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Cantando e ballando... a Hollywood: i 20 film musicali più belli di sempre

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Da Grease a The Rocky Horror Picture Show, quali sono i musical migliori? Ecco una classifica delle 20 pellicole più rappresentative della storia del cinema!

Le locandine dei film musical: Singin' In the Rain, The Rocky Horror Picture Show, Grease

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Cantare e ballare a Hollywood è tornato di moda o forse non ha mai smesso di esserlo. Così, mentre La La Land fa incetta di nomination agli Oscar 2017, noi di MondoFox abbiamo pensato di provare a stilare una classifica dei migliori film musicali o basato su musical della storia della cinema.

L'argomento è immenso e il materiale è tantissimo, per cui potrebbe capitare che tra i 20 titoli di genere musicale che abbiamo selezionato il vostro preferito non ci sia oppure occupi una posizione che non ritenete giusta. Se così fosse, fatecelo sapere nei commenti: migliorare è sempre possibile.

Ora però... via alle danze!

20. Pink Floyd The Wall (1982)

Visionario, disturbante e ambizioso (forse troppo), il film diretto da Alan Parker è la trasposizione cinematografica del concept album The Wall, inciso dai Pink Floyd nel 1979. La musica è assoluta protagonista della pellicola, a discapito della trama, che segue - con alterni risultati - i testi delle canzoni del disco. Tuttavia, la vicenda della disillusa, allucinata e tossicodipendente rockstar Pink (interpretata da Bob Geldof, all'esordio come attore) è entrata a fare parte della storia del cinema ed è considerata un punto di riferimento per diverse opere successive (tra cui Tommy).

19. Bulli e Pupe (1955)

Bulli e Pupe non è la migliore pellicola del 4 volte premio Oscar Joseph Leo Mankiewicz (anche regista del "colossale" flop Cleopatra), né un musical indimenticabile, ma regala una vera e propria chicca: Marlon Brando in versione cantante e ballerino. Una veste inedita per il grande attore, che in effetti non è granché a suo agio, ma con il suo indiscutibile carisma tiene testa ai colleghi di set Frank Sinatra e Jean Simmons. E tanto coraggio gli vale un plauso, anche se esegue in playback il bellissimo brano A Woman in Love.

18. Sette Spose Per Sette Fratelli (1954)

Il premio Oscar per la migliore colonna sonora rivela molto del film di Stanley Donen, regista di Cantando Sotto la Pioggia. La musica e il ballo sono centrali e la trama - seppure brillante e per certi versi "scandalosa" per i canoni dell'epoca - finisce con il diventare un pretesto per le esibizioni dei bravissimi interpreti. Fisicità e coralità si sostituiscono a tecnica ed esecuzioni soliste, segnando una svolta nelle pellicole di genere e facendo di Sette Spose Per Sette Fratelli una sorte di capostipite del musical moderno. 

17. Moulin Rouge! (2001)

Rivisitazione in chiave pop de La Traviata di Giuseppe Verdi, il film porta l'inconfondibile marchio di Baz Luhrmann (Romeo + Giulietta di William Shakespeare, Il Grande Gatsby) nella messa in scena opulenta, nell'uso spregiudicato del colore e nel montaggio sincopato e rutilante. La contaminazione tra generi è il filo conduttore della pellicola, che conta su una eccezionale colonna sonora e sulla grande interpretazione di Nicole Kidman ed Ewan McGregor (di nuovo Mark Renton in T2: Trainspotting).

16. Mamma Mia! (2008)

Un poker di attori come Meryl Streep (alla 20esima nomination agli Oscar), Pierce Brosnan, Colin Firth e Stellan Skarsgård (oltre a "comprimari" di tutto rispetto), i più grandi successi degli ABBA e una storia collaudata e amatissima. Era impossibile che la trasposizione sul grande schermo di Mamma Mia! fosse un flop e infatti la pellicola è il musical che ha incassato di più nella storia del cinema. Tra paesaggi da sogno ed esibizioni travolgenti, guardare il film senza mettersi a cantare e ballare è fuori discussione. 

