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L'estetica di Legion tra Arancia Meccanica e i Pink Floyd

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Legion è una serie che vi stupirà, vi confonderà, vi catturerà. Con i colori, la regia, la fotografia e un'infinità di citazioni che la rendono unica nel suo genere.

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Un bambino felice. Una vita normale. Un grido. Una risata.

Lo stile visivo di Legion è esattamente come il suo contenuto: un susseguirsi di elementi diversi, posti in forte contrasto, per raccontarci una storia che non ci aspettiamo.

Non la storia di un supereroe, ma il dramma psicologico di un giovane uomo imprigionato. Imprigionato in un ospedale psichiatrico, nelle proprie fantasie, in una vita che non capisce e non riconosce.

Legion non ha nulla a che vedere con tutte le altre serie tratte da un fumetto che avete visto finora.

Quel mix di anni ’60 e ’70, quelle atmosfere inconfondibili, quelle citazioni - dai nomi come Syd Barrett (dei Pink Floyd) o Kissinger (premio Nobel per la pace) fino all’isola de Il Prigioniero e alle autorità che rievocano il totalitarismo di Fahrenheit 451...

Il gusto estetico di Legion è come il rock dei Pink Floyd: psichedelico.

Prima ancora di sapere che David Haller si trova nel Clockworks Psychiatric Hospital, avevo già riconosciuto i numerosi omaggi ad Arancia Meccanica.

Dai mobili all’abbigliamento, dallo sguardo folle di David che ricorda quello di Alex, dalla predominanza del colore arancio alla tensione che circonda il protagonista.

Alex in Arancia meccanica

Un protagonista che ci viene presentato come se fosse la star del Truman Show: lo vediamo inquadrato dall’alto, con primissimi piani frontali, con inquadrature ravvicinate. Come se fosse un pesce nel nostro acquario, che possiamo guardare da diverse prospettive, ma sempre dall’esterno.

E poi, all’improvviso, lo sguardo si sposta all’interno.

Il grandangolo che distorce, la composizione storta del quadro, i movimenti di macchina sporchi: tutto diventa un mezzo per farci diventare David. Per farci vedere il mondo attraverso i suoi occhi.

Legion vi stupirà per le contaminazioni, il forte uso del colore, la regia non convenzionale.

Il protagonista de Il prigioniero
Patrick McGoohan sull'isola de Il prigioniero

Vi confonderà, in un gioco di contrapposizioni fra luoghi e momenti.

Vi catturerà, spingendovi a volerne di più, sempre di più.

Perché anche voi, come David, faticherete a distinguere le allucinazioni dalla realtà, la dimensione onirica da quella tangibile.

Ma quando ci riuscirete, un nuovo mondo vi spalancherà le porte…

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