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Le 10 canzoni che hanno reso immortale il mito di George Michael

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Negli ultimi anni George Michael era rimasto dietro le quinte, ma la sua popolarità era inalterata grazie a una lunga serie di successi indimenticabili.

George Michael

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Non solo Last Christmas e Careless Whispers, non solo pop edonistico in puro stile anni '80: la carriera di George Michael, icona britannica e mondiale del pop scomparsa questo Natale, ha coperto ben 4 decenni di storia della musica. Mick Jagger lo definì in maniera poco lusinghiera un parrucchiere con velleità canore e i critici non gli perdonarono mai davvero di essere stato lanciato come sex symbol per teenager. In queste ore però, oltre al lutto dei fan e dei colleghi, in tanti stanno sottolineando come le sue qualità di incredibile performer e dotatissimo autore di musica e testi gli abbiano permesso di essere ancora oggi parte del patrimonio musicale di tutti, anche di chi è nato ben dopo gli sfavillanti anni degli Wham!. 

Gli Wham! gli consentirono di raggiungere il successo globale e vendere circa 20 milioni di dischi, certo, ma con il suo debutto da solista, Faith (1987) arrivò sfiorò quota 25 milioni, rimanendo in tour per oltre un anno. Si è spento con la consapevolezza di essere ancora amatissimo e popolare (ancor oggi è tra gli artisti più passati dalle radio di tutto il mondo), di aver sfondato la mitologica soglia di 100 milioni di album venduti, ma di essere considerato solo una grande popstar e non un grande della musica. 

Eppure la sua carriera è letteralmente costellata di grandi performance live, duetti memorabili e instant classic. Ecco 10 pezzi che, da soli, lo consegnano di fatto alla stirpe dei grandi della musica: 

10- FREEEK!

Nel 2002, dopo un lungo periodo di pausa lontano dalle scene e il lancio del suo greatest hits di successo (Ladies & Gentleman), George Michael tenta il rientro e lo fa in pompa magna, con un video costato 2 milioni di sterline e una hit a tema sessuale che lascia davvero poco spazio all'immaginazione. Il successo non è quello sperato, ma il video, una sorta di distopia futuristica alla Matrix dominata dal sesso, rimane una produzione faraonica, che a 15 anni di distanza non sembra invecchiata di un giorno. Anche George Michael, vicinissimo ai 40, è in forma smagliante: pur essendo diventato un'icona gay, prova che la sua virilità non è calata di un'oncia e può essere il sex symbol per ogni genere ed età, quello che un mondo malato di sesso anela. 

9- I Want Your Sex

Gli anni '80 erano il regno del disimpegno e dell'amore libero...o forse no, non per cantanti come George Michael, che già all'epoca criticava duramente Margareth Tatcher e sosteneva i minatori in sciopero. Altra posizione, alto video letteralmente rovente: Nell'estate del 1987 Michael decide di far uscire come singolo un brano che non lascia spazio all'immaginazione, a partire dal titolo. Il video causa un polverone tale che viene censurato sia negli Stati Uniti sia nel Regno Unito, ma la canzone spopola, anche se forse non per il motivo sperato da Michael, che scrive a rossetto sul corpo dell'allora fidanzata: esploriamo la monogamia. L'AIDS è alle porte e il primo rimedio di emergenza non è l'astinenza, ma la monogamia. Parola di George Michael, che anni più tardi sarà al fianco del suo amante stroncato dal morbo, fino all'ultimo giorno di vita. 

8- Too Funky

Selezionare solo 10 canzoni per raccontare la carriera di George Michael, un compositore capace di sfornare una scia ininterrotta di successi, non è davvero semplice. Per esempio questo irresistibile inno funky, anzi Too Funky spopolò nel 1992, ma era uno scarto. Il secondo album da solista di Michael, Listen Without Prejudice, vendette solo (si fa per dire) 8 milioni di copie, dando il via a decenni di litigi e diatribe con la casa discografica dell'artista. Inizialmente ci doveva essere anche un secondo volume del cd da ascoltare senza pregiudizi, ma non venne mai pubblicato. Se la qualità era quella suggerita da Too Funky, c'è davvero di che disperarsi. 

