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Oscar 2017: Viola Davis vince una statuetta e fa la storia (di nuovo)

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Viola Davis ha vinto l'Oscar 2017 per Barriere, entrando a far parte della cerchia di 7 attrici di colore premiate con la statuetta, e ha commosso con il suo discorso.

Viola Davis con l'Oscar vinto per Barriere (Fences)

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La terza volta, Viola Davis ce l'ha fatta. La star de Le Regole del Delitto Perfetto ha vinto l'Oscar 2017 come migliore attrice non protagonista per il ruolo di Rose Maxson in Barriere (Fences) e ha fatto la storia. Di nuovo. 

Dopo essere stata la prima donna di colore a conquistare 3 nomination nella medesima categoria (oltre all'ultima che l'ha vista trionfare, ci sono state quelle per Il Dubbio nel 2009 e per The Help nel 2012), l'interprete di Annalise Keating entra a fa parte della ristretta cerchia di attrici afroamericane (7) che hanno vinto la statuetta dell'Academy in questa categoria, composta da star del calibro di Hattie McDaniel, Whoopi Goldberg, Jennifer Hudson, Mo’Nique, Octavia Spencer e Lupita Nyong'o.

Il segnale che qualcosa a Hollywood e dintorni sta cambiando, dopo la polemica #OscarsSoWhite che ha accompagnto la scorsa edizione e sulla quale è tornato di recente anche Denzel Washington (che di Barriere è regista e protagonista)?

My family. Thank you everyone for your love and support!

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In realtà, di strada da percorrere ce n'è ancora molta.

Come riporta Mashable, Viola ha sì vinto l'Oscar (battendo "avversarie" quotate come Naomie Harris, Nicole Kidman e Michelle Williams), ma per lo stesso ruolo a teatro nel 2010 ha ricevuto il Tony come migliore attrice protagonista.

Un "declassamento" che la dice lunga sulle strategie che vengono osservate dall'Academy all'atto della scelta delle cinquine per le varie categorie e che conferma quanto sostenuto da un'altra grande interprete afroamericana, Taraji P. Henson.

Nella sua autobiografia, Around The Way Girl, la star di Empire ha denunciato senza giri di parole la disparità di trattamento riservata alle donne di colore a Hollywood:

Ci sono più attrici nere di talento che ruoli significativi e siamo continuamente costrette a gettarci sulle briciole degli scarti per non morire di fame.

Viola Davis con l'Oscar HDGetty Images
Viola Davis mostra con orgoglio l'Oscar vinto per Bariere (Fences)

Di sicuro, con la vittoria dell'Oscar - che la porta a un Grammy di distanza dall'accesso all'ancora più "esclusivo" club degli EGOTovvero degli artisti che hanno ricevuto Emmy (nel suo caso per Le Regole del Delitto Perfetto), Grammy, Oscar e Tony - Viola ha l'opportunità di portare avanti la battaglia per la parità di genere e razziale da una posizione privilegiata e certamente lo farà.

L'attrice è in prima linea nella lotta contro l'ipocrisia di Hollywood e recentemente ha affrontato l'argomento in un intenso episodio dello show televisivo Actors on Actors, al quale ha preso parte con Tom Hanks.

Per l'alter ego di Annalise Keating, non si tratta "solo" di uomini e donne o di bianchi e neri, bensì di persone e il suo modo di pensare, essere e agire empatico e inclusivo è emerso in modo potente durante il discorso di accettazione del premio:

C'è un posto dove sono raccolte tutte le persone con il maggior potenziale ed è il cimitero. La gente mi chiede di continuo: 'Che tipo di storia vuoi raccontare, Viola?'. E io rispondo: 'Riesumate quei corpi. Riesumate quelle storie'. Le storie delle persone che hanno fatto grandi sogni e non li hanno mai visti realizzarsi. Delle persone che hanno amato e hanno perso. Sono diventata un'attrice e ringrazio Dio di averlo fatto, perché questa è l'unica professione che celebra che cosa significhi vivere la vita.

Visibilmente commossa, Viola ha dedicato un pensiero a tutta la crew di Barriere (riservando una menzione speciale a Denzel Washington, al quale si è rivolto con l'appellativo "o capitano, mio capitano") e infine ha ringraziato la sua famiglia.

L'attrice ha reso omaggio ai genitori, che le hanno insegnato "il bene e il male, come fallire, come amare, come accettare un premio e come perdere", alla sorella Dolores e poi a sua figlia adottiva Genesis e a sua marito, l'attore Julius Tennon:

Tu mi insegni ogni giorno come vivere, amore mio. Sono incredibilmente felice che tu sia il fondamento della mia vita.

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