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Tokyo Ghost vol.1, la recensione: l'amore in un futuro cyberpunk

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La tecnologia è la nuova droga, la connessione è una dipendenza ma l'amore è ancora possibile: il folle futuro di Tokyo Ghost vi conquisterà.

Vignetta del fumetto Tokyo Ghost con Led e Debbie

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Bao Publishing ha portato in Italia la nuova serie a fumetti Tokyo Ghost, scritta da Rick Remender (Punisher: War Journal, Venom, Capitan America), illustrata da Sean Murphy (Hellblazer) e coi colori di Matt Hollingsworth (Catwoman, Daredevil).
Con un tale "cast" di superstar il risultato non poteva che essere eccezionale.

Tokyo Ghost Vol. 1 - La Trama

Il primo volume di Tokyo Ghost, intitolato Il Giardino Atomico, propone una storia che ad un primo momento può sembrare un cliché. Siamo nel 2089 nelle isole di Los Angeles, vago ricordo di ciò che era la metropoli americana, e gli esseri umani sono in totale balia della tecnologia. Tutti vogliono - e desiderano - essere connessi sempre e comunque, alimentando una dipendenza da programmi trash, pubblicità e droghe di vario tipo.
La tanto ricercata "fuga dalla realtà" è ridicolmente facile in questo mondo, tanto che la rete ha rimpiazzato la vita vera.

I robot si occupano di tutte quelle attività manuali necessarie alla vita umana e tutto questo tempo libero, beh, deve pur essere riempito di qualcosa giusto?

Il consumo dà un senso alla vita umana - Flak

In questo schifo di società inerte e assuefatta non ci sono più organismi politici nazionali ma solo corporazioni il cui scopo è quello di sempre: arricchirsi a spese degli altri. L'ordine - anche se ce n'è ben poco - è mantenuto da vigilanti mercenari spesso "potenziati" tecnologicamente (o biologicamente).

Metà della coppia protagonista di Tokyo Ghost è proprio questo: una specie di gigantesco ammasso di muscoli, totalmente drogato di internet, che risponde al nome di Led Dent (detto Teddy). L'altra metà è rappresentata dalla compagna di Led, Debbie Decay: a differenza dell'uomo, lei ha sempre rifiutato di "connettersi" e dotarsi di impianti artificiali.
Insomma, Led è il braccio - e che braccio! - e Debbie la mente. Lucida, a tratti.

Quello che avrebbe dovuto essere il loro ultimo "lavoro", acciuffare il pazzo hacker Davey Trauma, si trasforma nel loro penultimo lavoro quando il signor Flak - padrone della corporazione omonima che produce show e droghe - li invia là dove l'elettricità non è permessa: Tokyo.

Vignette di Flak in Tokyo Ghost vol.1HDBao Publishing
Il Giappone fa gola al signor Flak, per ovvi motivi...

Nel futuro distopico che ha fatto marcire Los Angeles, la capitale nipponica è un paradiso con cibo e acqua in quantità, senza tecnologia di nessun tipo. Le preziose risorse naturali della città-giardino fanno gola a Flak ma il campo EMP (che "frigge ogni tipo di elettricità") non permette all'industriale-pappone di inviare squadre di soldati per "colonizzare" la zona.
Serve qualcuno di straight edge senza tecnologia che si introduca a Tokyo, neutralizzi il campo EMP e permetta a Flak di attaccare. In breve, Debbie e Led.

È solo quando i due si imbarcano per attraversare l'oceano che Led emerge dallo stato semicatatonico in cui vive: il gigante, sedato, dormirà per tutto il viaggio ma al suo risveglio tornerà ad essere "umano". O almeno così dice Debbie.

A questo punto un suggestivo flashback ci racconta la tormentata infanzia dei due. Allevata dal padre, Debbie ha sempre ignorato il mondo online, preferendo giocare all'aperto. Il piccolo coetaneo Ted Dennis è stato da lei scelto come suo compagno di scorribande e questo li ha legati per sempre.

Durante l'adolescenza, un gruppo di bulli li attaccò e Teddy ebbe la peggio e la vita del ragazzo cominciò ad andare alla deriva. Questo soprattutto perché a salvarlo fu lei che, grazie agli insegnamenti del padre, sapeva come "picchiare a sangue una banda di stronzi".

La figuraccia di Teddy venne filmata e diventò una hit in rete, tanto che lui per la vergogna decise di iscriversi al programma-agenti di Los Angeles. Ovvero una massiccia iniezione di nanobot che lo avrebbe cambiato per sempre in Led Dent.