7- Fastlove

Un altro luogo comune da sfatare su George Michael è che sia solo un'icona degli '80. Certo ha raggiunto il successo in quel decennio ed è stato il volto di quell'epoca, ma negli anni '90 non solo continuò a vendere milioni di dischi e a mietere premi e Grammy, ma diede un contributo materiale a plasmare la direzione che il pop avrebbe preso dopo il secolo breve. 

Nel 1997 per esempio Fastlove fu una hit dance di portata planetaria, entrata nell'immaginario collettivo anche per un video che è un po' la summa dell'estetica e del mood di quegli anni. Si balla sì, ma gli occhiali scuri nascondono una disperazione malcelata. Si fa l'amore, certo, ma è qualcosa di veloce e poco gratificante, che colma solo per un attimo la mancanza di Feleppa, a cui verrà dedicato l'album più maturo dell'artista, Older. 

6-Faith

L'immagine più iconica della carriera solista di Michael venne creata a tavolino dai suoi produttori, impegnati a lanciarlo come cantante per teenager. Il video è così semplice da essere iconico: George in un paio di Levi's e un look da cowboy, un jukebox, un giubbotto in pelle nera, una chitarra. Il successo è enorme, dirompente, mondiale. Saranno gli stessi discografici a rivelare di averlo voluto rendere prima di tutto un oggetto sessuale, inquadrando più parti desiderabili del suo corpo che la figura intera del cantante. George Michael passerà tutta la sua carriera a tentare di affrancarsi da questa immagine, scappare da questo fantasma. 

5-Don't Let the Sun Go Down on Me

L'arma di George Michael non è mai stato il suo sex appeal o il suo aspetto piacente, bensì le sue incredibili qualità di performer. Lanciato in un'epoca in cui i cantautori impegnati mettevano il messaggio prima di una tecnica tutt'altro che ineccepibile o di grandi icone pop piacenti e provocatorie ma con qualche problemino a livello vocale, George Michael era di tutt'altra pasta. La sua voce era talmente bella che quando meditò di ritirarsi, Frank Sinatra pregò la figlia Nancy di scrivergli ed esortarlo a rimettersi in gioco.

Negli anni, George Michael si è messo al servizio di tanti colleghi, esaltando con il suo carisma e la sua voce perfetta hit che hanno composto una lunghissima carrellata di duetti e live di successo. Elton John per esempio provò in tutti a lanciare questa canzone nel 1974, riuscuotendo un tiepido successo. Propose al collega e amico di cantarla durante il Live Aid del 1991: l'incredibile versione live raggiunse il numero uno delle classifiche in mezzo mondo. 

4-Outside

Se la morte di Anselmo Feleppa segnò un anno nerissimo per George Michael, il 1998 segnò il momento peggiore della sua vita e poi il suo autentico trionfo. Appena uscito da una grave crisi depressiva, Michael ritrova l'amore e, in un impeto di passione, si apparta con l'amante in un bagno pubblico, a Los Angeles. Un poliziotto però lo scopre (non venne mai chiarito per per caso o per l'intento di metterlo alla gogna mediatica) e lo arresta per atti osceni in luogo pubblico

L'ex idolo delle adolescenti fa sesso con un uomo in un bagno pubblico: i media di mezzo mondo accorrono davanti a casa sua e la sua icona viene gettata nel fango, attaccata dai tabloid conservatori, che gli danno del pervertito e dell'invertito. George Michael si chiude in casa per 24 ore, affrontando uno degli outing più violenti e drammatici di sempre, capace di stroncare la carriera e la vita di chiunque. Ne riemerge 24 ore dopo, per andarsene tranquillamente al ristorante, a godersi una cena dopo la brutta settimana avuta.

Dopo aver lui stesso lottato per anni per riconoscere e ammettere la sua omosessualità, la dichiara apertamente, così come il suo appetito sessuale. Diventa l'icona di migliaia di omosessuali ancora condannati dall'opinione pubblica, nascosti, che trovano il coraggio nell'ironia e nella forza con cui lui affronta quell'arresto umiliante. Michael non si ferma lì: intitola il suo greatest hits Ladies & Gentlemen (un riferimento ai galeotti bagni pubblici) e compone una canzone, Outside. Il video è un autentico capolavoro di humour inglese: Michael inscena il suo arresto in un bagno pubblico in cui compaiono per magia sfere stroboscopiche e ballerini: lui stesso, vestito da poliziotto, si muove a tempo e ammette di essere insaziabile. 

