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La verità su come Jean-Claude Van Damme lasciò il set di Predator

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A 30 anni di distanza dall'uscita nelle sale di Predator, ecco la verità sull'abbandono di Jean-Claude Van Damme.

Carl Weathers e Jean-Claude Van Damme in una foto dal set

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"Siamo pedine caro mio, pedine sacrificabili". È a Puerto Vallarta, Messico, che nel 1987 ebbero luogo le riprese di uno dei film più iconici di quel decennio (e non solo): Predator, sci-fi che abbina l'action e i muscoli di Arnold Schwarzenegger all'enigma a tinte horror di una specie aliena giunta sulla Terra per uccidere.

Il film di culto diretto da John McTiernan compie 30 anni e, in occasione dei festeggiamenti, ecco che The Hollywood Reporter aiuta a far luce su una delle leggende metropolitane della pellicola, ovvero l'allontanamento dal set di un giovanissimo Jean-Claude Van Damme durante le prime settimane di riprese.

Van Damme: scommessa perdente

L'attore di Lionheart - Scommessa vincente fu ingaggiato per interpretare il cacciatore alieno appartenente alla razza degli Yautja. Nel corso delle riprese Van Damme venne però sostituito con Kevin Peter Hall. Il motivo del turn-over ha dato adito negli anni a diverse teorie, più o meno plausibili.

Vi è chi, come la direttrice del casting Jackie Burch, afferma che Van Damme, scelto inizialmente per le sue straordinarie abilità fisiche, si sarebbe lamentato più volte nel corso del suo breve soggiorno a Puerto Vallarta. Altre versioni suggeriscono una scelta di natura pratica, dal momento che la statura di Van Damme era ben al di sotto di quella del resto del cast. Un villain "piccolo" non sarebbe stato certo credibile e, di certo, non aiutò il costume rosso ideato inizialmente, che faceva somigliare l'attore di Double Impact ad un maxi topo con la testa di uno scarafaggio (il costume originale incassò una bocciatura da parte dei vertici di 20th Century Fox).

Il design originale del Predator (la tuta rossa al centro)HDJoel Hynek/THR

La motivazione più eclatante dell'allontanamento di Van Damme - nascosta dietro il paravento delle divergenze creative venutesi a creare tra l'attore e il produttore Joel Silver - viene però svelata dal supervisore degli effetti speciali Joel Hynek:

Ero nella roulotte di Joel Silver, ed arrivò Jean-Claude. Joel disse: 'Devi smetterla di fare quelle mosse di kickboxing' - perché [Jean-Claude] nelle scene si muoveva come un atleta sul ring - e Joel rincarò la dose: 'Guarda, il Predator non è un kickboxer'. E Van Damme replicò: 'Devo farlo; è così che vedo il Predator'. E Joel si infuriò: 'Beh, sei licenziato. Fuori di qui!'. E Van Damme a quel punto sibilò: 'Baciami le palle!' e se ne andò.

Dopo la cacciata dal set di Van Damme, la produzione si fermò. Schwarzenegger suggerì di rivolgersi per il nuovo design del Predator a Stan Winston, il mago degli effetti speciali che aveva curato in precedenza Terminator (e che qualche anno dopo sarà una delle pedine fondamentali nella riuscita di Jurassic Park).

Winston, nella realizzazione dei bozzetti, si ispirò ad un dipinto di un guerriero rastafariano con l'aggiunta - dietro suggerimento del regista James Cameron (i due volarono assieme in Giappone per un dibattito su Aliens - Scontro finale) - delle mandibole sporgenti. Il risultato fu sorprendente, con il killer alieno divenuto nel tempo una vera e propria icona del male.

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