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Qui per il nostro intrattenimento: 5 motivi per (ri)scoprire Sky Doll

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Il mondo della bambola Noa è uno spettacolo luminoso conteso tra malizia e innocenza: ecco perché non distogliere lo sguardo da Sky Doll.

La bambola Noa sorridente nel quarto volume di Sky Doll

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Prima di W.I.T.C.H. e Monster Allergy, Alessandro Barbucci e Barbara Canepa hanno dato vita a un mondo affascinante tra le pagine di Sky Doll.

La storia segue le vicende di Noa, una bambola meccanica creata perché gli abitanti del pianeta Papathea possano sfogare i loro istinti senza peccare agli occhi della Papessa Lodovica, che domina su legioni di fedeli. Dotata di una volontà e di desideri propri, Noa inizierà presto un viaggio che la porterà alla ricerca di sé stessa, in una galassia piena di contraddizioni già tormentata da scismi religiosi.

Di questa saga dal sapore sci-fi, avviata nell'ormai lontano 2000, sì è parlato moltissimo nel corso degli anni: tanto che si prova un po' d'imbarazzo a cercare di dire qualcosa di nuovo su Sky Doll. C'è chi ne ha messo in evidenza la brillante sintesi di influenze giapponesi, europee ed americane; chi ha sottolineato l'intelligenza con cui tratta il contrasto tra carnalità e spiritualità; e chi ha definito la storia di Noa un capolavoro, punto e basta.

 


Di fondo, però: perché vale la pena leggere Sky Doll? Che cosa lo rende ancora terribilmente attuale e lo fa risaltare in mezzo a una marea di nuove (e spesso ottime) nuove pubblicazioni? Sky Doll è capace di attirare a sé anche gli occhi dei neofiti dei fumetti grazie alle sue tavole brillanti e uno stile apparentemente scanzonato. Ma c'è molto più dell'effetto nostalgia a far tornare i lettori di vecchia data su questa saga.

Ecco perché non distogliere lo sguardo.

Diciamolo subito: Sky Doll diverte sempre

Per descrivere Sky Doll si usano spesso tante "parole complicate": dicotomie, lotte di classe, teocrazia... ma forse è meglio andare subito al nocciolo della questione. Sky Doll è divertente.

La storia di Barbucci e Canepa attira sì con le sue tavole espressive, il suo brillante uso dei colori e i suoi personaggi carismatici - ma poi riesce a spingersi ancora più in là, costruendo un mondo immenso e profondo mentre "distrae il lettore" a suon di semplicità. Le pagine di Sky Doll sono sature di informazioni che nemmeno ci accorgiamo di assorbire, tanto siamo occupati a gustare le battute dei personaggi e le loro azioni: a prescindere di quanto accade, vogliamo solo continuare a sfogliarle.

Questo incantesimo inizia proprio con quel sorriso impaurito ed impertinente che Noa sfoggia già dai primi pannelli, durante una conversazione con "Dio". E così la storia continua, in una serie di vicissitudini avvolte da ironia e sarcasmo ma che non rinunciano ai toni più seri.

Salve, Dio? Hai un momento? - Sky Doll Vol. 1

Sky Doll non è una serie comica, ma leggerla è un piacere perché ci cala in un mondo diverso eppure familiare, dove i personaggi ricordano i nostri teenager spensierati, i religiosi più zelanti, e i bambini che corrono per le strade.

"Spensierato" è forse la parola chiave, anche se Noa di problemi da affrontare ne ha, e la sua è un'innocenza maliziosa, nata dal non conoscere ancora il mondo in cui vive e - soprattutto - il suo ruolo in questo folle universo. Ma c'è poco da fare: il ritmo e le situazioni di Sky Doll solo l'equivalente di una bibita fresca sotto il sole estivo: vorresti berne solo un altro sorso - e poi un altro ancora.

Un plot twist tira l'altro

Solo perché Sky Doll è divertente, non vuol dire che sia anche "facile".

Come spesso accade per le opere senza tempo, anche quella di Barbucci e Canepa è una storia che si può leggere in modi molto diversi. Quei famosi "livelli di lettura" di cui si parla tanto a scuola qui diventano un modo per avvicinarsi a Noa e ai suoi compagni di avventure. E, sorpresa! Il plot twist è sempre dietro l'angolo.

I miracoli della Papessa Lodovica

L'inaspettato in Sky Doll non è dato solo dallo scatenarsi del prossimo evento che guiderà le avventure dei protagonisti, ma anche dalle aspettative e dai preconcetti del lettore. Gli autori sfruttano la spensieratezza di Sky Doll e persino il suo "tratto quasi disneyano" per sviarci dalla complessità della storia e dei suoi personaggi. Così, nell'immediato o a qualche volume di distanza, siamo costretti a rivedere le nostre impressioni iniziali.

Non parlo solo del contrasto tra sacro e profano, così ben incarnato da quella "divina sgualdrina" della Papessa Lodovica e del triangolo composto da potere della fede, influenza dei media e controllo delle masse. Questi contrasti ed accostamenti così violenti sono solo un modo per farci concentrare su di loro, per rimandare rivelazioni altrettanto importanti. 

Noi, come Noa, abbiamo ancora molto da scoprire del mondo di Sky Doll. E chissà che il plot twist più grande non sia in agguato nel quinto volume, quello finale, magari pronto a farci ripensare il significato dell'intera saga.

L'universo, quel grande ecosistema di eretici credenti!