3-Freedom '90

Cominciano gli anni '90 e uno dei cantanti più famosi del mondo è stanco dell'immagine di sex symbol che gli hanno cucito addosso, dei limiti musicali che gli vengono imposti. Decide quindi di sfruttare il suo ascendente per distruggere quel 25enne ballerino cowboy e per farlo chiama un giovane David Fincher, poi diventato uno dei registi più celebri del mondo. Michael stesso alza il telefono e raduna le 5 top model più celebri dell'epoca (l'allora 18enne Naomi Campbell, Linda Evangelista, Tatjana Patitz, Christy Turlington e Cindy Crawford), per apparire nel video della canzone in cui chiede per sé libertà creativa e personale. Nasce così Freedom '90, uno dei migliori videoclip musicali di sempre.

George Michael è presente solo con la sua voce, mentre le donne più belle del pianeta si aggirano per una casa abbandonata cantando la sua canzone più dirompente, la prima canzone di sempre a citare MTV. Se il concetto non fosse chiaro, ci pensa Fincher a renderlo esplicito, facendo esplodere il jukebox e incendiando il giubbotto di pelle e la chitarra di Faith. Gli originali, sottolinea il cantante. 

2-Somebody To Love

C'è un momento preciso nella carriera di George Michael in cui comincia davvero ad essere preso sul serio, come cantante e artista, un giorno e un luogo preciso. Siamo nel 1992 e i Queen sono destinati a scomparire, straziati umanamente e artisticamente dalla morte di Freddie Mercury. Il concerto tributo è inevitabile e dolorosissimo, perché nonostante tutti i grandi dell'epoca siano presenti, non fanno che rimarcare quanto nessuno possa prendere il posto di un gigante della musica rock mondiale. 

Poi arriva George Michael, l'idolo delle ragazzine, per cantare Somebody To Love con quel che resta della band. Tutti sono pronti ad alzare gli occhi al cielo, ma dopo cinque minuti di esibizione è nato il mito di George Michael, grande artista. È un'epifania che coglie tutti di sorpresa, forse anche gli stessi Queen: Michael raccoglie il testimone di Freddie Mercury, regge il confronto, infiamma la folla come nessun altro. La stampa del giorno dopo decreta un autentico trionfo, così come le fantasmagoriche vendite di quel singolo. Il destino dei Queen è salvo, ma mai, dopo la morte di Freddy, torneranno ai livelli di quella notte, per un live davvero epocale. 

In queste ore sta facendo furore una video che venne girato durante le prove di quell'esibizione storica: a partire dal circa 3 minuti dall'inizio, si vede un'altra icona musicale scomparsa nel 2016, David Bowie, che segue con ammirazione l'esibizione di Michael, commentando colpito con Seal, che gli è accanto, la performance di Michael. Nel video si vede anche Brian May, il chitarrista storico dei Queen, avvicinarsi al cantante per complimentarsi con lui dopo l'acuto centrale della canzone. 

1- Jesus to a Child

Il capolavoro di George Michael è Older: è l'album della maturità artistica e umana, quello che utilizza per sublimare una serie di terribili momenti oscuri, quello su cui aleggia lo spirito di Anselmo Feleppa. L'album è dedicato all'amante che non smise mai di rimpiangere, anche se allora lo definì amico, perché al coming mancava un anno circa. 

Chi parla di fase discendente della sua carriera negli anni '90 forse ignora le vendite stratossferiche di uno dei 100 album più venduti della storia della musica inglese, un long seller di razza. Il mito vuole che lo scrisse nel periodo in cui fumava decine di canne al giorno, in cui non era estraneo nemmeno all'eroina, perso in una spirale autodistruttiva di cui canta gli effetti proprio in Older. A salvarlo furono le dieci tracce in cui esplorò e raccontò questo dolore, creando uno degli album pop più belli e dolorosi di sempre. Difficile scegliere un solo pezzo, anche se Jesus to a Child, che apre l'EP, è forse il migliore di tutti. 

George Michael ricorda il sorriso dell'amato, che è salvifico come quello di Gesù per un bambino, in quelle freddissime notti successive al lutto. Un sorriso il cui ricordo ispira la sua canzone testamento, un sorriso che gli salvò la vita. 

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