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Aliens 30° Anniversario, la recensione: lo spazio in cui nessuno può sentirti urlare fa ancora paura

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Il fumetto che ha dato il via all'universo di Alien sulla carta torna in una prestigiosa edizione all-black, grazie a saldaPress.

Cover originale della miniserie Aliens del 1988

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Manca davvero pochissimo al ritorno cinematografico di Alien e i fan del celebre franchise sci-fi/horror sono in fibrillazione. Dopo Prometheus del 2012, infatti, Ridley Scott è tornato a dirigere un nuovo capitolo della saga e lo ha riportato nei binari "canonici" che ne hanno fatto la fortuna. O almeno questo è ciò che il regista ha dichiarato e in parte ha confermato con i trailer di Alien: Covenant.

Il film debutterà l'11 maggio al cinema e, per celebrare l'occasione, anche l'Aliens Universe a fumetti si è rifatto il trucco ed è tornato in edicola e nelle fumetterie. Il merito di questo piacevole revival è di saldaPress, che ha deciso di puntare sui vari prodotti Dark Horse dedicati proprio allo spaventoso Xenomorfo.

Ho già avuto modo di recensire Prometheus: Fire and Stone e Aliens: Defiance ma sicuramente l'uscita più pregevole e succulenta è l'edizione speciale della primissima miniserie Aliens, in occasione del suo 30esimo anniversario.

Il volume è un omaggio all'opera di Mark Verheiden e Mark A. Nelson già a partire dal suo formato: un pregevole cartonato con bordo delle pagine nero che dona all'albo un minaccioso aspetto all-black, perfettamente in linea con la spaventosa ambientazione spaziale in cui si muove lo Xenomorfo.

Aspetto del volume Aliens 30° AnniversariosaldaPress
Ispira un certo timore reverenziale no?

Il volume ripropone una pietra miliare nell'AlienVerse e la cura profusa da saldaPress è ampiamente giustificata (ed encomiabile).

Passando alla storia, siamo temporalmente dopo il secondo film e i protagonisti sono il caporale Hicks e Newt, la bambina unica superstite assieme a Ripley di ciò che è accaduto su Acheron. 
Sono passati degli anni e i due non se la passano troppo bene, sulla Terra.

Il primo è ancora nei marine coloniali ma viene emarginato da tutti, compresi i suoi commilitoni. Il suo volto, sfigurato dal sangue acido dello Xenomorfo, non attira certo nuovi amici e il combattente vive consumato dalla sete di vendetta: la sua squadra è stata annientata dal mostruoso alieno e lui non è riuscito ad evitarlo.

Newt, il cui vero nome è Rebecca, è stata internata in un ospedale-manicomio dove viene trattata come una pazza. Non si capisce se i terribili sogni che la attanagliano siano frutto del trauma subito o siano indotti dai pesanti farmaci con cui viene "curata".

Il passato di Hicks, però, torna utile al governo che intende recuperare uno Xenomorfo vivo per poterlo sfruttare per scopi bellici. Quando la missione diventa una certezza, Hicks decide di salvare Newt dall'ultima "cura" che i dottori hanno escogitato per lei - la lobotomia - e portarla con sé.
Dove? Verso il pianeta originario degli Xenomorfi.

Non andrà a finire bene, ovviamente, e non solo per i due sopravvissuti ad Acheron...

Tavola di Aliens 30° AnniversariosaldaPress

Dopo aver letto il volume consiglio di leggere la prefazione di Verheiden, che getta luce su una serie di curiosi retroscena circa la nascita dell'allora miniserie.

In particolare è interessante scoprire che Dark Horse gli aveva lasciato carta bianca, a parte un paio di punti fermi: la presenza di Hick e Newt (il personaggio di Ripley non era stato "concesso" da 20th Century Fox) e l'arrivo degli alieni sulla Terra.
Sì, avete letto bene.

Se conoscete poi gli eventi di Alien 3, però, vi ricorderete che il film di David Fincher uccide sia Hicks sia Newt, ancora bambina. Questo toglie la storia a fumetti dal canone di Alien, di fatto rendendola un'immaginario sviluppo alternativo post-Alien 2.

