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Aliens - Fire and Stone e Aliens Vol.2, la recensione: corri!

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Leggi la recensione dei secondi volumi dei cicli Fire and Stone e Aliens, che ampliano e amplificano la portata dell'AlienVerse visto al cinema. Il protagonista? Sempre lui, l'implacabile Xenomorfo. Ma la razza umana non se ne sta a guardare...

Lo Xenomorfo in Prometheus Fire and Stone Vol. 2

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L'AlienVerse si espande ulteriormente con la seconda uscita di due albi targati saldaPress, in due direzioni diverse.

Aliens - Fire and Stone continua a raccontare cosa è successo dopo i fatti di Prometheus, il film del 2012 di Ridley Scott che ha gettato luce sugli Ingegneri e sulla genesi del letale Xenomorfo.

Il mensile Aliens, invece, ci riporta nello spazio profondo assieme al Marine Coloniale Zula Hendricks e ai sintetici guidati dall'enigmatico Davis.

Fire and Stone Vol.2 - Stupidi umani

Siamo nel 2179 e su Acheron si sta consumando la carneficina di Hadley's Hope. Sì, quella vista in Aliens - Scontro Finale del 1986.

Gli Xenomorfi dilagano sulla superficie del satellite di Calpamos e uno sparuto drappello di umani, guidati dallo scienziato Derrick Russell, riescono a fuggire a bordo della Onager. La navicella usata per scopi minerari non sarebbe attrezzata per questo tipo di voli ma, quando fuori è un inferno di sangue, budella, denti aguzzi e sangue acido, ci si formalizza molto poco.

Dopo un breve viaggio nello spazio, i sopravvissuto sbarcano sulla luna LV-223 (sì, quella di Prometheus). Quello che non sanno, però, è che hanno portato con loro un gruppo di simpatici alieni che, come da loro natura, si adatteranno meglio alla lussureggiante natura autoctona.

Insomma, il massacro di Hadley's Hope fa da punto di partenza per questa storia, che di fatto è la storia di un solo personaggio: Derrick Russell.

L'uomo, infatti, si isola sempre di più dai suoi compagni e tenta di scoprire come funziona il misterioso "accelerante" - melma nera - che scorre per il pianetoide. Durante le sue esplorazioni, Derrick verrà a contatto con gli Ingegneri, la loro nave, le loro tecnologie e molto altro.
La grotta coperta di formule e appunti vi ricorda niente? Dovrebbe.

Durante la storia troviamo delle citazioni piuttosto chiare. La sonda Rover con cui Derrick conversa è un chiaro rimando al Robinson Crusoe di Daniel Defoe: il costrutto, infatti, non è null'altro che una versione sci-fi del selvaggio Venerdì del romanzo.

Molto interessanti anche le varie interpretazioni sull'ibridazione fra le prede degli Xenomorfi e questi ultimi. Grazie alla suddetta melma nera, infatti, assistiamo a delle fusioni con l'alieno e, in un caso, la vittima conserva anche una minima facoltà di comunicazione verbale.

Sono tutti excursus che Chris Robertson si prende da quanto visto al cinema, ma si tratta di sviluppi davvero interessanti. Anche le capacità predatorie dello Xenomorfo sono mostrate in tutta la loro varietà: lo spaventoso mostro spaziale, infatti, è capace di uccidere anche sott'acqua senza problemi. È la solita macchina di morte, anche se Derrick riesce a sfuggire loro per un numero di volte abbastanza inverosimile.

La trama di Robertson, seppur originale quando l'autore si prende delle licenze, non si discosta poi molto dagli stilemi di questo genere ormai ben documentati al cinema.

A livello di disegni, l'operato di Patric Reynolds, Dave Stewart e David Palumbo è un perfetto supporto alle elucubrazioni di Robertson. La trama è caratterizzata da un ritmo incalzante? I disegni seguono il flow con combinazioni di splash page e formati verticali che potrebbero tranquillamente rappresentare il punto di vista spaventato di un fuggitivo inseguito da uno Xenomorfo.

