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Homeland 6, la recensione del primo episodio: i due lati di ogni storia

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Homeland da il via alla sesta stagione con nuove trame pronte ad intrecciarsi in una rete di intrighi politici, sociali e personali. Cosa succederà nella vita di Carrie, questa volta?

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Ogni storia ha un duplice lato.
Carrie Mathison lo sa meglio di chiunque altro. 

Il primo episodio della sesta stagione di Homeland si apre su un insolito scenario: Carrie cammina senza troppa fretta. Le strade che attraversa non sono quelle di Washington o Berlino.
È a New York. Sembra diversa. La scena iniziale è una delle pochissime in esterno.

L’episodio che introduce alla sesta stagione, Il Presidente Eletto, si priva di scene d’alta tensione e si rinchiude in stanze asfissianti: dalla camera del Presidente alla clinica in cui è rinchiuso Quinn.

E proprio mentre Carrie affronta la rabbia e le condizioni in cui si ritrova il suo amico e collega, la città è in fermento per la nuova situazione politica. Sin da subito emerge la tensione tra Saul, Dar Adal e l'attuale Presidente Elizabeth Keane.
La donna ha ben chiare le sue intenzioni: demilitarizzare la CIA, ridurre i piani che gli Stati Uniti hanno in Medio Oriente.

Dar Adal e Saul discutono delle idee del nuovo Presidente

Penso che ci disprezzi, Saul. Penso che ci incolpi per la morte di suo figlio. – Dar Adal

Seguiamo tre linee narrative nel corso dell'espidoio: da un lato i meccanismi tortuosi della CIA con Saul e Dar Adal, dall’altro abbiamo la nuova vita di Carrie, in parallelo con la discesa agli Inferi di Peter Quinn. L'ex soldato non è semplicemente distrutto: l’uomo sembra aver perso ogni briciolo di controllo e auto conservazione – è spezzato. L'interpretazione eccentrica ma dolorosa di Rupert Friend conferma il talento incredibile di un attore fin troppo sottovalutato durante la stagione dei premi.

Infine, viene introdotta una nuova storia: la crociata di Sekou Bah, un giovane musulmano che gira video-informazioni per mettere al corrente il pubblico del modo in cui sono trattati i musulmani negli Stati Uniti. In un clima di terrore (e arroganza) la CIA ben presto decide di accusarlo.

Ci sono sempre due lati di una storia. Sappiatelo. – Sekou

J. Mallory McCree è Sekou Bah

La storia del ragazzo si incrocia inevitabilmente con quella di Carrie e del suo nuovo lavoro: aiutare gli ingiustamente sospettati di terrorismo.
Ma ogni storia ha due lati.
Quindi sarà Sekou Bah davvero sospettato ingiustamente?

Verso la fine dell’episodio tutte le storie si avvicinano e sembrano avere in comune la pressione di una svolta, della paura. Qualcosa di grande sta per succedere. Ogni tassello è stato introdotto: il fascino risiede nelle possibilità che ognuno ha di essere l'eroe o il cattivo della storia. Per questo i fan continueranno a seguire le avventure. Perché ogni individuo nella serie TV può cambiare direzione e sorprenderci.

La grande efficienza di Homeland si concentra ancora una volta su grandi interpreti: la forza espressiva dei personaggi è così complessa da non aver bisogno di scene movimentate o eccessivamente dinamiche. Il ritorno di Homeland apre la porta ad un mondo che tenta di apparire diverso ma mostra gli stessi, vecchi sintomi: complotti, tensione e paura. 

Carrie guarda Frannie giocare.

In che modo i personaggi si incontreranno sulla stessa strada? Lo scopriremo lunedì prossimo su FOX con il secondo episodio della stagione.

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