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47 Metri, la recensione: denti di squalo e allucinazioni mortali

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Grandi squali bianchi e una terrorizzante discesa nell'abisso.

292 condivisioni 19 commenti 4 stelle

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47 Metri - in lingua originale 47 Metres Down - è un film che rientra in un genere molto preciso: si tratta di un survival movie con contorno di squali.
Enormi squali bianchi, non nell'incarnazione "semi-senziente" vista in Jaws ma in quella - forse più spaventosa - di predatori in cima alla catena alimentare marina.

Le protagoniste del film sono due sorelle, Lisa e Kate, che in una vacanza in Messico decidono di intraprendere una pericolosa quanto eccitante immersione: farsi calare in mare aperto in una zona infestata dagli squali.
Ovviamente non può finire bene, con queste premesse.

Ma andiamo per ordine.

47 Metri - La trama

47 Metri racconta la spaventosa storia delle due sorelle di cui sopra, interpretate da Mandy Moore (cantante nominata ai Grammy e apprezzatissima nella serie This is Us) e Claire Holt (Pretty Little Liars, Aquarius). Lisa, la più grande e "noiosa", ha invitato la vivace e intraprendente sorellina Kate ad accompagnarla in Messico, con la scusa di una defezione dell'ultimo minuto del fidanzato Stuart.

Come detto, si tratta di una scusa. La verità è che lui l'ha lasciata.

Kate allora prende in mano la situazione e trascina la restia sorella in una notte brava a suon di balli sfrenati e alcol. Durante il loro bar-tour, le due incontrano due prestanti ragazzi locali che le invitano, l'indomani, ad immergersi nell'oceano in una gabbia di metallo. La peculiarità? L'immersione le porterà faccia a faccia con degli squali bianchi di notevoli dimensioni e proprio nel loro ambiente naturale.
O meglio, nel loro territorio di caccia (e dopo averli "stuzzicati" con un bel po' di sangue e pesce gettati in acqua).

A questo punto accade quello che un po' tutti aspettano.

Attenzione! Possibili spoiler!

Dopo essere salite su una bagnarola governata da un capitano che sembra uscito dagli anni '60 (Matthew Modine) e un marinaio con il piglio da psicopatico, le due si calano nelle trasparenti acque messicane.

Passano solo pochi minuti e le paure di Lisa, restia dall'inizio, diventano realtà. Il cavo del verricello si spezza e la cassa precipita in fondo all'Oceano. Profondità 47 metri.

A quel punto è tutta una questione di sopravvivenza pura. La trasmittente riceve e non riceve, l'uscita dalla gabbia è bloccata e l'ossigeno sta finendo rapidamente. Kate, la più giovane ed esperta, prende in mano la situazione: esce dalla gabbia alla ricerca di un contatto. Questo avviene e il capitano le informa che Javier, il marinaio, sta scendendo con un cavo di riserva da attaccare alla gabbia.

Il povero Javier però finirà masticato dagli squali. Kate però riesce a recuperare il cavo del verricello di riserva e, dopo averlo affrancato alla gabbia, le due cominciano una lenta risalita.
A pochi metri dalla superficie il secondo "colpo di fortuna": la fune d'acciaio si spezza di nuovo e le sorelle tornano in fondo all'Oceano.

Il capitano Taylor non è stato poi molto zelante nella manutenzione del suo equipaggiamento, pare.

A questo punto la soluzione è chiamare la guardia costiera, che però necessita di un'ora per arrivare sul posto. Il capitano cala due bombole di riserva - che Kate e Lisa sfruttano sempre nell'istante stesso in cui si esaurisce l'ossigeno - e dei razzi di segnalazione ma la spaventosa realtà è che le due donne sono sole, ancora a 47 metri di profondità.

Kate viene trascinata via da uno squalo e Lisa resta sola. Toccherà proprio a lei, la fifona, risolvere la situazione, anche se forse la situazione non è proprio quella che sta accadendo.
Sì, perché ci sono di mezzo le allucinazioni date dalla narcosi da azoto e la seconda parte del film porta a credere in lieto fine che è tale solo parzialmente.

I personaggi di 47 Metri

Il film si differenzia dalle altre pellicole di genere per la caratterizzazione delle protagoniste. Contrariamente ad altri titoli, infatti, gli sceneggiatori Johannes Roberts ed Ernest Riera sono riusciti fare un buon lavoro su Kate e Lisa: senza farsi prendere troppo dalla fretta di gettarle in pasto agli squali, infatti, con lo scorrere gli eventi riusciamo effettivamente a conoscere le due.
Scopriamo dunque alcuni aspetti delle due due donne che, sotto sotto, ci fanno sperare nella loro sopravvivenza.

Non è un aspetto banale, in un film thriller di questo tipo, dove spesso si pensa solo all'effetto jumpscare. In 47 Metri ci sono dei momenti di questo tipo, va detto, ma sono sapientemente dosati. Particolarmente efficace è una sequenza in cui, all'accensione di un razzo di segnalazione, le due donne si trovano davanti uno squalo con le fauci spalancate.

Per quanto riguarda gli altri personaggi, non sono particolarmente memorabili. Il capitano Taylor svolge il ruolo di carnefice prima e potenziale salvatore poi, anche se si tratta comunque di un personaggio squisitamente di contorno.

E gli squali? Beh, i grossi predatori a mio parere non vanno inclusi nei personaggi in senso stretto. Ci sono eccome, nel film, ma semplicemente interpretano... loro stessi: sono animali spinti dall'istinto e niente più (e non particolarmente agguerriti).

No, il centro dell'azione è diviso equamente fra Lisa e Kate. Solo loro.

47 Metri - Conclusioni

Posso dire senza timore di smentita che il film è più curato di quello che mi aspettassi. Ci sono alcune scene piuttosto improbabili - sfuggire ad uno squalo nascondendosi dietro a uno scoglio, davvero? - e poco credibili, è vero, ma non intaccano più di tanto la coerenza della storyline.

Per la maggior parte del film, infatti, lo spettatore può benissimo credere che quello che vede possa effettivamente accadere nella realtà. Questo, ovviamente, fa scorrere un certo brivido lungo la schiena.
Se poi siete particolarmente sensibili nei confronti delle acque profonde e degli squali (assassini, ma non sono tutti così?), allora 47 Metri potrebbe disturbarvi il sonno.

Se non siete particolarmente impressionabili allora i quasi 90 minuti di film scorreranno via senza troppi sobbalzi.

47 Metri arriverà nei cinema italiani dal 25 maggio.

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