Rispetto al primo volume di Fire and Stone, i disegni mi sono parsi più efficaci e col giusto gradi di dettaglio, senza quel tono "offuscato" che ho riscontrato nel tratto di Juan Ferreyra.

Certo, se le storie rispondessero anche a qualche domanda, invece di crearne sempre di nuove...

Aliens - Fire and Stone (104 pagine brossurato), è disponibile in fumetteria, libreria e sullo shop online di saldaPress al prezzo di 12,90 euro.

Aliens: Defiance #2 - Il passato di Zula

Il secondo numero del mensile Aliens riunisce le uscite 3 e 4 della serie Aliens: Defiance e fa luce sul passato del marine coloniale Zula Hendricks e sull'interessantissimo personaggio di Davis 01, o solo Davis. Il sintetico è protagonista del primo capitolo.

Zula, infatti, è sedata dopo la missione nella navetta alla deriva Europa e l'ammutinamento degli altri androidi. Davis, ora a capo della squadra, prende in mano la situazione con uno sviluppo inatteso: anche il sintetico vuole evitare di portare lo Xenomorfo sulla Terra, provocando la probabile estinzione del genere umano. Con buona pace dei piani della corporazione Weyland-Yutani.

Questo significa che Davis compie importanti modifiche su di sé e sui suoi compagni. Nel caso più estremo, assieme a Zula, arriverà a "terminarli" quando il Quartier Generale della corporazione riuscirà a riprendere il controllo degli androidi.
Sempre più umano, Davis diventa l'alleato perfetto per Zula: la tipica calma e razionalità dei sintetici si contrappone alla foga e aggressività del marine coloniale, risultando in un team davvero formidabile.
Contro ogni tipo di nemico.

Il secondo capitolo dell'albo, invece, è dedicato in gran parte al passato di Zula e al suo terribile incidente. Nella sua prima battaglia contro "gli insetti", il soldato viene ferito da una bomba e perde l'uso delle gambe. I marine, da corpo militare poco votato all'empatia, non saranno solidali con Zula:

Dovremo affrontare un bel po' di spese sanitarie, terapia e chissà cos' altro... Il conto è andato alle stelle, superando il costo massimo di spesa... e non siamo riusciti a ottenere da te nemmeno una cazzo di battaglia.

Sono queste le tenere parole che il superiore di Zula le rivolge dopo il suo ricovero presso la nave Tranquillity. Possiamo capire perché la nostra eroina sia un tipetto così scontroso...

Il finale dell'albo solleva qualche dubbio su Davis, che fino ad ora era stato sempre dalla parte dei "buoni". È solo l'amore per la scienza a spingerlo? Il fascino (innegabile) dello Xenomorfo e la sua perfezione predatoria sono riusciti a fare breccia nei chip dell'androide?

Aliens: Defiance, cover

I disegni del primo capitolo sono ad opera del "nostro" Riccardo Burchielli, che ben riesce a rendere "umani" i droidi e veicola il giusto grado d'azione anche senza la presenza del mostruoso alieno. Davvero riuscite le tavole dedicate a Davis e ai suoi dilemmi etici.

Il secondo capitolo, disegnato da Tony Brescini dà il meglio di sé nelle sequenze di guerra e nelle fasi di "recupero" di detriti: lo spazio punteggitaot di esseri umani morti, congelati negli ultimi istanti di dolore e paura che solo gli Xenomorfi riescono a dare, fa correre davvero un brivido lungo la schiena.

È questo lo spazio in cui nessuno può sentirti urlare. Perché sei già morto.

Aliens si conferma un titolo molto interessante per qualità e temi trattati: c'è lo Xenomorfo, è vero, ma è solo un (eccellente) pretesto per parlare di intelligenza artificiale, tecnologia, dilemmi etici e della razza umana come carnefice di... sé stessa.
Siamo sicuri che l'alieno sia la vera minaccia? E l'uomo che vorrebbe trasformarlo in un'arma, invece, cos'è?

Aliens Vol.2 (48 pagine, spillato) è disponibile in fumetteria, edicola e sullo shop online di saldaPress al prezzo di 3,20 euro.

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