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Codice Criminale, la recensione del film con Michael Fassbender

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Arriva al cinema Codice Criminale, dramma con protagonisti Michael Fassbender e Brendan Gleeson. La colonna sonora è dei Chemical Brothers.

Michael Fassbender in una scena di Codice Criminale

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L'incipit di Codice Criminale ci proietta nel bel mezzo di una caccia al coniglio. A rincorrere l'animale in fuga è un bambino - Ty (la sorpresa Georgie Smith) - alla guida di un auto lanciata a folle velocità per i campi. Dentro l'abitacolo siedono diversi adulti, tra cui il padre del piccolo, Chad Cutler (Michael Fassbender).

Fin dalle prime battute, il film diretto dall'esordiente Adam Smith - già regista per i live show dei Chemical Brothers - sembra essere avviluppato in atmosfere surreali, se non fosse che la realtà a cui fa riferimento, quella dei nomadi anglosassoni del Gloucestershire, è un cumulo di equilibri e logiche nonsense comprensibili solo dalla comunità errante.

Padri & Figli

Codice Criminale è un film sull'ineluttabilità del destino, a cui il protagonista Chad va incontro pilotando auto come un veterano del rally, compiendo rapine e cercando - senza troppa convinzione - un futuro diverso per i propri figli. Il peso di una tradizione familiare ingombrante aleggia per tutta la durata del film e ha il volto segnato e la corporatura possente del Colby di Brendan Gleeson, padre padrone dal curriculum criminale con una visione della vita fuori tempo massimo, affidata a frottole medioevali ("La Terra è piatta"; "I bambini non dovrebbero andare a scuola").

I Cutler bivaccano in sgangherate roulotte, compiendo piccoli crimini e assumendo atteggiamenti a dir poco bizzarri. La pellicola di Smith, seppur attraversata da momenti ironici e leggeri, tenta di decifrare sentimenti puri, quelli che Chad nutre per moglie e figli. Pur senza un vero e proprio plot twist, le dinamiche relazionali prevalgono sul resto, senza che la pellicola sconti per questo un rallentamento nel ritmo.

Sarebbe stato interessante assistere ad uno scontro generazionale e consanguineo tra il capofamiglia ottuso e il primogenito con velleità borghesi. Invece, Codice Criminale  si limita ad uno svolgimento ordinario, seppure godibile, dei fatti. Se però l'andamento convenzionale del film stride con l'anarchia che guida i protagonisti delle vicende, ciò non toglie che la dimensione umana della narrazione cattura l'attenzione del pubblico, via via sempre più interessato a conoscere il destino dei protagonisti.

Codice Criminale offre quindi allo spettatore una buona dose di action - gli inseguimenti rocamboleschi sono ben confezionati - e dialoghi intensi, capaci di emozionare. Chad, più che lo zingaro Brad Pitt di The Snatch, ricorda due personaggi di stampo tragico, curiosamente impersonati da Ryan Gosling: l'autista no-name di Drive e lo scavezzacollo Luke Glanton di Come un tuono. Fassbender è quasi la crasi perfetta dei due ruoli di Gosling (a cui andrebbe aggiunto anche il Carlito Brigante di Al Pacino), seppur senza muoversi nei drammatici paraggi delle pellicole citate. L'attore di Shame, dal canto suo, duetta egregiamente con Gleeson e con l'ottimo Sean Harris (Mission Impossible: Rogue Nation).

Nonostante un titolo italiano ingannevole - l'originale è Trespass Against Us - Codice Criminale è una storia intima, toccante, raccontata con piglio pratico dall'esordiente Smith. Con un Fassbender che, tanto è il fascino che emana, convincerebbe ogni donna a vivere in una roulotte.

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