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Resta la Polvere, la recensione: l'eleganza del western alla francese

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Sandrine Collette irrompe sulla scena letteraria con un romanzo potente e portentoso, che davvero non ti aspetti da un'autrice francese: la recensione di Resta La Polvere.

Un dettaglio di copertina di Resta la polvere

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È arrivato sulla scena letteraria italiana come un nuovo pistolero in città, accolto da occhiate sospettose e diffidenti. D'altronde difficile che non polarizzi l'attenzione e qualche critica un romanzo western ambientato in Patagonia e dalla trama "maschile", pur essendo scritto da una docente universitaria francese. Insomma, Sandrine Collette non ha di certo paura di sfidare le convenzioni e inimicarsi qualche lettore conservatore e il successo riscosso in patria le dà ragione. Come un fulmine a ciel sereno, il terzo romanzo dell'autrice ha venduto qualcosa come 170mila copie sul mercato francese, nonostante fosse ben lontano dai precedenti titoli di Collette, che fino ad allora aveva riscosso un discreto successo come autrice di thriller. 

Stavolta ci avevo visto lungo anche io e già a marzo 2017 vi avevo consigliato di dare un'occhiata a questa proposta coraggiosa e controcorrente di e/o. Il fatto che un romanzo che richiama alla memoria accostamenti con Faulkner e McCarthy sia considerato "strano" la dice lunga sul peso delle aspettative nelle scelte dei lettori, restii ad affidarsi ad una donna per un western brutale e selvaggio "da maschio", a un'autrice francese per un romanzo ambientato nel sud America. Eppure Sandrine Collette non sembra aver fatto altro che respirare quell'aria calda e polverosa che scuote le zone più aride della pampa, quando invece si limita a godersi il suo allevamento di cavalli in Borgogna.

I ricchi si sono sempre fatti lavare i panni sporchi dai miserabili trasferendo su di loro vergogna e sangue, perché i poveri se ne fregano, e a loro volta trasformano la sporcizia in denaro. Non li imbarazza tendere la mano, ci sono abituati da secoli.

Eppure Resta la Polvere è un romanzo capace di soggiogare il suo lettore con una manciata di pagine, grazie proprio alla forza poderosa del vissuto che scorre nelle sue vene. L'esistenza che conducono i suoi personaggi - quattro fratelli e una madre proprietaria di un'estancia dove si pratica l'allevamento - è brutale e senza sconti. La durezza delle esistenze dei quattro giovani cavallerizzi e della dispotica madre non è solo figlia di un lavoro intensissimo per garantirsi la mera sopravvivenza; a rendere l'estancia un luogo privo di felicità ci si mette anche un clima familiare violento e vendicativo, un viluppo di relazioni strettissime governate più dal terrore e dall'egoismo che da un qualsivoglia rapporto affettivo. 

Un western brutale e bellissimo: questo è Resta La Polvere di Sandrine Colletteedizioni e/o
La copertina dell'edizione italiana del romanzo

Lo impara il protagonista Rafael insieme al lettore in apertura di romanzo: il piccolo ha soli 4 anni, a malapena si regge in piedi, eppure deve già industriarsi per sfuggire come può ai due fratelli maggiori, i gemelli che amano stringerlo tra i loro cavalli lanciati al galoppo, costringendolo ad aggrapparsi a una delle selle per non cadere, tempestandolo di pugni ogni volta che tenta di non precipitare tra gli zoccoli. Il Piccolo poi cresce ma rimane il membro più vulnerabile della famiglia, il capro espiatorio della rabbia di una madre rosa dall'invidia per ciò che non possiede e di quella dei fratelli, che mai gli perdoneranno di essere nato dopo la scomparsa del padre. 

In quest'atmosfera di soffocante violenza, Rafael e il lettore trovano rifugio nella bellezza improvvisa e brutale della natura che li circonda. Resta la Polvere è primariamente la storia di come Rafael riuscirà dopo anni di soprusi ad ottenere la sua personale vendetta, ma anche un romanzo che si chiede a più riprese da dove venga tutta la cattiveria che assorbe e restituisce alla sua famiglia. È davvero solo colpa della zona più arida e inospitale della pampa, dove sono stati cacciati i piccoli allevatori già messi a dura prova dalla nascita degli allevamenti intensivi, delle celle frigorifere per l'esportazione della pregiata carne argentina? O c'è davvero qualcosa di intrinsecamente malvagio nell'anima di ogni componente della famiglia?

Collette non dà facili risposte, ma con il suo stile terso e incisivo esplora la complessità del quesito. Quando uno degli aguzzini di Rafael verrà allontanato dall'estancia, svilupperà velocemente un'umanità insospettabile, mentre la famiglia sarà in grado di trasformare un enorme colpo di fortuna nella pietra tombale di molti suoi componenti. 

Che ne sanno loro dei sentimenti estremi di fratellanza, loro che provano un affetto da cuccioli, inconsapevole ed effimero, affezionati l’uno all’altro quanto al bestiame e meno che al proprio cavallo?

Sandrine Collette non teme accostamenti né rivali tra i grandi maestri della letteratura nord americana, perché dopo qualche capitolo al lettore sarà già chiaro che non ha davvero nulla da dimostrare. È padrona della carne viva in cui affonda le mani, con suo stile di scrittura incide in essa con la precisione di un chirurgo e, particolare non così scontato, non lo fa con il sadico intento di provare il proprio talento. Per gli amanti del western e della literary fiction più possente, Resta la Polvere è già uno dei romanzi imperdibili del 2017

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