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Collateral Beauty, la recensione: la bellezza collaterale del mondo

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Amore, tempo e morte sono le forze motrici dell'esistenza umana e di Collateral Beauty. Ecco la nostra recensione della pellicola che ha commosso il pubblico.

Helen Mirren e Will Smith in Collateral Beauty

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Quali sono gli elementi che danno un senso alla nostra esistenza? Perché ci sentiamo parte dell'umanità nonostante ciascuno di noi viva nel proprio microcosmo unico e particolare?

Secondo  David Frankel la risposta a queste domande è contenuta nell'essenza stessa della bellezza collaterale. Questa infatti è l'unica capace di creare un collegamento con il mondo, rendendoci connessi gli uni con gli altri anche se viviamo in modo diverso e sentiamo la vita attraverso forme altrettanto differenti.

Collateral Beauty il film di David Frankel

La bellezza collaterale è composta da tutte quelle entità universali ma a sovrastare più di tutte le altre sono principalmente 3: amore, tempo e morte. 

Tutti desideriamo l'amore ed essere amati, tutti vorremmo avere più tempo e tutti indistintamente abbiamo paura della morte.

Queste tre sfere metafisiche sono vaste, hanno numerose maschere e mille forme di comunicazione: con esse ci confrontiamo sempre, in modo diverso e quotidianamente.

L'amore, il tempo e la morte hanno vari volti ma non li conosceremo mai nella loro completezza: possiamo avere un'idea della loro essenza ma sarà sempre qualcosa di parziale.

Will Smith in una scena di Collateral Beauty
L'attore è il protagonista di Collateral Beauty

Howard Inlet (Will Smith), Whit Yardsham (Edward Norton), Simon (Michael Peña) e Claire (Kate Winslet) sono amici da tempo immemore ed insieme hanno fondato una grande azienda.

Il lavoro procede a gonfie vele fino a quando la morte non si presenta nel modo più atroce nella vita Howard portandole via Olivia, la figlia di 6 anni.

In quel preciso istante Howard decide di non volere più appartenere al mondo, quel mondo che tanto amava, chiudendosi in un silenzio devastante: non parla più con nessuno, ha lo sguardo spento e soffre d'insonnia.

L'unico rapporto che decide di avere è epistolare e non è con delle persone ma con coloro che per l'uomo sono la causa di questo strazio: l'amore, il tempo e la morte.

Howard alla morte recrimina la brutalità della condizione in cui versa perché è lei che le ha tolto Olivia, nonostante le abbia più volte pregato di scegliere lui come vittima invece della sua piccola. Al tempo condanna la sua sofferenza perché lo costringe a patire quotidianamente per l'assenza di sua figlia.

Dall'amore è deluso perché ne aveva conosciuto la sua essenza e pienezza attraverso lo sguardo di Olivia quando lo chiamava papà.

Oggi il suo cuore è pieno di rabbia, svuotato di tutto ed è solo colpa loro: non c'è nessuna spiegazione plausibile che riesca a darsi, perché il senso della sua vita era sua figlia ed ora non c'è più.

Olivia è morta prematuramente a causa di una malattia rara ma ad Howard questo non importa, perché pensa soltanto che la sua bambina aveva ancora tanto da vivere.

Per Howard non esiste la bellezza collaterale, ora aspetta solo che i suoi giorni passino in fretta senza aspettarsi nulla dalla vita.

Gli attori in una scena di Collateral Beauty

In Collateral Beauty lo spettatore viene catapultato d'impatto e senza preavviso all'interno di questo baratro nero, doloroso e senza vie d'uscita perché in fondo nessuno riuscirebbe a sopravvivere ad un dolore così grande. La perdita prematura di un figlio è devastante, soprattutto quando si è costretti a guardare inermi e senza poter fare nulla.

I suoi amici nonché colleghi cercano un modo per poter far reagire Howard e fargli lasciare l'azienda di cui non si sta occupando più. Per sapere come Howard trascorra le sue giornate, Whit, Simon e Claire ingaggiano una detective privata ed è lei che scopre che Howard scrive a quelle entità che considera le cause del suo dolore.

Come risollevare l'amico, cercando di spronarlo? Parlare con lui ormai è impossibile e allora se Howard scrive al tempo, alla morte ed all'amore saranno loro a cercare di ristabilire un contatto con lui.

L'idea che attuano è quella di dare un volto e un'anima a queste entità, servendosi dell'aiuto di un gruppo di attori teatrali: saranno loro che risponderanno di persona alle lettere di Howard.

Come la prenderà? Crederà di essere diventato pazzo?

Scopriamolo dal trailer!

Ognuno degli attori avrà una parte da interpretare: Brigitte (Helen Mirren) impersonerà la morte, Aimee Moore (Keira Knightley) presterà il suo volto all'amore mentre Raffi (Jacob Latimore) sarà il tempo. Brigitte, Aimee e Raffi avranno rispettivamente come referenti Simon, Whit e Claire. Questi ultimi scopriranno a loro volta di avere un guerra in corso proprio con le entità interpretate dagli attori assunti per la messa in scena.

Simon che si interfaccia con Brigitte sta combattendo con la morte, Claire si confronta con Raffi e vorrebbe avere più tempo per poter esaudire un suo desiderio e Whit che ha contatti con Aimee desidera disperatamente l'amore di sua figlia che però lo odia.

Come andrà a finire il resto lo potrete scoprire solo guardando il film uscito il 4 gennaio nelle sale italiane.

I 3 attori durante una scena del film Collateral Beauty

L'uscita di Collateral Beauty ha diviso le critiche tra il pubblico che ama la pellicola e gli esperti del genere, che lo hanno massacrato per la trama scontata e mielosa.

Per molti il lavoro di David Frankel è debole e carente sotto molti aspetti, soprattutto per il paragone tra il lungometraggio ed il libro a cui esso si è ispirato: il famoso Canto di Natale di Charles Dickens.

In realtà un lavoro cinematografico, pur ispirandosi ad un'opera letteraria, vive comunque di un'anima propria e Collateral Beauty riesce a farlo.

Questo è un film che tocca le paure universali, che pone delle domande e cerca di dare delle risposte che, ovviamente, non sono assolute.

Il lungometraggio è drammatico e toccante perché mette in risalto le nostre fragilità e come, all'improvviso, tutto può cambiare senza preavviso, sgretolandosi come un vaso di cristallo.

Collateral Beauty affronta la tematica delicata del dolore e le varie lotte che quotidianamente affrontiamo con problemi, spesso più grandi di noi, a cui ci troviamo impreparati.

Ciò che ci sussurra il film è che alla fine dei conti anche questa è vita e non va sprecata, perché anche il dolore è utile.

E come scrive Palahniuk in Diary:

La felicità non lascia cicatrici. Dalla pace non impariamo molto.

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