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San Valentino: 10 film per romantici, cinici e possibilisti

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San Valentino è una festa da combattere o da assecondare? Ecco i film ideali per cinici convinti, romantici-stoici e cauti possibilisti.

Un collage di film per San Valentino

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Ormai parlare male di San Valentino è davvero troppo mainstream.

Ma a questo punto, posto che combatterlo è troppo scontato, è meglio assecondarlo, lanciandosi nella favola dei cioccolatini che costano tanto e dei fiori che risplendono solo per un giorno, o mantenere una sobria indifferenza di fronte alle strategie globalizzate del marketing dei cuori?

Se il mondo è diviso in accaniti di San Valentino, annoiati disillusi e misantropi convinti, anche il repertorio dei film si configura in segmenti diversi per diversi tipi di spettatori.

In altre parole: a San Valentino preferite guardare un film convenzionalmente romantico, un film anticonvenzionalmente romantico o un film che distrugge tutto ciò che è rosa e a cuori?

Per non scontentare nessuno, ecco 10 diverse proposte di storie d'amore che finiscono bene, male o malissimo per la serata del 14 febbraio davanti a uno schermo.

1- Se mi lasci ti cancello (2004)

Questo non è il vero titolo, è una traduzione prosaica e in sapore “commedia di dispetti e lieto fine” del poetico e originario Eternal Sunshine of a Spotless Mind.

Ci sono i Beck che spolverano la malinconia sulla fotografia già ghiacciata e rigorosa, mentre i protagonisti Joel e Clementine si rassegnano all’impossibilità di smettere di soffrire quando una storia d’amore lacerata dalla vita si presenta con il bilancio dei momenti che non si possono dimenticare e fanno male come una stilettata.

Gondry consegna un capolavoro tutt’altro che mainstream sull’amore e la fine di una storia.

Pensieri sparsi, per il giorno di San Valentino 2004. Oggi è una festa inventata dai fabbricanti di cartoline d'auguri per fare sentire di merda le persone. Non sono andato al lavoro oggi, ho preso il treno per Montauk, non so perché, non sono un tipo impulsivo. Forse mi sono svegliato solo un po' depresso: devo far riparare la macchina.

Per visionari.

2- Il matrimonio del mio migliore amico (1999)

Non sempre le più belle storie sono quelle d’amore.

Perché, spesso e volentieri, l’amicizia è così sottovalutata e viene considerata una sorta di medaglia d’argento?

Potremmo chiederlo a Julianne, che non appena scopre che il suo amico dell’università si sposa, si precipita a Chicago con il chiaro intento di far saltare il matrimonio. Cenerentola ballerà ancora? Sì, non è necessario che deponga ora le scarpette. Ma non è detto che balli con il principe azzurro.

Forse non ci sarà matrimonio. Forse non ci sarà sesso. Ma, perdinci, ci sarà almeno il ballo.

Per friendzonati.

3- Qualcosa è cambiato (1997)

Non cambia mai nulla: a ogni San Valentino vi sentite sempre più irritati, disillusi e infastiditi nei confronti delle coppie, dei single, del mondo.

Eppure nulla è irrecuperabile, e lo sa bene lo scrittore Melvin, un misantropo conclamato che odia anche solo andare in una tavola calda sotto casa: d’altronde, il mondo è pieno di germi. Sarà la cameriera dello stesso locale, Carol, a fargli scoprire gli arcobaleni del quotidiano: le piccole cose, le grandi cose, la possibilità di iniziare ad apprezzare gli altri. E se all’amore si è convertito Melvin….

Alcuni di noi hanno grandi storie, bellissime storie ambientate su dei laghetti, piene di barche, di amici e di... ciambelle alla marinara. Certo, nessuno in questa macchina, ma per tanta gente questa è la vita: divertimento e ciambelle alla marinara.

 Per cinici ma possibilisti.

4- Colazione da Tiffany (1961)

Cult con Audrey Hepburn in versione socialite newyorchese viziata e fragile che, piuttosto che consumare una colazione routinaria in cucina, va a mangiare la propria brioche davanti alle vetrine dell'iconica gioielleria. Innamorarsi di uno spiantato è possibile per un'aspirante principessa?

I sogni sono chic con Colazione da Tiffany: il vostro San Valentino non si tingerà di rosa ma di verdeacqua.

Per romantici consumatori.

5- Le pagine della nostra vita (2004)

È il punto di riferimento per tutti i melò da kleenex, divano e plaid. È assolutamente un film da “San Valentino puro”, con tutti i cliché adorabili e scontatissimi del caso.