Vignetta di Tokyo Ghost con la trasformazione di Teddy in LedHDBao Publishing
Troppi nanobot fanno male

Dopo aver fatto giustizia dei bulli di cui sopra, Led divenne un tossico quasi demente. Debbie, però, decise di non lasciarlo e di diventare la sua spalla (pensante).

Tornando alla missione, i due sbarcano in Giappone e scoprono cosa Tokyo sia diventata: un giardino, in cui i nostri due eroi sono delle erbacce.

Tavola di Tokyo Ghost Vol 1HDBao Publishing
Ecco perché Tokyo è rimasta "viva"

L'ambiente salubre farà molto bene ai due vigilanti in missione ma l'emergere di vecchie ruggini con un abitante del luogo - e la mancanza degli "aiuti" artificiali di Teddy - manderanno tutto in malora.

Da quel momento tutto degenererà in violenza e morte. Forse anche del loro amore.

Led Dent in moto in una tavola di Tokyo GhostBao Publishing
Sotto l'effetto dei succhi Led è inarrestabile

Tokyo Ghost Vol. 1 - Matite e colori

Quando ho scritto che Tokyo Ghost è il frutto di un team di superstar non ho esagerato. La storia, sebbene possa far pensare a un misto di Blade Runner, Appleseed, Ghost in the Shell e simili, dimostra di saper evolvere in qualcosa di assolutamente originale.
E le matite non sono da meno, supportate egregiamente dai colori.

Il tratto deciso di Murphy è pieno di dettagli: le scene d'azione in particolare sono davvero superbe e niente è lasciato all'immaginazione. Chi muore, muore male e con una robusta dose di dolore e violenza: è tutto perfettamente coerente, in un mondo dove anche la vita è "qualcosa" da consumare.

Man mano che si procede nell'albo, le matite continuano a superare sé stesse: la parte finale nel giardino di Tokyo, in particolare, è incredibile nel dare vita a un mondo così vivo e pulsante da sembrare reale, tangibile.

Le splash page, come questa più sopra, sono piccole gemme che intervallano le tavole e ci mettono davanti a tutto il talento di Muurphy e Hollingsworth. Sì, perché se da una parte le matite ci ubriacano di dettagli, i colori infondono vita nei pazzeschi paesaggi e scorci del 2089 immaginato da Remender.

Ecco un esempio piuttosto lampante:

Tavola di Tokyo Ghost Vol 1HDBao Publishing
L'eccezionale livello di dettaglio è una gioia per gli occhi

Tokyo Ghost Vol. 1 - Conclusioni

L'interessantissima proposta di Bao è più di una semplice storia ambientata in un futuro distopico, perché sotto all'inferno che sembra essere Los Angeles ci sono diversi temi molto seri e radicati nell'attualità. L'attualità del lettore, intendo.

C'è la condanna del consumismo portato all'estremo, allegoricamente rappresentato proprio dalla metropoli californiana e i suoi abitanti, l'ovvio tema delle dipendenze e la soppressione dell'empatia nei confronti di una brama di progresso tecnologico senza controllo. L'essere umano diventa solo un bene, un organismo da sfruttare, prosciugare e "allevare".

L'amore di Debbie verso Led sfocia spesso e volentieri in puro sacrificio, in un masochistico bisogno di prendersi cura del gigante che una volta era Teddy Dennis. Il sentimento che lega i due protagonisti è il vero perno degli eventi: il mondo attorno a loro è un inferno folle e violento che solo insieme riescono a sopportare, il loro amore è il tempio in cui rifugiarsi quando tutto va a puttane.

La condanna-celebrazione della cultura odierna, con la continua sovrastimolazione delle persone, è un altro aspetto piuttosto evidente. L'approccio satirico a questo tema lo rende ancora più amaro: è questa la strada che ha imboccato il genere umano?

Tokyo Ghost esordisce con un primo volume che è una vera e propria bomba: storia e disegni vivono in completa sinergia per un risultato eccellente, che termina con un cliffhanger chirurgico che lascia con l'acquolina e un po' di amaro in bocca. Un amaro che, questa volta, ha un sapore delizioso.

Variant Cover di Tokyo Ghost Vol. 1Bao Publishing
Due versioni di Led, entrambe letali

Tokyo Ghost Vol.1 - Il giardino Atomico (136 pagine a colori, brossurato) è disponibile sullo shop online di Bao Publishing e in libreria al prezzo di 14 euro.

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