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Festa della Donna 2017: le 13 donne celebrate dal Google Doodle

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Google Doodle l'8 marzo celebra 13 grandi protagoniste del mondo femminile. Da Ida B.Wells a Frida Kalho, ecco le donne che hanno cambiato il mondo.

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È di nuovo l'8 marzo e, tra le mimose evergreen che fluttuano sul web, Google Doodle ha pensato di rendere omaggio a 13 protagoniste del mondo femminile. Queste donne straordinarie, con le loro azioni, il loro intelletto e il loro coraggio, hanno cambiato la storia.

La struttura del Doodle

La struttura del Doodle, immediata e intimista, consiste in una narrazione a cornice: una nonna racconta alla nipote la storia di 13 figure a cui ispirarsi, donne che hanno cambiato il mondo, che hanno rivoluzionato il corso della storia. Lottando, ognuna nella propria professione, per una parità dei diritti che oggi sembra scontata ma che è frutto di faticosi anni di battaglie, queste eroine contemporanee meritano un minuto di attenzione.

Il racconto si traduce, nelle iconiche illustrazioni di Google Doodle, in un viaggio immaginario fatto da una ragazzina alla scoperta di vere e proprie stelle del passato: donne astronaute, pittrici o semplici cittadine concentrate in un impegno civile.

Si tratta di donne che sono state già celebrate da Doodle passati, ma solo nei loro paesi d'origine. Con l'8 marzo 2017, Google vuole che le loro storie siano raccontate a livello internazionale.

L'intento è celebrare le donne che dai primi del '900 iniziarono a lottare per ottenere più diritti, dalle condizioni di lavoro al suffragio universale.

Di chi si tratta?

Ida B. Wells (1862-1931)

Ida B. Wells in un ritrattoWikipedia
Ida B. Wells, giornalista e attivista

Morta negli anni '30, è stata una pioniera delle lotte femministe. Nata schiava afroamericana, divenne giornalista e fondò un proprio giornale, The Memphis Free Speech. In un'epoca in cui era impensabile che una donna (di colore) potesse esprimersi e lottare per la salvezza della popolazione, lottò per la libertà di penna e opinione e contro il linciaggio della popolazione nera degli Stati americani del Sud.

A Chicago nel 1909 contribuì alla fondazione della NAACP [National Association for the Advancement of Colored People, n.d.r.], una delle primissime associazioni per i diritti civili degli afroamericani.

Si dedicò, con i suoi articoli ma non solo, alla lotta per l'emancipazione femminile, battendosi per il suffragio universale e i diritti civili delle donne. È considerata una proto-figura del movimento femminista afroamericano.

Lotfia El Nadi (1907-2002)

Lotfia El Nadi su un aereoEgyptian Streets
Fu tra le prime donne a pilotare un aereo

Egiziana, puntava in alto, molto in alto: voleva volare. Nei primi del '900 le donne lottavano per l'estensione del diritto di voto, e Lotfia cercava di imparare a guidare gli aerei. Pagò di tasca propria le lezioni di volo, mascherando questa grande passione agli occhi dei genitori con il lavoro da segretaria all'aeroporto di Almaza.

Ottenne la licenza di volo 27 settembre 1933, a soli 26 anni: insieme all'amica Amelia Earhart, fu una delle prime donne che volarono da sole.

Frida Kahlo (1907-1954)

Frida Kahlo in un'immagine iconicaIl Cartello
Frida Kahlo fu una pittrice sensibile e femminista

Se la sfortuna fosse divisa in dosi, si potrebbe dire che Frida Kahlo ne sia stata letteralmente sommersa. Messicana e affetta da spina bifida, a 18 anni fu coinvolta in uno spaventoso incidente che ebbe ripercussioni terribili sul suo corpo (la sua colonna vertebrale si spezzò in 3 punti) e la costrinse a letto per anni.

L'immobilizzazione forzata la spinse a leggere e dipingere: l'esordio fu un autoritratto (dato che i genitori le avevano installato un soffitto a specchio sopra il letto) che donò al ragazzo di cui era innamorata. Dopo la rimozione del gesso, riprese con fatica a camminare e sopportò terribili dolori per tutta la vita. La sua straordinaria sensibilità artistica si unì a quella per la condizione femminile (non erano così frequenti le donne pittrici ai primi del '900) e a quella per le persone affette da malattie e sofferenze fisiche.

Lina Bo Bardi (1914-1992)

Lina Bo Bardi con il suo gattoDomus
Lina Bo Bardi creò la Glass House

Architetto italiano (nacque a Roma) naturalizzato brasiliano (morì a San Paolo), Lina Bo Bardi è associata generalmente alla sua Glass House, la "Casa di Vetro" che è considerato il suo vero e proprio capolavoro costruito in Brasile insieme al Museo di Arte Moderna di San Paolo.

In realtà, Lina Bo Bardi fu determinante per la ricostruzione dell'Italia nel dopoguerra e fu anche tante altre cose: militante del Partito Comunista, insegnante, editore. Si trasferì in Brasile dopo la guerra insieme al marito.

Olga Skorokhodova (1911-1982)

Primo piano di Olga SkorokhodovaTokrug
Scienziata non vedente e non udente

Fu una scienziata, insegnante, terapista e scrittrice russa. Fu colpita da meningite a 5 anni e rimase affetta da deprivazione sensoriale (era completamente cieca e sorda). Dopo aver perso anche i genitori in età infantile, in una clinica per bambini sordociechi incontrò il professor Ivan Sokolianski, responsabile della sua vocazione scientifica. Olga, da adulta, dedicò tutta la vita allo studio di come le persone non vedenti o non udenti percepissero il mondo esterno.

S'impegnò soprattutto nella formulazione dell'istruzione per bambini che condividevano i suoi problemi.

