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Non tornare indietro, recensione del romanzo di Sophie Hannah

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Sophie Hannah torna con un nuovo thriller psicologico che rende protagonista la menzogna.

Copertina di non tornare indietro

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Se la vostra vita fosse fatta di bugie, riuscireste a smettere di mentire? Nicki è una ragazza come tante: una mamma casalinga che stravede per i suoi due bambini, ha un marito ordinario che lavora nel settore informatico e una vita colmata dalle tipiche peripezie materne.

Ciò che distingue Nicki dalle altre mamme di periferia è il suo segreto. Nicki ne ha tanti, di segreti. Così tanti che bisognerebbe numerarli per poterseli ricordare tutti. Ma il suo è quel genere di segreto che, a causa della sua grandezza, ben presto finisce per contaminare chiunque le orbiti attorno. Ed è così che il suo segreto si trasforma improvvisamente in un caso d’omicidio.

Non tornare indietro è il nuovo thriller di Sophie Hannah, la scrittrice americana del romanzo Non è mia figlia con cui debuttò nell’editoria dei thriller psicologici. Quest’anno Garzanti Editore ha voluto proporre un altro suo romanzo sul mercato, rendendo protagonista una donna affetta da una patologica pericolosa: la bugia.

Copertina del nuovo thriller di Sophie Hannah
Non tornare indietro, il nuovo thriller di Sophie Hannah

Non tornare indietro: la trama del thriller

Spilling è una cittadina di periferia la cui monotonia viene intaccata da un omicidio. L’opinionista più celebre del Daily Herald, Damon Blundy, è stato trovato assassinato in casa propria, e se la notizia non appare sconvolgere chi conosce il giornalista, sortisce la reazione opposta nel corpo di polizia.

Questo assassino ci tiene a dimostrare che l’esperto è lui. […] Si vanta. Lui sa tutto, noi non sappiamo niente.

La scena del delitto sembra essere stata appositamente ricostruita per l’omicidio: l’uomo è stato trovato legato alla sedia, la bocca tappata dal nastro biadesivo con su appiccicato un coltello dalla lama affilata. Eppure la causa della morte di Damon Blundy non è scaturita dalla pugnalata: è morto per soffocamento. Ed è proprio grazie a questa bislacca performance dell’omicidio che si mette in moto il meccanismo di questo romanzo.

Chi sono i protagonisti di Non tornare indietro?

I misteri. Sophie Hannah è una scrittrice che ha voluto confezionare il romanzo come una grande matrioska russa. Partendo dall’omicidio di Damon Blundy, da identificare come la mamma matrioska, la trama s’inspessisce dal primo istante di minuziosi dettagli sospetti che trascinano il lettore in un turbine di domande alle quali troverà risposta soltanto munendosi della giusta pazienza che serve per leggere un thriller.

Chissà se è possibile essere al tempo stesso una buona madre e una donna cattiva.

La prima grande incognita è Nicki Clements. Quella che appare la protagonista del romanzo, poiché il suo punto di vista viene espressamente sottolineato dall’utilizzo della narrazione in prima persona, in realtà potrebbe essere interpretata meglio come la chiave di lettura dell’omicidio.

Nicki è una donna complessa. Nell’armadio nasconde tantissimi scheletri, e la cosa peggiore è che lo fa apertamente alla luce del giorno. Nonostante sia sposata e abbia due figli, l’impulso di mentire è più forte. Nicki viene descritta come una donna dal passato oscuro e le cause di ciò appaiono piuttosto ovvie, tanto che l’indice accusatore mira direttamente verso il contesto familiare.

Questo è l’aspetto della menzogna che si dimentica spesso: chi inganna non lo fa soltanto a proprio beneficio. Spesso mente anche per fare contenti gli altri.

Nonostante il basico cliché della famiglia controversa, durante la narrazione quella di Nicki appare una famiglia fuori dall’ordinario, le cui motivazioni portano ben presto il lettore a schierarsi dalla parte di Nicki, pur sapendo che ciò che lei fa è sbagliato.

A causa delle sue menzogne, Nicki viene additata come potenziale sospettata dell’omicidio. Ciò che poco convince i detective è la negazione della donna. Non ha mai conosciuto Damon Blundy, perché avrebbe dovuto ucciderlo? La verità si cela sotto gli spessi strati di menzogna che Nicki ha costruito attorno alla propria coscienza. A furia di mentire, quelle bugie sono diventate l’unica realtà che conosce.

