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Nameless - Senzanome, la recensione: oscuro, ermetico e folle

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L'uomo, Dio e la distruzione. Fisica e mentale. Fra pazzia, sogno e horror mistico.

Tavola del fumetto Nemeless, in recensione

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Disturbante. Contorto. Spaventoso. Ermetico. Questo e molto altro è Nameless - Senzanome, graphic novel targata Image Comics portata in Italia da saldaPress (e non riesco a pensare a nessuno di più adatto, in tutta onestà).

La casa editrice che cura la serie a fumetti di The Walking Dead e Outcast, giusto per dirne un paio, si è assicurata un'opera interessante e allo stesso tempo complicata.
Nameless, infatti, è terribilmente impegnativa.

Con "impegnativa" intendo che non basterà una sola lettura per comprendere l'arco narrativo partorito dalla mente di Grant Morrison (X-Men, Batman: Arkham Asylum). Forse nemmeno due e neanche tre.

Sì, perché seguire un filo logico è già difficile se il genere è un misto di horror, misticismo, sci-fi soprannaturale e occulto. È ancora più difficile se - il pensiero mi ha sfiorato diverse volte - il filo logico, forse, non è nemmeno troppo presente.

Chiariamoci, Morrison ha bene in mente dove andare a parare, visto che proprio la narrativa non lineare è la sua caratteristica principale. Tenere il passo con le sue sinapsi, però, è tutt'altra cosa.

Tavola di NamelessHDsaldaPress

Nameless - La Trama

La trama dell'opera parte da un'idea già vista e se vogliamo banale, salvo poi arricchirsi e complicarsi pagina dopo pagina.

Il protagonista, un uomo cha ha rinunciato al suo nome, viene contattato dal un miliardario-scienziato Paul Darius (un misto fra Richard Branson e Elon Musk) per entrare in un team di super esperti in qualità di specialista dell'occulto.
La loro missione? Salvare la Terra da un misterioso asteroide di 26 km di lunghezza per 9 di larghezza che, ovviamente, è in rotta di collisione con il nostro pianeta.

Sì, proprio come in diversi film apocalittici alla Armageddon. Il mastodontico corpo celeste, però, non è solo un'enorme roccia. E qui le cose si complicano.

L'asteroide, denominato Xibalba in riferimento all'Oltretomba della mitologia Maya Quiché, è molto di più di quello che sembra. Lo dimostra l'enorme simbolo sulla sua superficie, un glifo di 5 km che simboleggia la porta dell'antiuniverso.
Qui le cose si complicano ancora di più.

Il nostro "eroe" - a cui non manca l'ironia "maledetta" alla Constantine - sbarca sulla base lunare di Darius e conosce la crew, già al lavoro per l'ambiziosa missione. Le scene della riunione di briefing sono un chiaro omaggio ad Alien (di cui presto recensirò i titoli a fumetti, sempre di saldaPress).

Da questo punto veniamo a contatto con guerre fra Titani e Angeli, citazioni della Cabala, (le Qliphoth, le diverse rappresentazioni del male sui tarocchi) e altri riferimenti anche scientifici - come la scomparsa dei dinosauri - ma sempre mischiati con elementi mistici.

La multiplanarità della storia è chiara già a partire dalle prime pagine di Nameless. In un complesso sistema di richiami e rimandi, infatti, Morrison porterà il nostro protagonista in situazioni al limite della follia: sogni nei sogni, visioni nella realtà, flashback e flashforward si susseguiranno senza soluzione di continuità.

Cercate linearità? Qui non la troverete di certo.

Questa apparente accozzaglia di storie ha come unici punti fermi Senzanome, la natura dell'essere umano e l'asteroide. Tutto questo e Dio, con un contorno di scene gore dal vago sentore infernale.
Un mix davvero esplosivo e disturbante. Sì, so benissimo di averlo già scritto ma il termine è semplicemente perfetto per Nameless.

Il disturbante Dio di NamelesssaldaPress

Matite e disegni di Nameless

La prima lettura di Nameless vi permetterà di apprezzare per lo più i disegni di Chris Burnam (Batman Incorporated, Office Downe) e i colori di Nathan Fairbarn (Batman Incorporated, Wonder Woman: Earth One).

Il lavoro dei due è fantastico e spaventoso allo stesso tempo. In particolare le espressioni facciali dei personaggi veicolano in modo molto efficace i loro stati d'animo (di solito compresi fra orrore e dolore).

Tavola di Nameless, nello spazioHDsaldaPress

Come detto più sopra, nelle tavole più sanguinose e gory Burnam e Fairbarn spingono davvero sull'acceleratore: i disegni sono grotteschi e viscerali, in perfetta concomitanza con il mix di mitologie che compongono la narrazione.
Ci sono anche diverse scene di violenza sessuale i cui protagonisti, spesso, sono resi con cruda realtà.

I colori Fairbarn sono notevoli, soprattutto nelle tavole più oniriche e dementi. Rossi sparati, blu profondi e gialli malati esaltano l'assurdo di queste situazioni.

Nameless - conclusioni

Nameless è sicuramente una graphic novel non per tutti: o piace o non piace (e magari disgusta anche un po'). 

Se siete amanti dell'estetica lovecraftiana e di quell'horror pregno di simbolismo, allora Nameless è una vera e propria perla di genere. L'aggiunta di un pizzico di sci-fi, poi, rende tutto più gustoso.
Non è un'opera semplice, sia chiaro.

Simboli, tarocchi, misticismo, religione e chi più ne ha più ne metta sono il brulicante fondamento su cui si basa il fumetto. Non è un caso che la versione cartonata - che non abbiamo ricevuto per questa recensione - sia dotata di prontuario di lettura scritto dallo stesso Morrison: sono ben 5 pagine, tanto per capirci.

Scorrendo le chiavi di lettura, scopriamo che il messaggio di Nameless è un messaggio femminista: l'archetipo della madre nutrice/distruttrice e della vergine/sgualdrina vuole essere uno sprone, secondo l'autore, destinato alla popolazione femminile.
Le donne, così forti e complesse, dovrebbero finalmente stroncare l'idea del supereroe macho e assurgere al ruolo di salvatrici del mondo.

Nameless, in edizione cartonata e brossurata (192 pagine a colori), uscirà il 21 aprile al prezzo di 24,90 e 15,90 euro e sarà disponibile sullo shop online di saldaPress.
Se vi piace il genere, è un acquisto obbligato. 

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