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Salem, terza stagione. Recensione episodio 10: finale di serie

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In questo episodio Cotton Mather affronta un tragico destino mentre Anne Hale rivela i suoi piani: nessuno, a Salem, sarà al sicuro dalla furia della potente strega.

Anne Hale esegue un terribile rito contro tutta Salem

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Lunedì 8 maggio è andato in onda in Prima visione assoluta su FOX il decimo e ultimo episodio della terza e ultima stagione di Salem. Abbiamo assistito a un evento raro: la chiusura di una serie non è cosa che capiti tutti i giorni e questa puntata non ci ha deluso, anzi.

Alla regia questa volta troviamo uno dei creatori di Salem: è Brannon Braga che si prende la responsabilità di firmare l’episodio che chiude tutte le trame ad alto contenuto di stregoneria.

Brannon Braga è uno degli ideatori di SalemHDGettyImages

Avevamo lasciato la cittadina di Salem a pochi minuti dalla mezzanotte, a una manciata di secondi dalla distruzione per mano del Mercurio Rosso. E da qui ripartiamo, dallo scontro senza esclusione di colpi tra John Alden (Shane West) e il Barone Sebastian Marburg (Joe Doyle).

Come analizzato nella recensione dello scorso episodio, è l’amore a decidere la sorte di Sebastian. Il giovane non riesce a dimenticare Mary Sibley (Janet Montgomery), la gelosia nei confronti della donna è così forte da condannarlo, confermando così che solo chi ama in modo puro, a Salem, può trovare la salvezza.

È proprio la purezza una delle chiavi di volta di questo episodio:

Mio padre mi disse che non c’è un tempo all’inferno. Nessun passato, nessun futuro. Solo tutto il tempo in un eterno presente.

Attraverso le parole di Cotton Mather (Seth Gabel), uno dei personaggi migliori dell’intera serie, scopriamo il piano del redivivo piccolo John (Oliver Bell): il sacrificio volontario di un’anima pura, quella di Cotton, potrà salvare gli abitanti di Salem dal Mercurio Rosso. Così Cotton varca la soglia dell’Inferno scatenando una delle sequenze più violente che Salem ci abbia mai regalato.

Oliver Bell interpreta il piccolo JohnHDdenofgeek.com

La metamorfosi del piccolo John, la sua evoluzione da bambino a giovane uomo, è tremenda. Il corpo del ragazzino si frantuma, letteralmente, per permettere al demonio di maturare, di evolversi, offrendo così un vero e proprio sposo a Mary Sibley.

Da qui in poi Braga e Simon (i due creatori della serie) puntano tutto quello che hanno in un all in concettuale molto, molto rischioso. Ribaltano la scacchiera, cambiano le regole del gioco e con una mossa molto abile inseriscono un elemento capace di far convergere tutte le trame. Quell’elemento ha un nome, si chiama Anne Hale (Tamzin Merchant).

Anne, lo abbiamo detto più volte durante questa terza stagione, è insieme a Mercy Lewis (Elise Eberle) il personaggio che più si è evoluto nel corso della serie. Da timorata puritana, figlia del Magistrato Hale (Xander Berkeley), a strega riluttante convinta di poter distillare il bene anche dai poteri oscuri, fino a consapevole figlia della Contessa Marburg (Lucy Lawless).

Tamzin Merchant e Joe Doyle interpretano Anne Hale e il Barone SebastianHDdenofgeek.com

Il viaggio oscuro di Anne raggiunge il suo apice in questo ultimo episodio: la donna diventa un vero e proprio deus ex machina di Salem e, sotto certi aspetti, del mondo intero. La magia di Anne cresce esponenzialmente tanto che l’ultimo rito compiuto dalla donna la trasforma in una sorta di divinità collerica e spietata.

Vaga per Salem punendo con una distorta legge del contrappasso tutti coloro che hanno tramato a favore o contro il diavolo. Così uccide il Magistrato Hathorne (Jeremy Crutchley) e Mercy donando loro un amore eterno nella morte. Tenta Isaac (Iddo Goldberg) offrendogli salvezza e potere per poi precipitarlo nel disordine di Knocker’s Hole che lui stesso, ingenuamente, ha contribuito a creare.

Iddo Goldberg interpreta Isaac WaltonHDdenofgeek.com

Raggiunge Tituba (Ashley Madekwe) e punisce la veggenza della strega togliendole la parola (solo a noi quella scena ha ricordato il primo Matrix?) e la libertà. Ma, più di ogni altra cosa, si ribella alla madre e al diavolo in persona: sostituendosi a Dio, punisce l'angelo caduto uccidendone la forma umana di John Sibley (Jon Fletcher) e poi pugnala a morte anche la Contessa Marburg offrendo poi un'esecrabile visione dell’Immacolata Concezione. Anne è incinta, la sua è una gravidanza immacolata, generata dalla stregoneria, ed è il figlio che porta in grembo che diventerà, un domani, il ricettacolo per il nuovo avvento del diavolo.

Mary Sibley, John Alden e tutti gli altri personaggi di SalemHDsalem.wikia.com

E alla fine, come se tutto questo non bastasse, Anne raccoglie il vuoto di potere lasciato da Hathorne, da Mary, dai Marburg diventando la nuova, indiscussa autorità di Salem. Lo fa chiudendo un cerchio aperto tre stagioni fa, all’inizio di tutto: incolpa le streghe di ogni nefandezza e promette una caccia senza quartiere alle serve del diavolo. Salem, nelle mani di Anne Hale, non può conoscere alcuna salvezza. In un macabro gioco di chiaroscuri speculari, Anne Hale diventa una versione più cinica, corrotta e malvagia della prima Mary Sibley. 

Braga e Simon sono stati capaci di rendere credibile un finale così estremo con un lungo lavoro sul personaggio di Anne. L’amore per Cotton, un sentimento nobile logorato dai poteri oscuri, trasforma la donna nella più spietata delle streghe e per questo le sue scelte finali, la distruzione di ogni cosa metta in dubbio il potere che detiene, sono ben più che credibili.

Shane West e Janet Montgomery interpretano John Alden e Mary SibleHDdenofgeek.com

Salem ci ha regalato una conclusione grandiosa giocando con le nostre speranze e le nostre paure. Se John e Mary lasciano finalmente la città maledetta liberi di amarsi, Anne tiene in pugno Salem come una sovrana crudele mentre Cotton si dispera contemplando l’assoluta malvagità dell’Inferno dantesco nel quale è imprigionato.

Amore mio, ti prego, viviamo per combattere un altro giorno.

Sono le parole con cui il Magistrato Hathorne aveva cercato di redimere sé stesso e Mercy, sono le parole migliori con cui salutare una serie che si è dimostrata all’altezza delle aspettative.

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