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Blade Runner 2049 ci dirà se Rick Deckard è un replicante

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Blade Runner 2049 svelerà uno dei misteri del film di Ridley Scott del 1982: la natura umana o meno del Rick Deckard di Harrison Ford.

Harrison Ford è Rick Deckard in una scena di Blade Runner

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"I replicanti sono come ogni altra macchina". Rick Deckard, cacciatore di taglie del futuro, esprimeva tutto il proprio cinismo nel cult di fantascienza del 1982, Blade Runner. 35 anni dopo, il personaggio di Harrison Ford tornerà in Blade Runner 2049, sequel diretto da Denis Villenueve (Arrival; Sicario).

L'originale di Ridley Scott, dopo un fiasco al botteghino, è stato ampiamente rivalutato da critica e pubblico, conquistando negli anni lo status di capolavoro sci-fi. A ciò ha contribuito l'aver adottato la formula del noir in bianco e nero proiettandola nella Los Angeles del futuro.

Ciò che ha reso affascinante un film come Blade Runner è (anche) il fatto che si tratti di un'opera che lascia aperti diversi interrogativi, su tutti la questione della natura umana o artificiale del protagonista impersonato dall'attore di Indiana Jones.

Blade Runner 2049 soddisferà la sete di conoscenza dei fan della pellicola di Scott, sospesa tra indizi disseminati qua e là e un prisma di finali alternativi. Rachel, l'androide impersonata da Sean Young, avrà davvero avuto una durata di "vita" superiore ai 4 anni, ovvero quella prevista per i replicanti della serie Nexus 6? E chissà che non sia "speciale" - come affermato da Tyrell nel film - anche il cacciatore di androidi Rick Deckard.

Nel finale della versione "Director's cut" del '92 osserviamo infatti il personaggio di Ford introdursi nel proprio appartamento in cerca di Rachel. Prima che scorrano i titoli di coda sull'ascensore in chiusura con i due fuggiaschi, è possibile notare Deckard che si china a raccogliere un origami raffigurante un unicorno, l'animale al centro dei sogni del protagonista. L'origami, realizzato da Gaff (Edward James Olmos), indicherebbe che i sogni di Deckard siano in realtà delle memorie pre-impiantate, così come accaduto con i ricordi infantili della stessa Rachel smascherati da Deckard.

Ridley Scott, nel corso di un'intervista con quelli di IGN, ha chiarito la propria posizione circa la natura di replicante (o meno) di Deckard. Il regista dell'originale, ora in veste di produttore esecutivo di Blade Runner 2049, si è così espresso al riguardo:

È sempre stata la mia idea, quella che Deckard fosse in realtà un replicante. Non ricordo se Fancher (co-sceneggiatore del film) fosse d'accordo o meno, ma qualcuno disse: "Non è troppo banale?". A quel punto io risposi: "Sono il regista, decido io!". Sai, all'epoca non ero un novellino. Avevo alle spalle numerosi spot pubblicitari, avevo girato I duellanti e Alien e quindi ho avuto l'ultima parola. Non credo che ad Harrison importasse sapere la natura del suo personaggio, ma io gli dissi: "È così che deve essere, altrimenti perché Gaff dissemina origami per tutto il film e nel finale ne lascia uno di fronte al tuo appartamento? È il suo modo per farti sapere che è stato qui, l'ha lasciata in vita e sa quali sono i tuoi sogni più segreti".

Blade Runner 2049 (la pellicola si legherà in futuro all'universo di Alien?) farà il suo esordio nei cinema italiani a partire dal 5 ottobre 2017. Nel cast, oltre al ritorno di Ford, anche i sex symbol Ryan Gosling e Jared Leto.

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