Miriam Makeba (1932-2008)

Uno scatto di Miriam MakebaSouth African History Online
Cantante jazz, lottò contro l'apartheid

Visse a Johannesburg nell'epoca-apartheid e dovette lasciare il Sudafrica, vivendo 31 anni in esilio. Parallelamente al proprio impegno politico e civile, fu una grande cantante jazz. Soffrì moltissimo per la lontananza dalla propria terra e lottò in prima persona portando la questione dell'apartheid sullo scenario internazionale: nel 1963 testimoniò al comitato contro l'apartheid delle Nazioni Unite e proprio per questo motivo fu costretta a lasciare il proprio Stato.

Tornò in Sudafrica nel 1990, su invito di Nelson Mandela.

Sally Ride (1951-2012)

Sally Ride in tenuta NASABiography
Sally Ride fu la prima donna americana a essere lanciata nello spazio

Fu la prima donna americana a volare nello spazio nel 1983. Prima di lei c'erano state solo due astronaute russe, Valentina Tereškova e Svetlana Savickaja.

Californiana, entrò nella NASA tramite un annuncio sul giornale a cui avevano risposto 8.900 persone: l'inserzione consisteva in una ricerca di candidati per il programma spaziale.

Fu coinvolta anche nel Disastro dello Shuttle Challenger, essendo in fase di addestramento per la sua terza missione. Partecipò alla commissione di inchiesta che ha indagò sulle cause dell'incidente e, dopo questo episodio, fu trasferita al quartier generale della NASA dove si occupò di studi, scrittura scientifica e insegnamento ai bambini.

Halet Çambel (1916-2014)

Un primo piano di Halet ÇambelAlchetron
Sportiva e archeologa, rifiutò di incontrare Hitler

Turca, fu la prima schermitrice e la prima donna musulmana a partecipare alle Olimpiadi. Ma fu anche archeologa: Halet Çambel fu nel team che scoprì la cittadella fortificata di Karatepe, dove emerse una tavoletta dell'alfabeto fenicio in grado di svelare il codice dei geroglifici ittiti.

Durante le Olimpiadi era stata invitata a incontrare Adolf Hitler, ma non aveva voluto farlo.

Ada Lovelace (1815-1852)

Un ritratto di Ada LovelaceWikipedia
La figlia di Lord Byron aveva immaginato il moderno computer

Paradossalmente, fu la figlia del poeta Lord Byron uno dei più grandi proto-programmatori della storia. Eccellente in matematica, Ada studiò tutta la vita un sistema per produrre un'intelligenza meccanica: immaginò il moderno computer anni prima della sua effettiva creazione. Si dedicò allo studio della la "macchina analitica" di Charles Babbage, che precedette l'invenzione contemporanea.

Rukmini Devi (1904-1986)

Rukmini Devi in tenuta da danzaWikipedia
La rivoluzionaria danzatrice indiana

Famosissima danzatrice indiana, fece corrispondere alla propria arte un impegno civile e politico. Illuminata e con velleità rivoluzionarie, Rukmini apparteneva a una casta elevata (era figlia di un bramino), ma interessatasi alla Società Teofisica [dottrina secondo la quale tutte le religioni deriverebbero da un'unica verità divina, precorritrice della moderna New Age n.d.r.] incontrò in questo ambito il futuro marito, lo psicologo australiano George Arundale, che sposò contro il volere della famiglia e della propria casta.

Nel frattempo, Rukmini viaggiò, girò il mondo, conobbe la ballerina Anna Pavlova che l'aiutò a riportare l'antica danza Bharatanatyam ("riservata" alle caste inferiori) a oggetto di interesse mondiale.

Cecilia Grierson (1859-1934)

Un primo piano di Cecilia GriersonAlchetron
La prima donna medico in Argentina

Fu la prima donna medico in Argentina. Per raggiungere il suo obiettivo, dovette lottare contro la società e, per questo, divenne attivista per i diritti delle donne. Si batté per il diritto paritario all'istruzione, per il congedo di maternità, per la fine della schiavitù in America.

Si concentrò sul ramo della ginecologia e fu presente al primo parto cesareo in Argentina.

Lee Tai-Young (1914-1998)

Un primo piano di Lee Tai-YoungRamon Magsaysay Award Foundation
Lee Tai-Young, avvocato femminista

Nordcoreana, fu il primo avvocato e giudice donna. Laureatasi in Giurisprudenza in soli 3 anni, aprì il suo studio nel 1957 dove diede assistenza gratuita alle donne con problemi economici. Fondò il primo centro giuridico del paese, si batté contro i matrimoni combinati e la discriminazione delle donne in Corea.

Viaggiò molto per promulgare le proprie idee e le proprie cause umanitarie e ricevette il Premio asiatico per la Pace.

Suzanne Lenglen (1899-1938)

Fu una tennista parigina, vincitrice di 25 titoli nel Grande Slam tra singolare, doppio e doppio misto. Fu la prima tennista-star, che occupò tanto i campi quanto le pagine di cronaca mondana.

Suzanne Lenglen mentre gioca a tennisHDHeavy
Rivoluzionò il mondo del tennis

Iniziò a giocare a tennis per motivi di salute: affetta da asma e altri problemi, aveva una costituzione gracile e malaticcia, tanto che i medici avevano consigliato alla sua famiglia di farle praticare questo sport, a cui in seguito avrebbe dovuto la propria fama.

Grazie alla Lenglen il tennis si aprì all'universo femminile: cambiò anche la concezione sociale dello sport, a partire dall'abbigliamento, rompendo i tradizionali dress-code e contribuendo al progredire della modernità sportiva.

Grazie a queste grandi eroine e buona Festa della Donna a tutti!

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