15. Tommy (1975)

Il film del visionario Ken Russell (Stati di Allucinazione, Whore) è ispirato all'omonimo concept album degli Who, Tommy, che viene considerato una delle prime opere rock. Come per Pink Floyd The Wall, anche in questo caso la trama prende forma dai testi delle canzoni, ma presenta una senso logico e una compiutezza che mancano al lavoro di Alan Parker. La pellicola mescola generi, stili e toni diversi, con un risultato straniante, ma esercita un fascino al quale è difficile resistere, anche grazie alla presenza di un cast d'eccezione, composto da Roger Daltrey, Robert Powell, Elton John, Eric Clapton, Tina Turner, Jack Nicholson, Keith Moon e Ann-Margret (nominata all'Oscar per la sua interpretazione).

14. Chicago (2002)

Renée Zellweger, Catherine Zeta-Jones e Richard Gere sono i mattatori della pellicola diretta da Rob Marshall (alla guida del nuovo Mary Poppins) ispirata all'omonimo musical di Broadway del 1975. Per il regista si tratta dell'esordio sul grande schermo (seppure dopo una lunga gavetta a teatro e in TV), ma la condizione di debuttante non gli impedisce di portare a casa ben 6 Oscar, tra cui quello per il miglior film. Dopo essere stata poco apprezzata agli esordi, la storia delle ciniche Velma e Roxie ha conquistato il pubblico moderno e si è ritagliata di diritto un posto tra le migliori produzioni musicali di Hollywood.

13. My Fair Lady (1964)

Quando George Cukor ha deciso di realizzare il film, la storia della "educazione" della fioraia Eliza Doolittle (ispirata all'opera Pigmalione di George Bernard Shaw) era un musical di grande successo, con Julie Andrews nella parte della protagonista. Ma per ragioni commerciali, la produzione ha scelto di affidare il suo ruolo a un'attrice molto più famosa, ovvero Audrey Hepburn. Tuttavia, l'interprete di Vacanze Romane e Colazione da Tiffany non aveva un tono di voce adeguato ed è stata doppiata in tutte le esibizioni canore. Nonostante ciò, la pellicola si è portata a casa ben 8 premi Oscar e ha guadagnato il 91esimo posto nella classifica dei migliori 100 film statunitensi di tutti i tempi dell'American Film Institute.

12. Saranno Famosi (1980)

Coco, Leroy, Bruno Martelli, (la temibile) Lydia Grant, Benjamin Shorofsky. Per la generazione cresciuta negli anni '80 non sono solo personaggi di celluloide, ma compagni di scuola e professori reali quasi come quelli della vita quotidiana. Le storie degli studenti della High School of Performing Arts di Manhattan raccontate nel film di Alan Parker hanno lasciato il segno così profondamente da dare vita a uno spin-off televisivo e a un musical a Londra che hanno fatto storia e che ancora oggi catturano gli spettatori e li fanno sognare, soffrire e interrogarsi sul senso della vita e sulle proprie ambizioni.

11. Jesus Christ Superstar (1973)

Vuole la leggenda che, prima di essere distribuito in Italia, il film sia stato visionato da Papa Paolo VI e che il Pontefice ne sia rimasto affascinato. Dell'episodio non esistono prove, a parte la parola di Ted Neeley (interprete di Gesù), ma di certo la pellicola di Norman Jewison è una rilettura intelligente e accattivante del Vangelo. Le figure di Maddalena e Giuda assumono nuovo significato nella parabola di Cristo e l'Iscariota ruba la scena al figlio di Dio. Soprattutto alla fine, quando gli chiede perché abbia scelto un'epoca in cui non esistevano i media per raccontare la sua storia. Le cose sarebbero andate diversamente ai giorni nostri? (Per una possibile risposta c'è il bellissimo libro di John Niven, A Volte Ritorno).

