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Mark Zuckerberg accusato di bullismo da Avril Lavigne

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Una battuta scherzosa di Mark Zuckerberg ha suscitato lo sdegno di Avril Lavigne, che ha accusato il fondatore di Facebook di bullismo nei riguardi dei Nickelback.

Primo piano di Avril Lavigne e Mark Zuckerberg

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Alle volte l'ironia può essere fraintesa, specialmente se manifestata tramite i social.

Ne sa qualcosa Mark Zuckerberg, preso di mira dalla cantante Avril Lavigne a causa di una battuta da lui pronunciata sulla band canadese Nickelback.

Il fondatore di Facebook ha postato negli scorsi giorni una breve clip in cui mostra le funzionalità del sistema Jarvis - a proposito, ricordate quando Robert Downey Jr. si è offerto come voce per il nuovo progetto di Zuckerberg? - una sorta di assistente virtuale in grado di aiutare in casa sfruttando le potenzialità dell'intelligenza artificiale.

Nel video, Zuckerberg - in compagnia della moglie Priscilla e di sua figlia Max - chiede a Jarvis di assisterlo in diverse mansioni, finendo poi per suggerire al sistema di riprodurre per lui qualche buona canzone dei Nickelback.

A quel punto, l'intelligenza artificiale di casa Zuckerberg risponde con uno sconsolato: "Mi spiace Mark, ma temo che i Nickelback non abbiano mai fatto delle buone canzoni". L'irriverente Zuckerberg chiude lo sketch affermando: "Bene, era solo un test!".

Una battuta di spirito - nulla di più - che però non è andata giù alla cantante canadese Avril Lavigne, connazionale dei musicisti guidati da Chad Kroeger.

L'interprete di hit molto note nei primi anni 2000, come Complicated e Sk8er boy, si è schierata in difesa dei Nickelback su Twitter.

Caro Mark, molte persone usano i tuoi prodotti, amandoli oppure no. Ad ogni modo, qualunque siano i tuoi gusti musicali la battuta sui Nickelback è stata di pessimo gusto. Quando si ha una voce influente come la tua bisognerebbe essere più attenti a promuovere atti di bullismo di questo tipo, specialmente considerato come vanno le cose oggi.

Avril ha parlato proprio di bullismo, accompagnando il suo post con gli hashtag #SayNoToBullying, #TheJokeIsOld e #NickelbackHasSoldOver50MillionAlbums, ossia "Diciamo no al bullismo", "La battuta è vecchia" e "I Nickelback hanno venduto oltre 50 milioni di album".

Immagine di Avril Lavigne durante un'intervistaHDGetty

Per molti si tratta di un'esagerazione bell'e buona, ma alla cantante non sono mancati i sostenitori dopo la sua aspra invettiva.

Cosa ne penserà Zuckerberg? Potremmo chiederlo a Jarvis!

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