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Ogni volta che mi baci muore un nazista: il poetare di Guido Catalano

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Si chiama Guido Catalano, è al suo sesto libro ed è un poeta ed è ancora vivo. Ogni volta che mi baci muore un nazista è il suo ultimo libro: ecco la nostra recensione!

La copertina del libro Ogni volta che mi baci muore un nazista di Guido Catalano

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La poesia c'è chi la considera morta pensando che in un mondo veloce, fatto di istantanee social, memoria a breve termine scandita dal web non possa più esistere.

Molti sono ancora radicati ad una concezione comunicativa della poesia che è o può risultare un po' vintage, snob e legata al passato.

Questa forma letteraria, per quelli che la pensano elitaria, dovrebbe sublimare le parole sotto una forma estetica e di significato aulica e ridondante, con versi in rima, magari baciata, pregna di figure retoriche di ogni sorta e con immaginari così alti e metafisici difficili da decodificare se non per gli esperti del settore.

La poesia in realtà è come un romanzo: è stata creata dall'uomo per potersi esprimere ed ognuno è libero di dargli la forma che desidera, l'immaginario che più ritiene giusto, scegliendo l'argomento che più gli aggrada. 

I componimenti in versi devono poter essere fruibili a tutti o quantomeno si può scegliere liberamente di farlo. Sarà poi il futuro singolo lettore a preferire, in base ai propri gusti, qual è la raccolta in versi o il romanzo da leggere ma nulla più.

I versi devono poter arrivare a tutti o quanto meno ciascuno può essere libero di scegliere a chi comunicare e in che modo farlo (soprattutto in un periodo storico dinamico e veloce come il nostro in cui anche l'Accademia della Crusca si sta aggiornando, ed è tutto dire).

La poesia non deve essere bella perché difficile da capire: spesso la difficoltà del percepire e del comprendere porta a sublimare ciò che non riusciamo ad afferrare e, successivamente, ad allontanarci con timore reverenziale. 

Guido Catalano è il poeta al tempo dei socialHDCopyright Guido Catalano
L'autore di Ogni volta che mi baci muore un nazista

Guido Catalano riesce a scindere il pubblico tra chi lo ama e chi pensa che la sua non sia poesia. La scissione è dovuta dal suo modo "diverso" e non convenzionale di poetare e di descrivere il mondo, il suo.

Le sue poesie sono scritte in modo comprensibile, senza fronzoli e soprattutto sono accessibili a tutti. I suoi sono versi che contengono parole e slang di uso comune: questa scelta potrà piacere o meno ma rimarrà circoscritta sempre alla sfera dei singoli gusti, come vale per tutto ciò che ci circonda.

La maggior parte delle poesie che si possono leggere nel libro Ogni volta che mi baci muore un nazista lasciano un sorriso leggero ed a volte anche un pizzico di amarezza sul volto del lettore.  Tendenzialmente il mood che anima il libro è leggero, simpatico ed ironico perché nella vita c'è bisogno anche di questo.

La poesia in realtà è una forma letteraria come le altre, un modo di raccontare la vita, un proprio stato d'animo o anche una forma per poter lanciare in versi un messaggio. Al pari delle altre forme comunicative, può piacere o meno.

Sono in molti che spesso al sentire la parola "poesia" storcono il naso e le ragioni possono essere tante: non ci si è mai avvicinati a questo mondo perché lo si considera aulico o di difficile interpretazione o, semplicemente, perché non si è mai letto un libro di poesie.

Chi è Guido Catalano?

Per iniziare ad entrare nel suo mondo ve lo descriviamo attraverso una sua poesia intitolata Curriculum Vitae, pubblicata all'interno di Ogni volta che mi baci muore un nazista, la sua ultima raccolta uscita il 2 febbraio e pubblicata da Rizzoli:

Sono nato alle 8.50 del mattino

un 6 febbraio

era il '71.

Faceva un freddo buio.

Cesareo

due settimane in anticipo.

