco la recensione del film con Matthew McConaughey protagonista.

Matthew McConaughey

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Al di là delle questioni di merito e di forma, viene davvero da chiedersi come sia possibile che nel 2016 - l'anno dell'ascesa del movimento Black Lives Matter, delle proteste degli attori afroamericani sottopagati e delle tensioni tra polizia e protestanti neri - qualcuno abbia dato il via libera per la produzione di Free State of Jones. Viene da pensare che o le polemiche degli scorsi anni contro le discriminazioni dell'estabilishment hollywoodiano siano state dimenticate o continuino ad essere sistematicamente ignorate. Altrimenti come spiegarsi il nuovo lavoro scritto e diretto da Gary Ross (Hunger Games, Seabiscuit), che vede un attore caucasico come Matthew McConaughey nei panni dello strenuo difensore dei diritti degli afroamericani all'indomani della guerra civile americana?

Intendiamoci: la storia narrata in Free States of Jones è assolutamente veritiera e McConaughey è incredibilmente somigliante a quel Newton Knight che lottò strenuamente al fianco degli schiavi liberati del Mississippi. È vera l'incredibile e drammatica vicenda di come questo disertore dell'esercito confederato organizzò una resistenza egalitaria e idealista contro i ricchi possidenti terrieri, che riducevano in schiavitù gli afroamericani e lasciavano che fossero i più umili a combattere la sanguinosa guerra per il loro cotone. Sono drammaticamente veri anche tutti i dettagli sulle persecuzioni del neonato Ku Klux Klan e sulle scandalose leggi sull'apprendistato, che tentavano di rendere di fatto di nuovo schiavi le famiglie nere appena liberate.

Free State of Jones, la recensioneHD01 Distribution
Una scena nelle paludi dei ribelli tratta da Free State of Jones

Senza entrare nel merito di un film tecnicamente impeccabile eppure mai davvero emotivamente trascinante, non si può che rimanere basiti di fronte al vizio di forma alla base dell'intera produzione. La storia di Newton Knight meritava di essere raccontata? Certo, infatti esiste già una vecchissima pellicola dedicata. In un 2016 in cui la neonata presidenza Trump ha già scatenato proteste su questioni razziali nel mondo della cultura, era possibile trovare un'altra storia vera che raccontasse drammatici sviluppi negli stati confederati dopo l'abolizione della schiavitù in cui i protagonisti neri non fossero poco più che comparse? Lo si sarebbe dovuto fare, anche solo per pur istinto di sopravvivenza di fronte alla sacrosante critiche sollevatesi su più fronti. 

Free State of Jones è un film dalla rigida ricostruzione formale che tenta in tutti i modi di coinvolgere lo spettatore, pur essendo incapace di suscitare empatia. Il tentativo non dichiarato è quello di essere il nuovo 12 Anni Schiavo, l'ambizione è quella di porsi come possibile candidato alla stagione dei premi cinematografici, ma a questo film - perlomeno problematico in più di un passaggio - manca il ritmo, la profondità, la capacità di infiammare lo spettatore. Tra le uscite di questa settimana in odore di nomination agli Oscar, c'è decisamente di meglio. 

Free State of Jones sarà nelle sale italiane a partire dal 1 dicembre 2016

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