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Legion: cosa ci aspetta nel secondo episodio?

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La storia di David non è quella di un supereroe: il creatore della serie vuole che il pubblico viva il disagio di David, per capirlo e imparare ad amarlo...

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La storia di David Haller in Legion è iniziata. L'abbiamo conosciuto, in un episodio pilota dallo stile onirico e visivamente ricco di riferimenti cinematografici, televisivi e letterari.

Sappiamo che David era rinchiuso in un ospedale psichiatrico, con una diagnosi di schizofrenia. Ma l'abbiamo anche visto muovere gli oggetti con la mente, creare dei "vuoti" attraverso i muri, scambiare corpo con Syd (basta toccarla perché questo avvenga) e trovarsi all'improvviso di nuovo in sé.

Quella di David Haller non è una malattia mentale, è una mutazione genetica - proprio come quella degli X-Men a cui la nascita del personaggio si lega - che lo porta ad avere dei poteri straordinari.

Poteri che ancora non domina, non controlla e non capisce. Poteri che sicuramente teme, come le persone che lo circondano.

Nel prossimo episodio, grazie all'aiuto della donna che l'ha fatto fuggire dalla "prigione" in cui veniva interrogato da qualcuno pronto a usare ogni tortura necessaria, impareremo qualcosa di più su David, sulla sua difficoltà di distinguere la realtà dalle allucinazioni, sul suo passato, sul suo presente ma anche sulla serie che lo vede protagonista.

Perché Legion non è una "serie su un supereroe". Legion è un dramma umano con una buona dose di fantasy, di thriller psicologico, di commedia (l'ironia di David gli ha permesso di resistere anche nelle condizioni più difficili) e, perché no, di romance.

E segue un percorso che, per l'esplicita dichiarazione del creatore Noah Hawley nel video qui sopra, vuole che lo spettatore si trovi nella stessa situazione di David: in difficoltà nel distinguere realtà e allucinazione, e pronto a seguire la propria immaginazione mentre impara le regole di questo nuovo, affascinante e straordinario mondo.

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