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Anne Hathaway e la misoginia per le registe

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Quasi se ne vergogna, ma non ha paura di dirlo. Anne Hathaway ha ammesso di essere sempre stata diffidente nei riguardi delle registe, preferendo gli uomini.

Primo piano di Anne Hathaway

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Anne Hathaway è una delle attrici di Hollywood più apprezzate del momento.

Nonostante la giovane età - Anne, in fondo, ha solo 34 anni - l'imbranata assistente di Meryl Streep del film cult Il diavolo veste Prada ha collezionato nel corso degli anni un successo dietro l'altro, recitando accanto a grandissimi del cinema come la stessa Streep, Robert De Niro e Julie Andrews.

Dalle prime commedie per teenager - tra cui Pretty Princess di Garry Marshall - ai panni sexy di Catwoman, Anne na ha fatta di strada e guardandosi indietro non ha nessun rimpianto, o quasi.

Nel corso di un'intervista rilasciata a ABC News, l'attrice ha raccontato di essere molto rammaricata per non essersi fidata fino in fondo della regista Lone Scherfig, che l'ha diretta in One Day nel 2011.

Anne Hathaway in One Day con Jim SturgessHDGetty

 Mi dispiace di non essermi fidata di lei del tutto. Ho davvero paura di non averle dato ciò di cui aveva bisogno perché le facevo resistenza in qualche modo. Avevo dei pregiudizi e mi dispiace tanto. Vorrei scusarmi con lei prima o poi perchè mi è molto cara.

Secondo Anne, la causa risiede in una certa misoginia inconscia che la porta da sempre ad essere scettica nei riguardi delle registe.

Mi fa paura il fatto che la ragione per cui non ho fiducia in alcuni registi è perché sono donne. Mi sento come se avessi una sorta di misoginia interiorizzata: quando ricevo il copione di un film diretto da una donna mi capita di concentrarmi subito su ciò che possa esserci di sbagliato, mentre quando vedo che un film è diretto da un uomo mi concentro su ciò che ha di buono. Ho cercato attivamente di lavorare bene con le registe donne, eppure ho questa mentalità sepolta dentro di me da qualche parte.

Primo piano di Anne HathawayHDGetty

Seppure imbarazzata, Anne Hathaway - che è da poco comparsa su Instagram con suo figlio per la prima volta - ha reputato giusto affrontare un argomento di questo tipo.

Sto arrossendo e la mia sembra quasi una confessione, ma penso che sia un tema di cui dovremmo parlare. Posso solo riconoscere di aver sbagliato e non voglio più avere pregiudizi del genere. Forse parlarne farà riflettere qualcun altro sulla stessa questione.

Secondo il The Guardian, i commenti dell'attrice al riguardo arrivano in un momento molto delicato per quanto compete la presenza delle "quote rosa" a Hollywood, perlomeno dietro la macchina da presa.

Stando ai dati di uno studio divulgato lo scorso gennaio dal Centro per lo studio delle donne in televisione e nel cinema, infatti, solo il 7% dei 250 film più importanti del 2016 è stato diretto da registe e, di conseguenza, si potrebbe cominciare a parlare di discriminazione di genere sul luogo di lavoro.

Getting back to my roots... #marierobinson

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Grazie Anne, per questi interessanti spunti di riflessione.

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