Il ritorno di Sky Doll e della maliziosa innocenza della bambola Noa

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La saga di Sky Doll si è finalmente arricchita di un nuovo capitolo: il viaggio della bambola Noa e la sua feroce critica sociale sono ancora terribilmente attuali.

Noa sulla copertina di Sky Doll Vol. 4

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Si può dire qualcosa di nuovo su Sky Doll? In oltre un decennio, il fumetto di Alessandro Barbucci e Barbara Canepa è stato attentamente analizzato, scomposto e commentato sia dalla critica che dai lettori. In genere tutti erano d'accordo su un punto fondamentale: la più grande pecca della saga era che si trattava di un'opera incompleta.

Dopo aver pubblicato i primi tre capitoli nella raccolta Sky Doll: Decade, BAO Publishing è tornata a proporci i singoli volumi nello splendido formato già usato per l'edizione originale francese. L'occasione è degna di nota: la continuazione, dopo una lunga attesa, della storia della bambola Noa.

A riassumere le avventure spaziali della protagonista basterebbe una frase ad opera degli autori che, è il caso di ribadirlo, hanno origini disneyane:

Al mondo ci sono due grandi multinazionali con un apparente obiettivo comune: la manipolazione delle masse a scopo di lucro. Una di esse è la Walt Disney Company. L’altra, altrettanto e forse ancora più celebre, è la Chiesa Cattolica.

Le fluide dicotomie di Sky Doll

Tempo: imprecisato. Galassia: imprecisata. Pianeta: Papathea. 

In un indaraffaratissimo autolavaggio spaziale conosciamo una bambola meccanica. Il suo compito è quello di intrattenere i clienti mentre le loro navicelle vengono tirate a lucido da lei e dalle sue colleghe in abiti più che succinti. Noa, però, ha qualcosa di diverso dalle sue svampite collaboratrici: una consapevolezza (e un odio) per il suo status di "sex toy senziente".

Costretta ad essere ricaricata con una vera e propria chiave per vivere, la bambola è uno dei tanti oggetti di sfogo degli istinti erotici della popolazione, ora libera di usare lei e le sue simili a proprio piacimento senza commettere peccato. Siamo all'interno di una teocrazia che prende spunto dal cristianesimo per farne una critica feroce.

Amore carnale e amore spirituale sono messi a confronto e portati ai loro estremi fino a storpiarli e farli diventare l'antitesi di quel che dovrebbero rappresentare. La lotta della "laida sgualdrina" Regina Ludovica contro i seguaci della sorella Agape è spietata e non si ferma di fronte a nulla pur di provare la superiorità del suo culto.

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Fede, marketing, manipolazione delle masse: questi tre elementi si intrecciano più volte nella storia Sky Doll, tingendosi di sfumature di significato sempre diverse. Se la critica alla religione rimane un elemento centrale, il duo Barbucci-Canepa non si fa problemi ad allargare il discorso prendendo di mira anche ad altri tipi di credenze e abitudini, a partire dalle droghe o dalle controculture, che fanno la loro apparizione già dal secondo volume.

D'altra parte, lo scontro ideologico è chiaro fin dalla scelta dei narratori iniziali. Da una parte abbiamo Noa e due inviati papali, Roy e Jahu, che troveranno la bambola nascosta nella loro astronave e dovranno fare i conti con la forza dell'"ipnotismo mediatico" attuato attraverso effetti speciali di vario tipo: attività di propaganda, pubblicità e continui commenti entusiasti sulla perfezione del regime teocratico. Dall'altra abbiamo chi è responsabile di creare e mantenere vivi gli insegnamenti di quello stesso regime: la sublime attrice Ludovica, i suoi accoliti e prelati, e il misterioso Miracolatore, che nasconde un legame profondo con l'elusiva Agape.

E poi c'è la maliziosa innocenza di Noa, perfettamente cosciente della sua condizione ma incapace di afferrare verità poco al di fuori della sua consapevolezza. È lei a incarnare (in tutti i sensi) tutte le dicotomie della saga di Sky Doll, e in particolare quella che segna il confronto tra purezza e sensualità: una sintesi e al tempo stesso un'opposizione che è palpabile nelle stesse tavole che illustrano la storia.

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Le linee morbide ma mai volgari e i colori brillanti potrebbero trarre in inganno, suggerendo al lettore che gli si prospetta una storia quasi favolesca. Tutto il contrario: nonostante la sua fluidità visiva e narrativa, Sky Doll rimane un'opera multistrato, che offre spunti di riflessione ad ogni capitolo.

Rivoluzionaria nel 2000, nel 2017 la saga ha forse perso quel lustro di originalità che l'ha persino tacciata di blasfemia al suo debutto; ma l'unica colpa che si può fare all'opera a questo riguardo è quella di aver avuto una grande influenza e di aver aperto la strada ai suoi successori. Oggi la critica di Sky Doll rimane più attuale che mai e non ha rinunciato a quell'intelligente ferocia che la caratterizzava alle origini.

La saga di Sky Doll in Italia

I lettori di BAO Publishing possono calarsi immediatamente nella saga di Sky Doll, resuscitata ad ottobre 2016.

La casa editrice ha celebrato il ritorno di Sky Doll riproponendoci il quarto e più recente volume in un pregiato (e robusto!) cartonato 22x31: 56 pagine nel formato originale francese che ci permettono di apprezzare l'incredibile fluidità della storia e sono una delizia anche dal lato della presentazione. Risguardi e dorso riportano infatti il motivo che guiderà quel particolare capitolo delle avventure di Noa.

A seguire sono arrivati anche i volumi 1-3, riproposti nello stesso formato per ricostruire la storia della bambola senziente, da Papathea fino al pianeta-circo Sudra.

Le copertine dei volumi di Sky Doll di BAO Publishing

Vi segnalo per completezza anche la già citata Sky Doll Decade. Edita a marzo 2014 e attualmente fuori edizione, la raccolta riunisce in un cartonato 19x16 i primi tre volumi di Sky Doll (quelli editi tra il 2000 e il 2010). Il volume di 232 pagine è corredato da una gallery con illustrazioni che omaggiano l'opera di Barbucci e Canepa e due storie brevi: Sky Doll Zero e lo spin-off Heaven Dolls.

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