FOX

La Mummia tra eros e Indiana Jones: la recensione del film con Tom Cruise

di -

Arriva al cinema La Mummia, il reboot del mito horror targato Universal Pictures. Tom Cruise lotta contro un'antica maledizione.

Tom Cruise e Jake Johnson in una scena del film

77 condivisioni 0 commenti 4 stelle

Share

Siamo davvero sicuri che La Mummia sia un reboot tout court di una mitologia cinematografica che ha nei volti di Boris Karloff e di Christopher Lee la reincarnazione di un terrore ancestrale dell'umanità, ovvero la Morte? Il film con Tom Cruise rilegge in chiave action il mito esoterico di un'antica maledizione egizia.

Lo fa rimasticando solo alcuni elementi cardine delle produzioni Universal del secolo scorso, attingendo qua e là ora dall'horror - di cui dovrebbe essere l'alfiere tra le grandi produzioni - ora dall'action comedy senza mai acquisire una chiara e definitiva impronta.

L'espressionismo tedesco che aveva aleggiato sul film del 1932 è totalmente assente nel nuovo, dal momento che il reboot de La Mummia attinge più dalla saga di Indiana Jones che dai film Universal in bianco e nero.

Indiana Cruise

Nick Morton (Cruise) è un "predatore di manufatti antichi", un mercenario solito rivendere al mercato nero oggetti preziosi trafugati in Medio Oriente. Si imbatte assieme al fido compagno d'avventure Vail (Jake Johnson) in un sito che cela in una sinistra gola una tomba egizia.

L'archeologa Jenny Halsey (Annabelle Wallis), giunta sul posto, assume il comando delle operazioni. La studiosa riesce parzialmente a decifrare i geroglifici posti sul sarcofago - appartenente ad una principessa egizia punita per un atroce delitto - avvisando in seguito l'organizzazione segreta meglio conosciuta come Prodigium, al cui vertice troviamo il dr. Henry Jekyll di Russell Crowe.

Quello che i malcapitati non sanno è che una millenaria maledizione si è appena risvegliata dalle tenebre...

Una delle sequenze thrilling de La MummiaHDUniversal Pictures

Sgombriamo subito il campo dagli equivoci: La Mummia non è un film dell'orrore. Non ne possiede la capacità di ottimizzare i livelli di tensione che precedono il climax. Non ha neppure lo stesso fascino esotico e le trovate umoristiche del remake con Brendan Fraser firmato da Stephen Sommers nel 1999.

Il film diretto da Alex Kurtman è un pastiche che si allontana considerevolmente da uno dei miti sempiterni del cinema muto per abbracciare invece la logica del cinecomic, preoccupandosi in primo luogo di inaugurare quell'universo condiviso - ovvero il Dark Universe, svelato nei titoli di testa - attraverso una commistione di generi e personaggi non perfettamente sincronizzati con un plot che non facilita certo il compito (destini che sembrano segnati un attimo prima vengono stravolti subito dopo, basta frantumare una pietra e il gioco è fatto).

Eros e Thanatos

La sensazione, quindi, è quella di un film alla perenne ricerca di un'identità propria ma che - distratto dal compito di benvenuto ad uno "shared universe" di mostri - finisce per risultare discontinuo e troppo breve per contenere il tutto, a partire da una sottotrama erotica che lega in una specie di triangolo amoroso i due archeologi - Cruise e la Wallis - e la mummia di Sofia Boutella, troppo sexy per essere credibile (una mostro con cui lo spettatore andrebbe volentieri a letto non può allo stesso tempo incutere terrore).

Il più fuori ruolo è paradossalmente lo stesso Tom Cruise, la star che dovrebbe assicurare il successo commerciale della pellicola. L'ex Top Gun somiglia di più al Jack Burton di Grosso guaio a Chinatown che ad un avventuriero: per tutta la durata del film non ha la minima idea di cosa stia accadendo realmente, bada in sostanza a mollare cazzottoni a mummie che somigliano di più a degli zombie. Ma la colpa non è di Cruise, che dimostra di possedere ancora una notevole verve fisica (scontata) e autoironica (inaspettata).

È Kurtzman la parte più vulnerabile del reboot della saga Universal: riduce Jekyll ad un'imitazione stagionata di Hulk, cita grossolanamente Un lupo mannaro americano a Londra e non osa abbastanza nelle sequenze thrilling, che palesano un ottimo potenziale.

Per La Mummia, però, non è il caso di gridare fantozzianamente ad una "cruisada pazzesca". Siamo di fronte a puro divertissement, cinema d'evasione che sublima le velleità commerciali in una origin story che presenta sì diverse stonature, ma che - una volta depauperata della parentela con i classici del secolo scorso - non può che destare curiosità attorno ad un progetto ambizioso qual è quello del Dark Universe.

La Mummia è nei cinema italiani dall'8 giugno 2017.

Share

Vota

Commenta

Con il tuo consenso, questo sito internet utilizza cookies di terze parti per migliorare la tua esperienza. Puoi conoscere di più sul nostro utilizzo dei cookies e su come modificare le impostazioni nella nostra Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all'utilizzo dei cookies.