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Il bullismo, un ciclo di violenza e vendetta tra le pagine di My Capricorn Friend

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La violenza che porta all'esasperazione; l'esasperazione che genera altra violenza. C'è davvero un raggio di speranza alla fine di My Capricorn Friend? La recensione di un manga sul bullismo e le sue orrende profezie.

I protagonisti di My Capricorn Friend sulla copertina del manga

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C'è una strana corrente, fuori dalla finestra di Yuya Matsuda. Ogni mattina, il ragazzo mette in pratica uno strano rituale e curiosa tra i peculiari scarti che il vento gli porta in dono. Lì, nascosti tra le foglie morte, ci sono appunti scritti in lingue sconosciute, buste di dolciumi scaduti da secoli, e oggetti che paiono provenire da un altro mondo.

Un giorno, Yuya scopre un ritaglio di giornale già consumato, con una data che punta al futuro. È questa la profezia che guiderà gli eventi di My Capricorn Friend, un manga che esplora il ciclo di violenza e vendetta generato dal bullismo.

La sua miscela unisce gli elementi del dramma scolastico e del thriller, ma questo è anche un racconto dell'orrore, sebbene non nel senso tradizionale del termine. La storia di Yaya Matsuda e del suo compagno di scuola Naoto Wakatsuki esplora la crudeltà e il terrore che si nascondono in piena vista, con la disperazione delle vittime che pare risuonare tra corridoi vuoti.

Un cucciolo, una girandola e dei documenti: i ritrovamenti sul balcone di Yuya
Una volta il forte vento ha trascinato sul balcone di Yuya persino un simpatico cucciolo!

L'orrore dell'esasperazione

In un comune liceo giapponese, Yuya Matsuda e i suoi compagni vivono in una bolla d'indifferenza. Per non finire del mirino del bullo Akira Kaneshiro, gli studenti scelgono di ignorare i tormenti che il ragazzo infligge alle sue vittime. Quella che si crea attorno a questo giovane aguzzino è una vera e propria mitologia del terrore che ne amplifica il potere e ne cementa il ruolo.

Teppisti e bullismo per noi appartengono a un altro mondo, non ci tangono minimamente. E in ogni caso non avremmo né i superpoteri, né alcun mezzo segreto per contrastarli. Non dobbiamo immischiarci in certe faccende... se vogliamo che la nostra vita scolastica continui a essere serena.

Questa percepita impotenza, però, non deriva solo dalle orrende storie che circolano sul conto di Kaneshiro. Sebbene l'idea che sia stato proprio lui a portare al suicidio una ragazza delle medie e al ritiro di un'universitaria, a creare la situazione contribuisce anche quel sistema scolastico che, al posto di difendere i più deboli, finisce per sostenere indirettamente gli abusi sui più deboli. Non basta il coraggio del singolo a portare alla luce la verità: e la voce è difficile da trovare, quando si è combattuti tra il terrore e l'indifferenza.

Yuya questa voce non l'ha mai trovata: ma presto ce ne sarà un'altra, quella del senso di colpa, che comincerà a gridare dentro di lui. 

Naoto con una mazza intrisa di sangue
Naoto mostra Yuya una mazza che lo implica nell'omicidio del bullo Akira Kaneshiro

Una sera, mentre sta tornando a casa, Yuya incontra Naoto Wakatsuki, la vittima che per tanto tempo lui ha deciso di ignorare. Tra le mani del ragazzo c'è una mazza intrisa di sangue: la prova che chi l'ha impugnata ha commesso un omicidio - quello di Akira Kaneshiro. Wakatsuki gli rivela placidamente di volersi consegnare alla polizia, ma Yuya ormai è divorato dal rimorso: se solo avesse parlato - se solo avesse trovato il coraggio necessario - forse tutto questo non sarebbe successo.

