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Life, Jake Gyllenhaall scambiato per Hugh Jackman? [Video]

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Abbiamo intervistato Jake Gyllenhaal e Rebecca Ferguson a Londra per Life, e tra alieni e solitudine, a sorpresa, forse anche un ruolo da supereroe per Jake.

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Jake Gyllenhaal nella sua carriera ha preso parte a film molto diversi fra loro, da Donnie Darko a Nocturnal Animals, passando per Lo Sciacallo fino al flop Prince of Persia, e ha dimostrato, anche durante l'intervista da Jimmy Fallon di qualche giorno fa, di aver molti talenti. 

Come attore però non si è mai cimentato in un ruolo da supereroe, per questo, quando lo abbiamo intervistato a Londra per Life - Non oltrepassare il limite, abbiamo scherzato con lui sul fatto che alcuni utenti su internet lo avevano confuso per Hugh Jackman, e siccome Jake Gyllenhaal ha una gran voglia di tornare a recitare al fianco di Ryan Reynolds aka Deadpool, compagno di set in Life, la possibilità di diventare un supereroe potrebbe essere quella giusta.

I due sono diventati molto amici, anche a detta del regista Daniel Espinosa, e la loro intesa è innegabile, anche a giudicare dalle altre interviste rilasciate durante il tour promozionale di Life. 

Durante il junket londinese abbiamo incontrato anche Rebecca Ferguson, che era in trattative per diventare la protagonista di un altro film su forme di vita extra-terrestre, Alien - Covenant, ma poi ha scelto Life, per il modo in cui viene analizzato il rapporto tra alieni e umani e per i valori universali presenti nel film, a prescindere dalla presenza, o meno di Calvin, l’alieno protagonista insieme alla Ferguson e a Gyllenhaal del film.
Il film di Daniel Espinosa è ambientato ai giorni nostri, sulla ISS ovvero la Stazione Spaziale Internazionale, luogo in cui viene recuperato il primo rover proveniente da Marte, contenente dei campioni che racchiudono una forma di vita primordiale, che si sviluppa poi, con l’aiuto degli scienziati a bordo, in una minaccia per l’umanità intera.

Il panel di Life: vita su Marte 

Abbiamo partecipato anche alla presentazione italiana del film, con il panel di discussione Life-Vita Su Marte moderato dal portavoce del presidente Andrea Zanini (Agenzia Spaziale Italiana) al quale parteciperanno, Barbara Negriresponsabile Esplorazione dell’Universo, Gabriele Mascetti responsabile Volo Umano e Stazione spaziale Internazionale e in collegamento da Houston, Paolo Nespoli, Astronauta dell’Agenzia Spaziale Europe.
Per approfondire meglio la questione della vita oltre la Terra abbiamo inoltre avuto modo di parlare con gli scienziati che hanno aiutato il regista e tutto il team di Life per la preparazione del film, e gli abbiamo chiesto se uno scenario come quello del film fosse effettivamente realistico.
Il Dr. Rudi Schmidt, Ingegnere aerospaziale dell’ESA, l’agenzia spaziale Europea, che ha contribuito alla fase di riprese in particolar modo a rendere realistiche le riprese all’interno dell’ISS, ha infatti suggerito a Jake Gyllenhaal e compagni come muoversi all’interno dell’abitacolo della stazione spaziale e come simulare la gravità zero:
Anche se è un lavoro di finzione i rover raccolgono effettivamente campioni dalla superficie di Marte, e i rover che verranno spediti in futuro sono stati concepiti proprio per raccogliere il materiale, che verrà poi raccolto, ottimisticamente, dai primi astronauti che andranno in missione sul pianeta rosso. L’agenzia spaziale giapponese sta per raccogliere dei campioni di superficie dalle lune di Marte, Phobos e Deimos, quindi si, anche se non vengono direttamente dal nostro vicino di casa è comunque un segnale che da qui a dieci anni potremmo effettivamente ritrovarci in una situazione simile a quella del film (almeno per la parte dei campioni di superficie dal Pianeta Rosso!)
Il microbiologo - in space expert - Dr. Adam Rutherford ha preso parte al progetto sin dalla stesura della sceneggiatura, e sul set ha aiutato a ricreare i campioni biologici e a dar forma a Calvin stesso, la forma di vita aliena che viene recuperata dal rover proveniente da Marte.
Abbiamo lavorato molto sulla biologia e l’evoluzione di Calvin, pur trattandosi di finzione ha dei legami molto forti con la scienza, è una rappresentazione realistica di come potrebbe presentarsi una forma di vita aliena. In più diciamo che una forma di vita aliena potrebbe rappresentare una minaccia per il nostro sistema immunitario, che si è evoluto in base alle contingenze esterne a cui siamo stati sottoposti nel corso dell’evoluzione. Per questo nel film l’alieno rimane confinato nella stazione spaziale. Ma come si dice in genere: la vita trova sempre un modo. Lo troverà anche Calvin?
Life - Non oltrepassare il limite, è nelle sale italiane da oggi, prodotto dalla Columbia Pictures e Skydance e distribuito dalla Warner Bros. 

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