Ogni pianeta è un mondo a parte, e nella galassia di Sky Doll gli estremi sono sempre destinati ad incontrarsi.

Agape e Lodovica: amore carnale e spirituale

Il mondo creato da Barbucci e Canepa è riconducibile a una grande "cultura cosmica" che nel tempo si è scissa e affinata, dando origine a credi molto diversi tra loro. Lo Scisma con la S maiuscola lo vediamo sul Pianeta Papathea, dove incontriamo per la prima volta la bambola Noa. Qui, dove un tempo si veneravano due Papesse, Lodovica governa facendo appello alla paura e all'ignoranza, aiutata da una squadra di "prelati" e dal misterioso Miracolatore.

Le analisi su questa critica feroce alla religione cristiana (e non solo) potrebbero non finire mai: ci sono un Salvatore (anzi: una Salvatrice) "che sanguina a piange per noi", una figura che somiglia a quella di Cristo, e le già citate ed immancabili contrapposizioni tra sensualità, innocenza, lussuria e sacrificio.

Più interessante, è come il mondo di Sky Doll reagisce di fronte a questo scempio religioso e ideologico, a partire dal culto che ruota attorno alla Papessa destituita, la misteriosa Agape. Lasciata Papathea, nel secondo volume troviamo la risposta delle "nuove filosofie" e delle pratiche New Age, anch'esse presentate con i loro chiaroscuri. Poi, nel volume 4, approdiamo finalmente nel pianeta-circo Sudra: un crogiolo di fedi e tendenze sempre pronte a generarne di nuove, in un ecosistema che trova nuova linfa vitale nel puro intrattenimento.

Torna il potere dei media: quello che vorrebbe influenzare e ri-scrivere la verità. Ma in questo chaos non manca chi, manovrando in quello piccolo spazio di libertà che gli viene concesso, cerca di fuggire allo stesso potere che dovrebbe servire. La parola metafora a questo punto è davvero inutile: quello che abbiamo di fronte è un calco della società attuale, ridisegnato e ridipinto in uno stile fluido e sensuale. Il tutto per il nostro massimo intrattenimento, ovviamente.

Colori che non sbiadiscono

Sky Doll è riuscita in una missione piuttosto difficile, per una saga in corso da oltre un decennio: mantenersi sempre coerente.

Invece di lasciarsi distrarre e sviare da nuovi accadimenti, Noa ha continuato a seguire il percorso che i suoi creatori avevano tracciato per lei fin dalle prime pagine del fumetto. Eppure questa bambola meccanica è riuscita a cambiare grazie anche alle (inevitabili) influenze del mondo esterno.

La bambola Noa, protagonista della saga di Sky Doll

Più il tempo passa, più la storia di Sky Doll ha qualcosa di nuovo da dire, e non solo per merito della sua trama (che, a conti fatti, è piuttosto lineare). Questo trend era iniziato già col secondo volume, ma è con il più recente Sudra che l'evoluzione di Barbucci e Canepa diventa evidente - e non solo perché abbiamo detto addio ai simpatici numeri di pagina che ci avevano tenuto compagnia per i tre volumi precedenti!

L'universo di Sky Doll è diventato più fluido in ogni suo aspetto, arricchendosi di particolari che riflettono le esperienze lavorative (ma soprattutto di vita) dei suoi autori, cresciuti insieme ai loro personaggi. In un racconto con protagonista qualcuno che vuole trovare il proprio ruolo nell'universo, questo è un pregio da non sottovalutare.

Forse quella di Noa è una di quelle rare storie che possono essere raccontate solo così, con gli anni che levigano e cesellano ogni suo particolare per renderlo ancor più splendente.

Invece di sbiadire dopo un abbagliante debutto, Sky Doll è rimasto un racconto attuale, che affronta temi e pensieri capaci di trascendere un singolo periodo storico. Il che ne fa un classico, anche se un classico "travestito" a cui piace scherzare, provocare e giocare con la sensualità e le caratteristiche spesso iperboliche dei suoi protagonisti.

#5... quinto volume in arrivo!

Una data di uscita non ce l'abbiamo, ma una promessa sì: il quinto volume di Sky Doll arriverà un giorno per completare la storia di Noa.

Forse in questo caso sarebbe meglio parlare di una profezia, visto che - fino ad allora - non potremo mai essere certi di star interpretando nel modo giusto le vicende di questa bambola meccanica. Ci sono troppi fili e troppi colpi di scena che s'intravedono lì, nell'ombra, perché possiamo dire con certezza di aver capito quale sarà il destino della saga.

Possiamo averne un'idea (magari anche quella giusta) ma la verità, con Sky Doll, è che bastano poche vignette a cambiare la percezione dei personaggi. Per prepararci al loro ritorno, non resta che sfogliare di nuovo i volumi già pubblicati, meglio se con l'intento di scoprire particolari passati inosservati a una prima lettura.

I 4 volumi cartonati di Sky Doll editi da BAO in Italia

In Italia, la saga di Sky Doll è tornata a splendere a fine 2016 grazie a BAO Publishing, che ha pubblicato Sudra.

Nei mesi successivi, la casa editrice ha riproposto anche i primi tre volumi della storia (La Città Gialla, Aqua e La Città Bianca), tutti nel formato originale francese: un grande cartonato 22x31 cm che ci fa apprezzare al meglio le tavole degli autori.

Noa troverà il suo posto nel mondo a partire dagli scaffali della vostra collezione?

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