Mi hanno subito operato di ernia inguinale

che chi inizia bene è a metà dell'opera.

A 17 anni ho deciso che volevo diventare una rockstar

poi ho capito che forse non ce la facevo

e ho ripiegato su poeta professionista vivente

che c'erano più posti liberi.

Son tre anni che non ho una fidanzata

e quindici che non ho un gatto.

Ho scritto 6 libri di poesie.

Gli ultimi due hanno venduto più di 20mila copie

anche se gli addetti ai lavori non ci credono.

Spesso gli addetti ai lavori sono degli imbecilli.

Tengo letture pubbliche in tutta Italia

in un tour infinito

ma non sto diventando ricco.

...

Mi sono innamorato quasi sempre

di ragazze con gli occhi chiari

tranne l'ultima

che il colore non si capisce.

Ogni volta che mi baci muore un nazista è il suo ultimo libro

Ogni volta che mi baci muore un nazista si alterna tra poesie d'amore e dialoghi perché, come ha suggerito lo scrittore stesso, le poesie (e non solo le sue) sono fatte per essere lette da soli o in compagnia. Nel caso si abbia voglia di leggere insieme, il dialogo riesce a creare più partecipazione interattiva tra le parti coinvolte, amplificando la sintonia.

Copertina di Ogni volta che mi baci muore un nazistaCopyright Guido Catalano
La copertina dell'ultimo libro di Guido Catalano

Il suo libro descrive prevalentemente poesie d'amore che si dividono tra squarci di storie sentimentali in corso, rapporti finiti, amori durati a lungo, morti nel momento stesso in cui sono nati, amorosi sensi non corrisposti, sentimenti non dichiarati e storie finite.

Per usare le sue stesse parole introduttive al libro:

E per concludere in bellezza questa sorta di guida alla lettura, aggiungo che in questo libro c'è molta allegria e anche un po' di tristezza. Alle volte quando si è tristi, secondo il mio neppur troppo modesto parere, è utile leggere qualcosa che ti parli di tristezza.

Ci si sente meno soli.

Io lo faccio spesso.

Guido Catalano riesce a toccare qualsiasi tipo di animo, da quello più propenso a vedere il lato comico in situazioni in cui da ridere ci sarebbe ben poco a quelli più malinconici che vivono come se avessero gli occhi impostati sulla modalità perenne dell'obnubilamento dell'anima.

Il lettore può ridere o sorridere, immedesimarsi, immaginarsi in uno scenario già vissuto o in cui gli piacerebbe stare ma il cuore resta leggero.

La malinconia che si legge tra le pagine di Ogni volta che mi baci muore un nazista è delicata, a tratti impalpabile come le parole scelte per assemblare e creare le sue poesie.

Le ambientazioni dei suoi versi spaziano dai ricordi, dall'aspettare un treno alla stazione o da immagini di vita quotidiana. 

Guido Catalano il poeta anticonformistaHDCopyright Guido Catalano
L'autore di Ogni volta che mi baci muore un nazista

L'amore di cui parla il poeta è un amore vissuto al giorno d'oggi, può essere consumato, fatto di ricordi, di rimpianti ma soprattutto è un sentimento descritto con i termini dell'immaginario collettivo odierno.

La bellezza dei suoi versi non è caratterizzata solo dalla semplicità terminologica e dalle fotografie che innesca nella mente del lettore ma c'è anche un giusto bilanciamento dell'ironia: in apparenza potrebbe risultare troppo presente, invece alla fine di ogni poesia risulta perfettamente aderente al messaggio racchiuso al suo interno.

La maggior parte delle poesie pubblicate in Ogni volta che mi baci muore un nazista lasciano un ampio spazio alla descrizione scenografica che Catalano vuole rappresentare al lettore, stupendolo e colpendolo quasi di soprassalto proprio quando non se lo aspetta. 

Ad esempio la poesia E stamattina mi son trovato lì a pensarti descrive un rapporto finito. In un giorno come un altro, uno dei due ex si ritrova a pensare all'altro mentre sta facendo colazione.

