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Natalie Portman esordisce come regista con il film Sognare è Vivere

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Natalie Portman esordisce dietro la macchina da presa con il film Sognare è vivere. Il lungometraggio è un biopic che si ispira al romanzo autobiografico Una storia di amore e di tenebra di Amos Oz. Ecco il trailer del film che uscirà a breve nelle sale!

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Natalie Portman debutta come regista sul grande schermo con il film Sognare è vivere. La pellicola si rifà al best seller autobiografico Una storia di amore e di tenebra di Amos Oz.

Il libro ed il lungometraggio raccontano la vicenda drammatica di una donna, la madre di Oz, che sprofonda in una cupa depressione. La voce narrante del romanzo e del film è quella del figlio. Il piccolo Amos Oz non sa come reagire ed aiutare la madre e si ritrova impotente ad osservare il lento declino della donna che lo ha messo al mondo.

Il giovane figlio cresce e diventa uomo e, solo con il tempo, imparerà ad accettare questo malessere interiore, riversandolo e dandogli forma attraverso le parole scritte e le sue storie. Da questa esigenza intima Amos Oz inizierà la sua carriera di scrittore apprezzato in tutto il mondo.

Natalie Portman esordisce dietro macchina da presa omaggiando le sue origini e la sua terra natale: l'attrice ha origini israeliane, come Amos Oz, anche se ormai è a tutti gli effetti una cittadina naturalizzata negli Stati Uniti.

Da una prima visione del trailer di Sognare è vivere si percepisce il mood introspettivo e cupo del film. Sembra che i protagonisti brancolino nel buio della non conoscenza di sé e dell'altro mentre gli eventi tragici della vita si abbattono con forza su di loro.

Il lungometraggio svela allo spettatore la sua trama avvalendosi di numerosi flashback. Sognare è vivere non è semplicemente un biopic ma anche uno scorcio politico fatto di guerra e di lotte per l'indipendenza.

Sognare è vivere: la trama

Siamo nel 1945 a Gerusalemme, questo è un periodo storico in cui il territorio israeliano è sotto il mandato britannico.

Amos Oz (Amir Tessler) ha nove anni e vive a casa con il padre Arieh (Gialad Kanana), un intellettuale e la madre Fania (Natalie Portman) che ha studiato letteratura.

Fania è una sognatrice, ha un animo delicato e spesso racconta al figlio storie di qualsiasi genere per poter stuzzicare la sua mente ed indirizzarlo ad avere una fervida fantasia.

Gli anni per loro trascorrono calmi e sereni fino a quando, molti anni dopo il riconoscimento dello Stato d'Israele come indipendente, i coniugi Oz decidono di trasferirsi in Palestina. In questo nuovo luogo la situazione si rivela più drammatica del previsto: il cambiamento politico non c'è.

Fania sprofonda lentamente in una silenziosa depressione e muore all'età di 38 anni.

Amos resta pietrificato nell'assistere al lento declino di Fania: si sente smarrito, vorrebbe alleviare ed aiutare la madre ma non sa come poterlo fare. Le parole è come se fossero strozzate dentro Amos ma, grazie agli insegnamenti della madre, riescono a prendere forma attraverso la scrittura.

Nessuno sa niente di nessuno, nemmeno di se stesso. Non sappiamo niente e se, a volte, immaginiamo di sapere qualcosa è anche peggio. È meglio vivere senza sapere niente che vivere nell'errore.

Amos diventa grande e ciò che emerge dal suo racconto è una lucida descrizione della morte di Fania, che ha deciso di lasciarlo senza voler vivere altri pezzi di vita insieme a lui. Nelle sue parole non c'è alcuna recriminazione o accusa per la scelta della madre ma solo un immenso dolore.

Per scoprire il resto bisognerà aspettare l'uscita del film Sognare è vivere prevista l'8 giugno nelle sale italiane.

Una storia di amore e di tenebra: il libro

Una storia di amore e di tenebra è l'autobiografia di Amos Oz, pubblicata nel 2002 e tradotta in ben 15 lingue. Il romanzo infatti è diventato un best seller della letteratura israeliana.

Lo scrittore racconta la sua infanzia vissuta a Gerusalemme e nel kibbuz di Hulda. È il 1945 e l'Israele è una paese giovane e multiculturale: numerosi immigrati popolano questo luogo per poter sfuggire alle persecuzioni naziste e vi è una contaminazione linguistica molto forte.

Lo scrittore è figlio unico di un bibliotecario che ama la cultura e parla ben 11 lingue. La madre anche lei molto colta ne parla 4 o 5. La storia dell'Israele sotto il protettorato britannico fino alla sua indipendenza fa da cornice all'autobiografia di Amos Oz.

La copertina di Una storia di amore e di tenebra di Amos Oz

Una storia di amore e di tenebra si sofferma sulla morte prematura di Fania che si toglie la vita quando lo scrittore ha appena 12 anni. Il romanzo racconta la difficoltà di Amos Oz di reagire a questo triste evento. Il suo unico spiraglio di luce per poter esternare il suo dolore è quello di trasporre in parole scritte i suoi pensieri: la scrittura, la cultura ed i libri sono stati il suo farmaco migliore.

Come scrive Amos Oz in Una storia di amore e di tenebra:

C'era come la sensazione che mentre gli uomini vanno e vengono, nascono e muoiono, i libri invece godono di eternità. Quand'ero piccolo, da grande volevo diventare un libro. Non uno scrittore, un libro: perché le persone le si può uccidere come formiche. Anche uno scrittore, non è difficile ucciderlo. Mentre un libro, quand'anche lo si distrugga con metodo, è probabile che un esemplare comunque si salvi e preservi la sua vita di scaffale, una vita eterna, muta, su un ripiano dimenticato in qualche sperduta biblioteca a Reykjavik, Valladolid, Vancouver.

Il romanzo è ben scritto, è pieno di fascino e di commozione. Non vi resta altro da fare che leggere Una storia di amore e di tenebra o guardare Sognare è vivere o fare entrambe le cose.

A voi la scelta!

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