Ryan Gosling e Rachel McAdams interpretano una storia d’amore strappalacrime tratta (ovviamente) da un romanzo di Nicholas Sparks. Una donna anziana affetta da Alzheimer sente raccontare una straordinaria storia d’amore che inizia negli anni ’40 con l’incontro tra una ragazza ricca e colta e un operaio che vive in campagna. Il film ha un sapore netto di Harmony, ma a volte serve anche quello.

Per puristi di San Valentino.

6- Gone Girl – L’amore bugiardo (2014)

Questo film è tutto tranne quello che sembra.

David Fincher racconta la storia di Amy e Nick, una coppia che brillava a New York con professioni prestigiose e lo scoccare di una scintilla sincera. Poi, dopo il matrimonio, la crisi economica e il trasferimento in provincia, qualcosa inizia lentamente a deteriorarsi fino al quinto anniversario in cui Amy scompare misteriosamente. Le autorità e l’opinione pubblica cercano la verità a colpi di selfie, flash e trasmissioni televisive: lei è stata uccisa da lui?

Purtroppo nella vita, a volte, la prima risposta non è quella che si avvicina di più alla verità. Affleck regala un thriller torbido e controverso, in cui il pallido residuo di un amore vero viene sepolto da una montagna di congetture e, poi, da una verità sconcertante.

Per disillusi.

7- Io e Annie (1977)

Capolavoro di Woody Allen, che fa del suo essere nevrotico un trattato esistenziale: il suo Alvy prova ad amare Annie Hall, una ragazza intelligente dal look masculine (Diane Keaton utilizza il proprio guardaroba), i modi svampiti e lo humor graffiante. Ma le relazioni, molto spesso, non seguono il canovaccio di una fiaba Disney.

Allen mescola vita, morte, amore ed esistenzialismo in una commedia amara e ironica, che strizza l’occhio a tutte le occasioni mancate. I rapporti umani sono complicati e dolorosi, ma per fortuna c’è l’arte che sublima tutto quello che sfiora.

Mi spiego, anche da piccolo io mi buttavo sulle donne sbagliate. Credo che sia questo, il mio problema. Quando la mamma mi portò a vedere Biancaneve, tutti quanti erano innamorati di Biancaneve. Io no. Io mi innamorai subito della Regina Cattiva.

Per nevrotici e pessimisti.

8- Her (2013)

Her non è una storia d’amore quanto di solitudine. In un futuro di colori pastello, tra Pinterest e l’iconografia degli hipster, lo scrittore di lettere d’amore Theodore sviluppa un rapporto poetico, amoroso e morboso con Siri, l'assistente vocale dello smartphone, che riesce artificialmente a colmare i propri vuoti.

La tecnologia è più di un surrogato o di un rapporto artificiale: è il domani, quel domani autentico e sincero, individualista e poetico, che trova compimento in una playlist struggente da ascoltare sulla spiaggia. L’uomo non è oppresso dalla tecnologia ma ci si specchia, trovando una possibilità per nutrire la propria sofferenza.

Per smartphone-addicted.

9- Amami se hai coraggio (2003)

L’esordio alla regia di Yann Samuell racconta una storia surreale, delicata e disperata, la metafora di tutte le storie d’amore che passa attraverso un gioco a tratti innocente, a tratti odioso, a tratti morboso. Due amici d’infanzia non possono o non vogliono ammettere di amarsi e si causano sofferenze reciproche, fino al finale assolutamente simbolico.

Giochi o non giochi?

Per assolutisti.

10- La La Land (2016)

L’amore è confinato nel mondo dei sogni impossibili? Solo il musical, un genere strutturalmente slegato dalla realtà, può osare arrivare all’archetipo e raccontare l’assoluto di una storia romantica sotto il segno del jazz, dell’improvvisazione, delle serate con vista e delle passeggiate notturne.

Mia e Sebastian si conoscono a Los Angeles e s'innamorano, ma dovranno fare i conti con le contropartite dei rispettivi sogni. Sono avvolti dalla musica e volano in alto, lontano dalle contaminazioni di una realtà che finisce sempre per spaccare, incrinare o devastare la felicità. Ma dal sogno ci si sveglia quasi sempre.

La La Land è la possibilità e l’immaginazione, un mondo parallelo dove si canta e si balla e non può succedere nulla di male. Nella vita, quella vera, rimangono il "what if" nel cuore e un velo, delicato e incantato, di malinconia.

Per sognatori.

Quale di questi film guardereste più volentieri a San Valentino?

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