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The Walking Dead: Recensione episodio 7x11. Fidati, non fidarti

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Mentre i nostri si organizzano per combattere, l'attenzione torna al nemico: esploriamo insieme il regno del terrore di Negan. Dall'interno e dall'esterno.

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Io sono Eugene, tu sei Dwight, noi siamo Negan.

La conclusione di "Fidati, non fidarti", il nuovo episodio di questa settima stagione di The Walking Dead, riassume il senso di un episodio che, immagino, da qualcuno verrà definito “episodio interlocutorio”, “allunga brodo”, “intervallo” ... Lo immagino perché quando ci si concentra su personaggi minori senza mostrare i protagonisti, si tende a usare queste definizioni.

The Walking Dead, però, ha un piano narrativo ben congegnato, con tempi e modi precisi che Robert Kirkman e il team degli autori hanno studiato nel dettaglio.

“Fidati, non fidarti” ha una funzione in questo piano. Anzi, due: innanzitutto approfondisce la conoscenza di due personaggi “minori” ma di fondamentale importanza nel panorama del racconto (per le interazioni con gli altri, per le decisioni che influiscono sugli altri, per le scelte che li caratterizzano in modo inaspettato e per la direzione che hanno impresso alla storia).

E poi c’è "la questione Negan": dopo un’assenza piuttosto prolungata, necessaria per dedicarsi a mostrare il processo di reazione di Rick e all’esplorazione delle comunità che si preparano a combattere con lui, torniamo al grande protagonista della stagione.

Negan, appunto.

Non solo perché lo rivediamo e ne siamo di nuovo terrorizzati - la sua crudeltà non è diminuita, sebbene sia stata "ingannata" nello scegliere la vittima desingata delle vittime designate - ma soprattutto perché torniamo a vivere nel terrore del suo regno.

La sesta stagione aveva dedicato molti episodio ad aprire la strada per l’incontro con Negan: i Salvatori che ripetevano “Io sono Negan”, la battaglia all’avamposto, gli scontri fra Daryl e Dwight…

The Walking Dead: Negan con Eugene

Tutto contribuiva ad alimentare il clima dell’attesa, e in particolare a sancire l’importanza e il potere del personaggio. Quindi in realtà è Negan, il protagonista assoluto di un episodio che esplora il suo regno sotto due punti di vista diversi. Dall’interno, con la straziante storia di Dwight e di sua moglie Sherry, e dall’esterno, con l’arrivo di Eugene al quartier generale dei Salvatori e la sua decisione di integrarsi.

Un punto di vista esterno che si tramuta in uno interno, al grido di "meglio vivi che massacrati da Lucille". Il motto di coloro che sono diventati Salvatori.

L’incredulità è il mezzo con cui i due punti di vista vengono sottoposti alla nostra attenzione. Eugene non può credere di vivere in una stanza con un frigorifero ben fornito, di poter ordinare ciò che vuole da mangiare e di avere tutte le comodità che ricordano un mondo ormai inesistente. Di avere a disposizione dei videogiochi e la compagnia (pericolosa) delle mogli di Negan.

Dwight prende una decisione difficile ma inevitabile

Dwight, invece, non può credere che sua moglie abbia tradito Negan, mettendo nei guai anche lui, per far scappare Daryl (il suo acerrimo nemico).

Non può crederlo, eppure vi si adegua. La straziante lettera d’addio che trova nella loro vecchia casa è il riassunto di cosa Negan fa alle persone.

Di come le manipola, le umilia, le costringe a fare ciò che non vorrebbero mai fare e a diventare chi non avrebbero mai voluto essere.

Abbiamo la conferma che Sherry ama ancora Dwight, che si è prestata al drammatico “ruolo” della moglie di Negan solo per salvare la propria vita e quella di Dwight. Ci viene detto che si può tollerare di vendersi al nemico, ma non di vedere l’uomo che si ama diventare come lui.

Eugene al quartier generale dei Salvatori

Eugene è lo strumento attraverso il quale ci svelano il meccanismo che Negan usa da sempre per dividere i suoi “schiavi” in lavoratori sottomessi e Salvatori, ovvero devoti sudditi con tutti i privilegi del caso.

La corruzione nel mondo 2.0 non è diversa da quella del vecchio mondo: comodità, minacce, ricatti, illusione di sicurezza e benessere.

Eugene la abbraccia, passando dall’altra parte. Se e come manterrà la sua posizione, è tutto da dimostrare. Ma una cosa è certa: sarà certamente la presenza di Negan a deciderlo…

Nel prossimo episodio di The Walking Dead...

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