Quello che emerge dalle 200 pagine del volume, però, dimostra che Verheiden è stato (ed è tuttora) animato da una passione inarrestabile per il soggetto.
La trama che ha ideato, infatti, è così profonda e geniale tanto da essere quasi migliore di quella del lungometraggio del '92.

Il vero punto di forza del fumetto, infatti, è quello di spostare il focus sul lato peggiore del genere umano: lo Xenomorfo può benissimo essere considerato come "l'impersonificazione" di questo lato oscuro, capace di sterminare qualsiasi cosa con fredda determinazione in nome di ideali molto discutibili.

Potremmo quasi sostituirlo con una qualunque delle tendenze autodistruttive dell'uomo odierno: la sete di denaro, di potere, la corsa agli armamenti, l'individualismo sfrenato e chi più ne ha più ne metta.
È impressionante come, dopo trent'anni, l'arco narrativo trovi riscontro nell'attualità del mondo moderno.

Tavola di Aliens 30° Anniversario con la teoria sul nido degli alienisaldaPress

Le pagine che "immaginano" il ciclo di vita degli alieni sul loro pianeta d'origine, poi, sono particolarmente interessanti e qui emerge tutto l'entusiasmo di Verheiden: la struttura matriarcale, il concetto di "nido", le uova, la riproduzione e tutte le "teorie" messe su carta avvicinano lo Xenomorfo ad un insetto, quanto a modus operandi.
Questo collima con la natura predatrice e istintiva dei mostri visti al cinema e li rende più "rotondi", in un certo senso.

Ma Aliens va molto oltre. Nelle pagine del fumetto troviamo riflessioni sull'amore, sull'integrità morale, sul fanatismo religioso, sull'intelligenza artificiale - sì ci sono anche i "sintetici" - e sulla fragilità della psiche umana.

Tavola di Alien 30° Anniversario con lo XenomorfosaldaPress
Sorpresa!

Da un lato più squisitamente sci-fi, non mancano i classici elementi della saga cinematografica: regine, chestburster, facehugger, uova aliene, denti aguzzi, code appuntite, sangue acido e momenti davvero splatter rendono un dovuto omaggio sia al primo film che al secondo.

C'è anche uno sviluppo del mitico personaggio dello "space jockey", che appare per poche scene in Alien del 1979:

Verheiden non sapeva della maschera "elefantesca" degli Ingegneri (e nemmeno degli Ingegneri, probabilmente), quindi si è inventato una misteriosa creatura spaziale apparentemente motivata da interessi tutti suoi. Non molto amichevoli, comunque, e in questo non è andato molto lontano da quanto visto in Prometheus.

A livello di disegni, lo stile riflette in pieno quello degli anni '80 e risulta logicamente retrò, almeno con gli occhi di oggi. Detto questo, l'opera di Mark A. Nelson è davvero notevole, soprattutto per quanto riguarda ombre e sfumature (che su un volume interamente in bianco e nero sono cruciali).

Questo livello di dettaglio è dovuto alla carta duoshade usata dal disegnatore all'epoca, un tipo di carta che assumeva vari toni di grigio dopo l'applicazione di particolari reagenti chimici. Nelson è così riuscito a rendere benissimo le atmosfere dark dei film e del concept di H. R. Giger.

Come se non bastasse, in Aliens 30° Anniversario troviamo anche parecchi contenuti extra. Oltre alla prefazione di Verheiden e alla postfazione di Nelson, infatti, ci sono anche le copertine della serie a fumetti originale, frontespizi dedicati a modelli e addetti ai lavori che hanno permesso l'attuazione del progetto e una mini-storia supplementare.

Insomma, il volume proposto da saldaPress è un vero e proprio capolavoro che non deve mancare alla vostra collezione, se amate Alien o, più genericamente, la fantascienza a fumetti.
O, più genericamente ancora, i fumetti.

cover della miniserie AlienssaldaPress

Aliens 30° Anniversario (200 pagine in bianco e nero, cartonato), è disponibile in fumetteria, libreria e sullo shop online di saldaPress al prezzo di 24,90 euro.

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