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It: la recensione del libro-capolavoro di Stephen King

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It di Stephen King è uno dei maggiori romanzi contemporanei. Una storia di amicizia, di ingiustizie sociali e di promesse che vanno mantenute. Non solo un horror.

It: recensione del libro-capolavoro di King

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Leggendo molto, ho preso l'abitudine di recensire i libri non appena li termino: è l'unico modo per ricordare vividamente eventi, personaggi, emozioni.

Con un'unica eccezione: It. Un libro che ho letto quasi trent'anni fa e che ricordo come avessi finito di rileggerlo ieri.

Derry, Pennywise, i palloncini, i "perdenti". Bill, Ben, Bev, Richie, Stan, Eddie, Mike... Li ricordo come se li avessi appena incontrati.

Ho ancora chiare, nella mia mente, le immagini che mi ero costruita di quei ragazzini, della cittadina, della barchetta di carta di George.

Non mi è più successo, dopo, di ricordare così bene un romanzo a distanza di tanti anni.

Quando lo comprai, It - rara eccezione, all'epoca, un titolo non tradotto - era uscito in Italia da alcuni mesi.

Era l'estate del 1988, io avevo 13 anni ed ero già una fan del Re: avevo divorato i romanzi e i racconti disponibili fino ad allora.

Iniziai la lettura appena finita la scuola, durante le vacanze estive. Leggevo perlopiù di giorno, perché la sera mi faceva troppa paura. Ma non riuscivo a smettere, così me lo portavo sempre dietro. Con tutte le sue 1300 e rotte pagine.

Ho ancora quell'edizione e ci sono molto affezionata.

Ho ripensato spesso a It, ho visto più volte il film TV che ne è stato tratto e attendo con ansia la nuova versione cinematografica.

It è uno dei più grandi romanzi contemporanei, non solo "di genere". Bollato da sempre come "sconveniente", scandaloso e provocatorio, l'horror nell'immaginario collettivo si associa spesso a immagini negative, in qualche modo da evitare.

Dopo l'uscita di It, però, i critici letterari di tutto il mondo iniziarono a cambiare idea a riguardo.

L'opera di King è un grande affresco dell'America degli anni '60 con tutte le sue speranze, i suoi sogni, le sue paure e le sue contraddizioni.

It è un romanzo di formazione con un'importante componente horror, che però non lo identifica completamente. Racconta la storia di un gruppo di ragazzini che crescono, fanno esperienze, affrontano i primi dolori e le prime delusioni in un vortice di terrore che li avvolge sempre di più.

La passione per il cinema, le carte da gioco sui raggi delle biciclette, l'amicizia sincera e la semplicità di uno sguardo "fresco", che si rivolge agli altri senza pregiudizi, si accompagna a un tema sempre attuale.

Il bullismo dei ragazzi "forti", nelle cittadine della provincia americana c'è sempre stato. E c'è ancora. Sono cambiati i mezzi, i metodi e gli strumenti, ma la sostanza rimane intatta.

It racconta la storia di un gruppo di amici che imparano a volersi bene, a difendersi l'un l'altro e a confidarsi, scoprendo di aver avuto a che fare - in qualche modo - con il terribile mostro dalle sembianze di Clown che ammazza i bambini.

Pennywise - questo il nome del mostro - è una creatura antica, sfuggente, alla cui esistenza gli adulti non credono. Ma i bambini, si sa, guardano il mondo e i suoi abitanti con occhi diversi, senza i filtri della disillusione e senza i preconcetti dell'esperienza.

Così, i Perdenti iniziano a unire i pezzi del puzzle, ricostruendo la storia di Pennywise. Determinati a fermarlo, decidono di affrontare le loro paure e di combatterlo, tutti insieme...

Il ritmo della narrazione, che dipinge con tratti precisi e inconfondibili sia i protagonisti che l'epoca e l'ambiente in cui agiscono, non cala mai.

La tensione è sempre alta e invoglia il lettore a proseguire, per scoprire i segreti di ciascuno dei personaggi, i suoi legami con il mostro e il modo in cui affronta le proprie paure.

Pescando a piene mani dalla tradizione letteraria di genere (dai licantropi ai vampiri), Stephen King ritrae un mondo in cui i veri eroi sono coloro che aiutano chi ha bisogno e sono pronti a rischiare la vita per le persone che amano.

La famiglia, quella vera, ce la scegliamo fra gli amici. Nell'infanzia e nell'adolescenza costruiamo legami destinati a durare per tutta la vita.

Legami che a distanza di molti anni costituiscono un richiamo. Il ricordo di incredibili e irripetibili esperienze vissute insieme fa da collante in una storia che è una storia di amicizia, di ingiustizie sociali, di promesse che vanno mantenute. E che solo sullo sfondo - a fronte di un finale che all'epoca deluse molti, ma che io trovai coerente con tutto il resto - racconta una storia dell'orrore.

Perché il vero orrore, in una delle maggiori opere letterarie contemporanee, è dentro coloro che non sanno rispondere all'odio con l'amore, alla paura con il coraggio, alla delusione con la speranza.

Due versioni italiane del romanzo IT

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