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Donald Trump: Femen se la prende con la "virilità" di una statua del neo presidente

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Nuovo attacco a Donald Trump. Questa volta a protestare è stata un'attivista di Femen, che se l'è presa con la "virilità" di una statua in cera del neo presidente.

Attivista Femen effettua una singolare protesta contro la statua di cera di Donald Trump

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L'insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca è questione di ore, ma le proteste contro l'elezione del miliardario continuano.

Dopo il discorso al vetriolo pronunciato da Meryl Streep in occasione dei Golden Globes, un nuovo attacco è stato sferrato dal movimento femminista ucraino Femen, che ha deciso di manifestare contro il neo presidente USA prendendosela con la "virilità" di una statua con le sue fattezze.

L'episodio è avvenuto martedì 17 gennaio al Museo delle Cere di Madrid, in occasione della presentazione della scultura che rappresenta Trump nelle nuove vesti di capo di stato e di governo degli Stati Uniti d'America.

Come riporta The Guardian, un'attivista del gruppo ha fatto irruzione durante la cerimonia e si è avventata sulla statua, "strizzandole" le parti intime. La donna era in topless e sulla schiena aveva la scritta:

Prendi il patriarcato per le p****!

Attivista Femen attacca la statua di Trump a MadridHDGetty Images
L'attivista Femen se l'è presa con la "virilità" della statua del neo presidente per protestare contro il patriarcato

Il personale del museo ha reagito immediatamente, cercando di coprire le nudità dell'attivista con dei palloncini e una giacca e trascinandola via di peso, ma la donna ha opposto una strenua resistenza e - prima di essere allontanata da una porta secondaria - è riuscita a "palpeggiare" ancora una volta il simulacro in cera del nuovo presidente e a ripetere il suo messaggio.

La protesta è un riferimento esplicito alla famosa intercettazione telefonica diffusa a ottobre 2016, in cui si sente Trump dichiarare che, quando si trova di fronte a delle belle donne, non resiste alla voglia di "afferrarle per la f***".

Femen ha rivendicato l'incursione con due eloquenti post su Twitter e - a stretto giro di posta - è arrivata la replica del responsabile della comunicazione del museo, che ha definito l'accaduto "sgradevole" e ha accusato di vigliaccheria il movimento ucraino:

Se vogliono fare una cosa simile, devono farla direttamente a [Donald Trump, n.d.r.]. In questo modo è troppo facile.

L'uomo ha concluso dicendosi dispiaciuto per quanto successo, perché il suo intento era quello di dare al neo presidente "un benvenuto speciale da Madrid".

Ma in un certo senso, non ha di che rammaricarsi: più "speciale" di così...

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