Catalano descrive questa scena che almeno una volta chiunque si è ritrovato a vivere ma riesce a farlo con poche parole, aggettivi serrati e con grande capacità di descrivere minuziosamente i dettagli.

Si capisce che è prima mattina, il momento sacro e di ripresa della colazione e all'improvviso nascono pensieri sul chissà l'altra persona che tipo di quotidianità stia vivendo.

Il brano è composto da un alternarsi di domande semplici, senza strascichi di dolori ancora non superati o di tristezza profonda. All'improvviso però arriva il verso finale che stravolge, cambia e penetra tutto lo scenario.

Ecco quel quid pronto a dare un cuore pulsante all'ambientazione e all'alternarsi di quotidiana routine mattutina post sbronza:

Di tutto quest'amore

di tutti questi occhi dentro gl'occhi

e dei sospiri, dei sussurri e baci

che ci rimane?

Un quasi niente

un mazzo di poesie

un bollitore arrugginito

una mattina di dicembre

ed una tazza di malinconia bollente. 

Perché leggere Ogni volta che mi baci muore un nazista? Per sorridere dell'amore e delle sue diverse forme, per approcciarsi ad un nuovo modo di poetare moderno e iniziare ad avvicinarsi alla la poesia. 

Questo libro ha anche uno scopo pratico, come ci consiglia lo stesso autore, ovvero quando si è a corto di idee e si vorrebbe dedicare un pensiero d'amore al proprio amato, lo si vorrebbe conquistare o magari lasciare, sarà possibile sempre avere un'ampia fonte di versi pronta all'uso.

Gli altri libri di Guido Catalano

Ogni volta che mi baci muore un nazista è il suo sesto libro. È conosciuto come poeta ma è anche uno scrittore impegnato in vari progetti e collaborazioni. 

Nel 2000 ha esordito con I cani hanno sempre ragione, una raccolta di poesie.

Nel 2003 ha pubblicato Sono un poeta, cara ed il genere è sempre quello in versi.

Nel 2007 con Motosega l'autore conferma il suo prediligere le poesie e la parola alternata in versi.

Copertina del libro Ti amo ma posso spiegartiCopyright Guido Catalano
copertina del libro di poesie di Guido Catalano

Con Ti amo ma posso spiegarti, un'altra raccolta di poesie pubblicata nel 2011, riesce a diffondere ad una larga parte di fruitori la sua opera: il libro infatti è alla sua terza edizione. Con Piuttosto che morire m'ammazzo (2013) vende 5mila copie nel primo anno.

La donna che si baciava con i lupi (2014) diventa un libro cult con oltre 20mila copie vendute in soli due anni mentre Con D'amore si muore ma io no (2016) esordisce con il suo primo romanzo che viene ugualmente apprezzato.

Per alcuni la sua sarà fortuna, per altri sarà che è un poeta che riesce a vendere perché i suoi versi sono "cabarettistici" e quindi facilmente spendibili in luoghi di lettura non convenzionali, come bar e locali.

Fatto sta che lui è riuscito a conquistarci tutti nel bene o nel male: è la manifestazione vivente che un poeta può essere apprezzato anche in vita e non solo dopo essere scomparso. Nel senso di morto.

Per noi Guido Catalano è la prova lampante del cambiamento e dell'adattamento della poesia al periodo in cui essa vive e viene creata.

È la dimostrazione che probabilmente la nicchia e quei "circoletti" in cui la letteratura e l'arte della scrittura devono girare in uno spazio dalla circonferenza immutabile ed esoterica, dedicata ai propri prescelti, non si confà più ad un mondo che si connette e condivide con rapidità, non escludendo nessuno.

Soprattutto il nostro poeta vivente ci insegna che l'ironia e in modo particolare l'autoironia la si può fare anche in versi e che è fondamentale praticarla sempre per poter vivere meglio nel mondo.

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