I poliziotti sono addestrati a fiutare la colpa ma non a distinguere una colpa da un’altra.

La polizia è il basico eroe dei thriller. I detective, affiancati dall’intera troupe della centrale, sono coloro che dovranno dare volto alla giustizia. Il problema dei detective è che talvolta possono mal interpretare il proprio ruolo e da paladini della giustizia diventano improvvisamente protagonisti universali della vicenda.

Simon Waterhouse è uno di questi. Preciso, analitico e all’apparenza arido di sentimenti, Simon è il tipico detective che deve arrivare per primo alla soluzione. L’unica persona che sembra sortire qualche effetto sulla sua corazza d’acciaio è la moglie, Charlie, anch’ella membro della polizia. I bagagli di tormento che si trascinano dietro questi due personaggi sono stati poco esplorati dalla penna dell’autrice, che ha preferito rendere Nicki il centro d’interesse maggiore. Lo sguardo esterno della polizia porta il lettore a confrontarsi con gli innumerevoli sospettati del caso che scoperchiano rapidamente le piccole matrioske dal loro involucro di legno.

Non tornare indietro è un romanzo ben orchestrato, ricco di spunti e a tratti fuorviante. Ciò che crediamo di aver compreso in realtà risulta essere un fuori pista ed è ciò che rende un thriller ben fatto. Dietro gli alibi, i ragionamenti e i pentimenti dei potenziali sospettati, si è andato a dipingere il quadro di Damon Blundy: un uomo dalla lingua tagliente con tanti, forse troppi nemici di cui neppure si è mai curato.

Chi è la vittima, Damon Blundy?

In realtà Damon Blundy è quella che potremmo reputare la vittima collaterale dell’omicidio. Per quanto possa apparire paradossale, tramite la penna dell’autrice, è possibile soffermarsi su tutto ciò che Damon Blundy ha tolto a chiunque si fosse imbattuto nella sua vita: i politici malfamati, i giocatori dopati, gli autori di romanzi mediocri, le ex mogli difettate.

Damon Blundy è il classico personaggio che fa terra bruciata attorno a sé e che chiunque vorrebbe vedere morto (o che non si dispiacerebbe, se lo fosse). La scelta di un personaggio di spicco sociale come Damon Blundy ha permesso all’autrice di spaziare su diversi campi e analizzare perché qualcuno avrebbe voluto uccidere un uomo che si guadagnava da vivere grazie alla cattiveria delle sue parole. Ma quale tra tutte quelle tante cattiverie gli è stata fatale?

Non tornare indietro è una riflessione su quanto le bugie che ci raccontiamo possano prendere il sopravvento e diventare la nostra quotidiana realtà. Il romanzo sfrutta l’ambiente schivo di periferia per soffermarsi sui meccanismi contorti dell’animo umano. Talvolta chi mente lo fa per proteggersi, o per proteggere qualcun altro.

Nicki ha mentito per tutta la vita ed è a causa di quelle bugie che non può fare affidamento su nessuno. Perché nessuno la conosce per davvero ed è una gabbia che si è costruita da sola. Talvolta sfuggire da una situazione senza combattere potrebbe soltanto condurre ad un’altra prigione. Ed è ciò che accade a Nicki.

Vorrebbe comportarsi bene, per amore degli altri. Ma cos’è che vorrebbe davvero, per se stessa?

La denuncia sociale di Sophie Hannah

Non tornare indietro è un romanzo analitico che rende i sospetti palpabili. Tramite la penna dell’autrice, il lettore avverte la necessità di riflettere su quanto riusciamo a ferirci soltanto perché affrontiamo qualcosa in modo superficiale, partendo probabilmente dalla comunicazione odierna: quella dei social, è una comunicazione aggressiva, perché nella brevità bisogna mirare al concetto e tutti i convenevoli che solitamente avremmo usato per addolcire la pillola, scompaiono lasciando il posto alla cruda e scottante (pseudo) realtà.

E forse è questo il vero messaggio del romanzo di Sophie Hannah: soltanto perché è scritto su Facebook, Twitter o quant'altro, deve essere vero? E se ci fosse di più, dietro quella patina superficiale racchiusa in 140 caratteri? Cosa si nasconde realmente nelle vite degli altri? Quello che è pubblico coincide con quello che è privato?

La protagonista di Non tornare indietro è la bugia e Sophie Hannah inevitabilmente pone tra le righe una domanda: sapremmo vivere, senza menzogne?

 

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