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Il viaggio di Fanny nei cinema italiani per il Giorno della Memoria

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Coraggio e amicizia sono i sentimenti che legano i giovani protagonisti de Il viaggio di Fanny, film ispirato a una storia vera nelle sale italiane il 26 e 27 gennaio.

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Vincitore del Giffoni Film Festival 2016, il 26 e 27 gennaio arriva nelle sale italiane il lungometraggio Il viaggio di Fanny, diretto dalla regista Lola Doillon. Terza pellicola della sua filmografia dopo Contre toi e Et toi, t'es sur qui?, il toccante film si ispira alla storia vera della tredicenne francese Fanny Ben-Ami e delle sue sorelle durante l'occupazione nazista nella Seconda Guerra Mondiale.

Il viaggio di Fanny: il manifesto del filmHDLucky Red Film
Per la giornata della memoria, il 26 e 27 gennaio, nelle sale Il viaggio di Fanny

Attenzione! Possibili spoiler!

Nonostante la volontà dei genitori di preservare le ragazze dagli orrori del conflitto in una colonia francese, il dolore e la discriminazione le raggiungono ugualmente; insieme ad altri coetanei, sono così costrette alla fuga quando i rastrellamenti si fanno più frequenti e impietosi.

La guerra, la fame e il freddo sono i principali ostacoli del viaggio verso il confine svizzero, oasi di salvezza verso la quale tendono i piccoli protagonisti uniti da un legame di amicizia indissolubile. L’atmosfera ostile si apre ad alcuni sprazzi di calore: sono numerosi, infatti, i cittadini pronti ad aiutare quei bambini, che con il loro animo innocente si trovano ad affrontare uno degli episodi più nefandi della storia recente.

Volevo raccontare la storia di chi è costretto a crescere velocemente (Lola Doillon)

A fare da sfondo all’impresa dei giovani protagonisti di questo film corale è una Francia occupata di cui la regista non mostra mai immagini cruente, lasciando piuttosto prevalere lo sguardo dei più piccoli. È la stessa Doillon a spiegare questa scelta “Quello che mi interessava era [...] mostrare come quei bambini, che non si trovavano sotto i bombardamenti, ma che avevano comunque subito la violenza dell'abbandono e la paura di restare orfani, avessero vissuto la guerra, e di riprodurre tutto questo dal loro punto di vista.”

È una storia che “ci riguarda tutti”, sostiene con fermezza la regista, la quale ha voluto anche incontrare di persona Fanny Ben-Ami, attualmente residente a Tel-Aviv, per sottoporle la sceneggiatura del film.

Menzione speciale e doverosa va rivolta anche all’attenzione che la produzione ha riservato alla selezione degli attori, scelti tra Francia e Belgio in modo che l’intero gruppo risultasse credibile e coerente. A guidare tutti è la dodicenne Léonie Souchaud, alla prima esperienza davanti alla telecamera, nella quale anche la vera Fanny si è riconosciuta.

E in un cast ad alto tasso di minorenni spiccano due figure più mature, quella di Madame Forman (che si ispira a Nicole Weil-Salon e Lotte Schwarz) interpretata da Cécile de France e quella del contadino Jean che ha le sembianze di Stéphane de Groodt.

Penso che Lola abbia fatto bene e che nella sua sceneggiatura ci sia tutto quello che conta, tutto l'essenziale – ha affermato Fanny dopo la lettura dei copioni.

Attraverso il delicato passaggio dall'infanzia all’adolescenza, vissuto in una stagione nerissima per il mondo intero, il racconto porta in scena il conflitto attraverso il filtro di un’innocenza conservata con eroismo. La paura nulla può di fronte al coraggio e alla solidarietà umana di un manipolo di ragazzini.

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