10. La Piccola Bottega degli Orrori (1986)

Surreale, irriverente, kitsch e attraversato da uno humor nero graffiante, il film di Frank Oz (In & Out) è la trasposizione cinematografica dell'omonimo spettacolo teatrale di Alan Menken e Howard Ashman (1982), a sua volta ispirato alla pellicola La Piccola Bottega degli Orrori girata da Roger Corman nel 1960. Nonostante la presenza di attori come Rick Moranis, Steve Martin, John Belushi, John Candy e Bill Murray, il film ha riscosso uno scarso successo commerciale, ma ha avuto il suo riscatto diventando oggetto di culto tra gli appassionati.

9. Hair (1979)

La cultura hippie, l'opposizione alla guerra, la giovinezza, la libertà, l'amore, la sessualità, le droghe, l'amicizia. Il film diretto da Miloš Forman (2 volte premio Oscar per Qualcuno Volò Sul Nido del Cuculo e Amadeus) tocca numerosi temi, ma non riesce completamente nell'intento di svilupparli e di renderli "urgenti" per il grande pubblico. Tuttavia, la colonna sonora e il messaggio di Hair sono entrati nella storia - nonostante la pellicola si discosti di molto dallo spettacolo teatrale - e continuano a far emozionare, riflettere e discutere con la loro incessante attualità.

8. Cabaret (1972)

Basato sui racconti raccolti nel libro Addio a Berlino di Christopher Isherwood, il film è la versione per il grande schermo dell'omonimo spettacolo portato in scena nel 1966 a Broadway e racconta la vita in Germania ai tempi della Repubblica di Weimar nel 1931 attraverso le vicende della soubrette Sally Bowles, Brian Roberts e dell'aristocratico tedesco Maximilian von Heune. Cupo, disilluso e realistico, esce dai canoni delle analoghe produzioni dell'epoca e segna l'inizio di un nuovo modo di fare musical. Memorabili le esibizioni di Liza Minnelli, vincitrice come migliore attrice protagonista di uno degli 8 premi Oscar ottenuti dalla pellicola.

7. Cantando Sotto la Pioggia (1952)

Gene Kelly e Debbie Reynolds sono gli iconici protagonisti di uno dei musical più famosi della storia del cinema, che non a caso nel 2008 è stato inserito dall'American Film Institute al decimo posto della classifica dei migliori cento film statunitensi di tutti i tempi. La celebre scena che dà il titolo alla pellicola è diventata un cult e, insieme alla canzone che l'accompagna, è stata rivisitata più volte e in più maniere. Anche in contesti decisamente inusuali, come in Arancia Meccanica di Stanley Kubrick, dove viene "eseguita" ben 2 volte.

6. Tutti Insieme Appassionatamente (1965)

Ispirata allo spettacolo teatrale The Sound of Music di Rodgers e Hammerstein (basato sul romanzo autobiografico di Maria Augusta von Trapp, La famiglia Trapp), la pellicola di Robert Wise è la seconda trasposizione per il grande schermo del musical e ancora oggi occupa il quinto posto della classifica dei film più visti al cinema di tutti i tempi. La ragione del suo enorme successo si può ricercare nell'equilibrio perfetto tra parti cantate e recitate, nella trama coinvolgente e - soprattutto - nell'interpretazione di Julie Andrews, che con il ruolo iconico della governante Maria si è presa la "rivincita" per essere stata scartata per la parte di Eliza Doolittle in My Fair Lady.

5. West Side Story (1961)

La tragica storia di Romeo e Giulietta rivisitata in chiave popolare e ambientata tra le bande di strada inglesi e portoricane dell'Upper West Side di New York è uno spettacolo di enorme successo a Broadway quando i registi Jerome Robbins e Robert Wise decidono di farne un film, nel 1961. La trasposizione sul grande schermo si rivela tutt'altro che semplice, ma i due consegnano alla storia del cinema uno dei musical più belli, intensi e coinvolgenti di sempre. Dalla splendida colonna sonora, alle coreografie straordinarie, fino alla fotografia e al montaggio dallo stile moderno e innovativo, West Side Story è un vero e proprio gioiello del genere.

