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Outcast, recensione episodio 2x01. Indietro non si torna

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La season premiere di Outcast stagione 2 esplora la mitologia della serie, il passato di Rome e i cambiamenti subiti dai personaggi. Come annunciato dai produttori.

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Sono ovunque

Kyle ha lasciato la città, si è allontanato di ben due Stati ma non è servito a nulla: i posseduti lo braccano. Percepiscono la sua presenza e quella della sua bambina, Amber. Così è tornato a casa. A Rome.

Le promesse di autori e produttori sulla seconda stagione di Outcast sono state mantenute fin da questo primo episodio. Ci avevano detto che avremmo esplorato il passato di Rome e così accade.

Siamo nel 1986, il piccolo Kyle Barnes è in auto con papà, fuori da una tavola calda in cui sua madre sta acquistando del cibo e in cui ci sono già ben due persone possedute. Trentun anni dopo, il capo Giles entra in quella stessa tavola calda. Cerca un uomo. Un uomo posseduto, che scappa.

Due sequenze accostate, passato e presente, per un solo messaggio: a Rome regna il caos. I posseduti sono ovunque. E non è un fatto recente, anche se la situazione ora è precipitata.

Poco dopo, siamo in auto con Kyle e Amber: da figlio a padre di una bambina col suo stesso dono e il suo stesso destino. Una bambina dal futuro segnato. Come il piccolo Joshua, che ritroviamo. Non c’è spazio per l’innocenza dei bambini a Rome.

Il fuoco è lo strumento del diavolo: è così che se la spassa.

Così il reverendo Anderson racconta a Kyle di come ha bruciato la casa di Sidney. Sa di aver ucciso qualcuno, ancora prima che un corpo venga ritrovato. Lo sa. Pensa sia il figlio di Patricia, scomparso. La donna è convinta di averlo fatto scappare di casa per via della sua relazione con Anderson e lui non osa confessarle i suoi timori.

L’uomo che abbiamo conosciuto all’inizio della prima stagione di Outcast l’avrebbe fatto subito. Ma quell’uomo non avrebbe mai dato fuoco alla casa di qualcuno nella speranza di ucciderlo…

I personaggi, è evidente già da questo primo episodio, sono profondamente cambiati. Tutti quanti.

Megan è una donna comprensibilmente distrutta, incapace di darsi pace per ciò che ha fatto (tanto da rifiutare l’aiuto di Kyle affinché la morte di Mark venga classificata come suicidio).

Rome è la protagonista assoluta: il colloquio fra Giles e il sindaco Owen chiarisce come funzionano le cose in città. Si va avanti con la routine, ignorando le anomalie. Perché le anomalie sono destabilizzanti, pericolose, compromettenti.

Kyle e Amber Benson sono anomalie. Il padre di Joshua, l’uomo posseduto in fuga, è un’anomalia… Ma quelle come lui, le anomalie così, la città “le ingoia”, come afferma lo stesso Giles.

Il senso profondo del primo episodio di Outcast 

Lo scopo dell'episodio è mostrarci come Rome sia l’ambientazione perfetta per il piano di Sidney. E come lo sia già da molto tempo.

Una città che finge di non sapere cosa succede al suo interno perché le fa comodo (qualcuno ricorda Sunnydale?). E chiunque provi a farglielo notare diventa un potenziale ostacolo.

Il sistema gira al contrario. Un po’ tutto, in questo inizio di stagione, è invertito. Kyle è in cerca di Sidney, per avere delle risposte. Prima era lui, l’uomo del mistero, a braccare Kyle.

Ma Kyle non trova risposte, trova Lenny Ogden armato, che prima di tentare il suicidio lo indirizza al Faro, dove si trova già il reverendo Anderson.

Kyle dà la caccia ai “suoi” posseduti e si ritrova a casa di Joshua: i genitori del ragazzino sono stati “presi”, entrambi. Mentre Amber fa i conti con i suoi, di posseduti. Con sua cugina Holly? Ma le cose non sono come sembrano.

Con Betsy, la madre di Kyle, l’esorcismo non funziona: è posseduta da troppo tempo. Come in The Exorcist, la “fusione” diventa definitiva dopo un certo periodo di tempo. Il demone si fonde con il suo ospite e separarli senza ucciderlo diventa impossibile.

Kyle e il reverendo Anderson a casa di Joshua

Una volta che siamo qui completamente, non possiamo tornare indietro.

dice Betsy.

Succede anche con il padre di Joshua, l’uomo fuggito dalla tavola calda. Il tocco non basta, ci vuole il sangue di Kyle per rallentarlo. Ma non per fermarlo. Per quello ci vogliono due colpi di pistola, sparati da Giles pochi istanti prima che Kyle gli soccomba.

Cosa succede? Qualcosa di grosso, certamente. Dopo vent’anni, la madre di Kyle sta morendo nel suo letto d’ospedale, almeno secondo i medici. E se le stesse succedendo qualcos’altro? A giudicare dalle premesse, la nuova stagione di Outcast non lascia spazio ai dubbi: andrà peggio. Sempre peggio. Molto peggio...

Se non hai mai visto Outcast...

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