In più, c'è quel ritaglio di giornale a preoccuparlo: un articolo di cronaca nera proveniente dal futuro, in cui si parla del suicidio di un adolescente sotto interrogatorio per l'omicidio di un coetaneo. Che sia davvero quello il destino che attende Wakatsuki...? Questa volta, Yuya decide di non rimanere uno spettatore passivo degli eventi. Uscendo dal personaggio, decide di aiutare il nuovo amico, orchestrando una fuga che gli farà a scoprire una verità ben più complessa e terribile sulla morte di Kaneshiro.

Fuga da una bolla d'indifferenza

My Capricorn Friend ci avverte fin dall'inizio dei misteri che nasconde la sua storia. Se il titolo rappresenta di per sé una chiave di lettura, l'edizione italiana di J-Pop fornisce subito un elemento aggiuntivo del puzzle, anticipandoci un frammento di dialogo che si dimostrerà determinante.

Scopriamo quindi, già dalla copertina del volume, un'antica usanza ebraica secondo cui un sacerdote sceglieva due capri da sacrificare per il bene della comunità. Il primo avrebbe purificato i peccati agli occhi di Dio tramite il sangue; il secondo, il capro di Azazel, sarebbe stato costretto a vagare nel deserto, per farsi carico di pesi che altri non avrebbero potuto sostenere. Ma chi si nasconde davvero dietro questo gioco di allusioni? La risposta prende forma poco a poco, mentre una strana lucidità si sostituisce al panico nella mente di Yuya.

È così che arriviamo ad un'altra, orrenda forma del bullismo: una violenza che genera solo altra violenza. L'elemento sovrannaturale che guida la trama non è che l'ennesima metafora di questa profezia che si autoavvera, costretta a seguire un flusso di forze e correnti che si ricorrono ciclicamente.

Yuya e Naoto tra i negozi di Tokyo, dove si nasconderanno dalla polizia

Le indagini di Yuya non sveleranno mai cosa ha portato Kaneshiro sulla strada del bullismo, né cosa di nasconda davvero dietro il suo incontrollabile desiderio di ferire, tormentare e prevaricare. Le ipotesi dietro il suo comportamento - quell'incertezza devastante - trasmettono un orrore ancora più completo. E, in ogni caso, esiste davvero una giustificazione che saremmo disposti ad accettare...?

Non a caso alla sceneggiatura di My Capricorn Friend c'è Otsuichi, autore di storie horror che non ci risparmia i suoi lettori dall'oscurità del mondo. Otsuichi affonda la lama e ci mostra il lato più crudele del bullismo in tutta la sua spietatezza, quella che anche nel "non detto" riesce a rivelare qualcosa di nuovo.

A commentare il tutto ci pensano i disegni di Masaru Miyokawa: un tratto pulito, che usa magistralmente i suoi retini per gettare luci e ombre sugli spettri che muovono la storia, non ultimo quello del senso di colpa.

Eppure, il sacrificio del capro di Azazel non è inutile. La possibilità di fuggire da quella bolla d'indifferenza esiste: la si trova nelle piccole meraviglie di ogni giorno, come i petali di ciliegio spinti dal vento, o un cucciolo apparso misteriosamente su un balcone. Il coraggio e la speranza di cambiare sono lì, nascosti sotto le foglie morte, ad aspettare che qualcuno le trovi.

Quando ti sento parlare di quel vento, per un attimo riesco a dimenticarmi di tutto ciò che mi fa stare male.

L'edizione italiana del manga

L'edizione italiana di My Capricorn Friend (山羊座の友人) è stata pubblicata per la prima volta a fine maggio 2017.

Si tratta di un'aggiunta di J-Pop alla sua collana Seinen Manga. Pur non appartenendo propriamente al genere giallo o thriller, il manga cade nell'area d'interesse sia agli appassionati di questi generi che a lettori "più generalisti", magari attenti a un tema caldo come quello del bullismo.

Il duo protagonista di My Capricorn Friend

Il volume unico è un brossurato di 208 pagine dotato di una sovracopertina con alette. Tra i contenuti c'è anche un'illustrazione a colori dei due protagonisti durante la loro fuga a Tokyo, che trovate più in alto in questo articolo.

Il senso di lettura è, come sempre, quello originale giapponese.

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