4. Il Mago di Oz (1939)

Ispirato a Il Meraviglioso Mago di Oz di L. Frank Baum, il film porta la firma di Victor Fleming, ma in realtà i registi sono stati 4. Oltre al già citato Fleming, la pellicola è stata diretta anche da Richard Thorpe, George Cukor e King Vidor. Gli avvicendamenti in regia, alcuni incidenti occorsi sul set, il caldo soffocante dei teatri di posa e il pesante trucco indossato dagli attori hanno reso particolarmente travagliata la lavorazione, ma non hanno impedito al film di diventare una pietra miliare del cinema, consegnando alla storia Judy Garland e la canzone Over the Rainbow.

3. The Blues Brothers (1980)

John Belushi, Dan Aykroyd e il regista John Landis (Un Lupo Mannaro Americano a Londra, Una Poltrona Per Due) hanno di sicuro "visto la luce" quando hanno avuto l'idea di realizzare The Blues Brothers. I protagonisti Jake e Elwood Blues (nati all'epoca della partecipazione dei 2 attori al Saturday Night Live), i personaggi bizzarri, svitati, eccessivi che li accompagnano a vario titolo nella loro avventura (interpretati, tra gli altri, da James Brown, Ray Charles, Aretha Franklin e Carrie Fisher) e l'eccezionale colonna sonora fanno del film un cult indiscusso e un punto di riferimento della cultura pop contemporanea.

2. Grease (1978)

Chi non conosce la storia di Danny, Sandy, delle Pink Ladies e dei Thunderbirds? Chi non ha mai visto (almeno una volta) Grease? Il musical con John Travolta e Olivia Newton-John è tra i più celebri di tutti i tempi, oltre che uno di quelli di maggior successo nella storia del cinema. Da Summer Nights a You're the One That I Want, la colonna sonora ha fatto e ancora fa cantare e ballare generazioni di spettatori ed è un inno all'amicizia, all'amore e agli anni irripetibili dell'adolescenza, oltre che a un'epoca - gli anni '50 - simbolo di benessere, spensieratezza e assoluta fiducia nel futuro e nel progresso.

1. The Rocky Horror Picture Show (1975)

Non solo un musical, ma un manifesto di vita. Il film di Richard O'Brien e Jim Sharman (rispettivamente autore e regista anche della versione teatrale, The Rocky Horror Show) ha completamente rivoluzionato i canoni del genere e ha scandalizzato i benpensanti con una rappresentazione sfrontata, sfrenata e gioiosa della sessualità in ogni suo aspetto. Frank-N-Furter è diventato un'icona della cultura pop e la caratterizzazione del personaggio fatta da Tim Curry è un "unicum" impossibile da replicare, avvicinata solo da quella di Bob Simon nello spettacolo portato in scena a teatro negli ultimi anni. Una dur(issim)a sfida per Laverne Cox e il remake di Kenny Ortega...

Bonus track: Once More, With Feeling (Buffy the Vampire Slayer)

Tecnicamente Once More, With Feeling non è un film, ma non includerlo nella classifica dei musical migliori di sempre sarebbe un'eresia. L'episodio 7 della stagione 6 di Buffy non fa che confermare il genio assoluto di Joss Whedon e il valore e la qualità di una delle serie più belle, intelligenti e divertenti della TV. La personalità sfaccettata dei personaggi, le loro storie e i consueti dialoghi brillanti sono valorizzati da una selezione di brani per nulla banali, che regalano una nuova dimensione e un ulteriore piano di lettura allo show e fanno rimpiangere una volta di più la sua (inevitabile) fine.

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