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Legion, dualismo e natura umana alla base del quarto episodio

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Il quarto episodio di Legion esplora il dualismo della natura umana, introducendo nuovi personaggi e suggestivi piani della mente. La nostra recensione.

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Se la scorsa settimana era in qualche modo toccato a Melanie (Jean Smart) aprire l'episodio di Legion, questa volta l'onere è passato al suo eccentrico marito Oliver Bird (Jemaine Clement), un personaggio di cui abbiamo spesso sentito parlare e che qui abbiamo avuto modo di conoscere più approfonditamente.

Con fare teatrale, l'uomo ci ha introdotti alla quarta puntata di Legion con un doppio monologo, composto da un dialogo sulla natura umana e una discussione incentrata su empatia e paura, due stati d'animo in perenne competizione.

Inizialmente slegati dal resto della trama, questi discorsi sono progressivamente apparsi come il perno centrale dei due binari narrativi su cui si è mosso l'episodio, con la ricerca della verità da parte di Syd (Rachel Keller) legata al primo monologo e il viaggio di David (Dan Stevens) nel suo subconscio al secondo.

Il tema del doppio ha continuato a emergere anche nei personaggi, con una continua confusione di ruoli che ha caratterizzato l'intera puntata.

La missione del gruppo capitanato da Sydney ha per esempio portato alla luce una spiazzante verità: Lenny (Aubrey Plaza), l'amica di "sballi" di David Haller, in realtà non è una ragazza bensì un uomo, un tipo grassoccio chiamato Benny.

Questa crepa nei ricordi del giovane mutante, unita alla rivelazione che King, il cane che quest'ultimo aveva da bambino, non è mai esistito, sembra definitivamente confermare ciò che appariva già chiaro al termine dello scorso episodio: la maggior parte di quello che finora abbiamo visto sul passato del ragazzo è stato una menzogna.

Dietro a queste incongruenze sembra esserci l'inquietante demone dagli occhi gialli che solo David e Syd possono vedere, un parassita che nella scena finale di The Eye abbiamo visto assumere le sembianze della stessa Lenny.

Oltre all'esordio fisico di Oliver Bird, il cui corpo abbiamo scoperto essere criogenicamente conservato nei sotterranei di Summerland, uno dei momenti più forti dell'episodio è stata la narrazione delle origini di Cary (Bill Irwin) e Kerry (Ambra Midthunder) Loudermilk.

Quest'ultima finora era sempre apparsa sulla scena dal nulla, quasi fosse una proiezione/prolungamento di una parte interiore dello scienziato, ma la verità a cui ci siamo trovati di fronte è stata molto più complessa.

Cary e Kerry sono infatti due persone completamente diverse che condividono però lo stesso corpo, con la seconda che trascorre la maggior parte del suo tempo all'interno dell'uomo, motivo per il quale il suo corpo appare più giovane di quello di quest'ultimo.

Un nuovo dualismo facilmente accostabile a quello tra empatia e paura espresso da Bird nell'introduzione dell'episodio, concetto sottolineato nei momenti finali dall'alternanza del ballo dell'uomo con la sequenza di combattimento della ragazza.

Ambra Midthunder è Kerry Loudermilk

Arrivato a metà del suo percorso, Legion continua a mostrarsi come una delle serie più innovative e fuori dagli schemi viste in TV negli ultimi anni, uno show che anche quando si fa narrativamente più lineare e comprensibile non esita a mettere in scena composizioni che non hanno niente a che invidiare al grande cinema d'autore.

Il quinto episodio di Legion vi aspetta lunedì prossimo solo su FOX

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