Tutto quello che non ricordo, la recensione di un romanzo dedicato alla vita

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Tutto quello che non ricordo è l'ultimo romanzo del narratore e drammaturgo svedese Jonas Hassen Khemiri. Il libro è tra i 5 finalisti che concorreranno per aggiudicarsi l'ambito Premio Strega Europeo 2017. Ecco la nostra recensione al paradossale libro!

Particolare della copertina de Tutto quello che non ricordo

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Tutto quello che non ricordo (2017) è l'ultimo romanzo di Jonas Hassen Khemiri, noto narratore e drammaturgo svedese.

Il romanzo ha riscosso un grande successo tra i critici letterari e gli esperti del settore, tanto da rientrare nella rosa dei 5 finalisti candidati al prossimo Premio Strega Europeo 2017. A contendersi l'ambito premio letterario, insieme a Jonas Hassen Khemiri, ci sono Bussola di Mathias Enard, Voci del verbo andare di Jenny Erpenbeck, Satantango di László Krasznahorkai e L'una e l'altra di Ali Smith. Il Premio Strega Europeo è nato nel 2014 con l'intento di diffondere le voci più interessanti del panorama letterario europeo contemporaneo. Per sapere chi vincerà bisognerà aspettare il giorno della proclamazione del vincitore del festival, che si terrà a Roma il prossimo 5 luglio.

Le pagine di Tutto quello che non ricordo catapultano il lettore all'interno di una narrazione composta da più voci: ciascuno dei protagonisti narra e ricorda lo stesso avvenimento o la stessa persona, descrivendoli in modo diverso. Il punto di vista differente non scaturisce da un voler nascondere la verità, ma semplicemente dalla soggettività interpretativa e mutevole rispetto a taluni eventi.

Quante volte, ad esempio, vi è capitato di ritrovarvi insieme ad alcuni amici e ricordare una storia vissuta insieme? Quante sensazioni e dettagli differenti sono emersi da ogni singolo racconto? Quante verità opposte sono state decodificate all'interno di un singolo ed identico episodio?

Jonas Hassen Khemiri, attraverso le pagine del suo romanzo, mostra proprio come la verità riesca ad indossare vari volti senza mentire: non esiste una verità oggettiva. L'essere umano ha una capacità interpretativa del mondo che non è universale: ciascuno guarda e si spiega il mondo attraverso i propri occhi e in base alle proprie esperienze. La capacità di un singolo individuo consiste nel notare dei dettagli differenti e nel dare importanza ad un gesto rispetto ad un altro: sono questi gli elementi che rendono speciale e relativo ciascun micromondo individuale.

Ognuno si porta dentro i propri lutti, i propri dolori, le proprie vergogne.

Tutto quello che non ricordo è incentrato sull'amicizia, sull'amore e soprattutto sul tempo e sul bisogno universale che abbiamo di ricordare ed essere ricordati, aggrappandoci alle parole ed ai dettagli: è un libro dedicato alla vita.

La copertina del romanzo Tutto quello che non ricordoCopyright Iperborea Edizioni

Tutto quello che non ricordo: la trama

Tutto quello che non ricordo è ambientato tra Stoccolma e Berlino, due città e fulcri culturali completamente opposti.

I protagonisti del romanzo sono giovani adulti che hanno voglia di evadere e rendere il mondo migliore, ciascuno a suo modo. C'è chi decide di lasciare Stoccolma perché trova esasperanti e pesanti il grigiore e la staticità della città e chi, invece, decide di rimanere e adeguarsi, cercando di migliorare alcuni aspetti per come può. Samuel, la Pantera e Vandad sono legati da una forte amicizia, pur essendo molto diversi. Samuel e la Pantera si conoscono dai tempi della scuola superiore.

Terminata la maturità, Samuel si iscrive alla facoltà di Scienze Politiche mentre la Pantera, dalle velleità più artistiche, preferisce L'Accademia delle Belle Arti. Per qualche anno, i due si perdono di vista ma poi tutto torna come prima.

Vandad, invece, è entrato nel gruppo molto tempo dopo. I ragazzi sono molto affiatati ed uniti, tanto che Samuel e Vandad decidono di prendere un appartamento insieme e diventare coinquilini. La Pantera ha voglia di cambiare aria e va a vivere a Berlino, per cercare di trovare la sua strada artistica in una città che pensa possa offrirle molto più di Stoccolma.

Un giorno a Vandad e alla Pantera giunge una notizia tremenda: Samuel è morto in un incidente stradale in cui la sua macchina è uscita fuori strada, schiantandosi contro un albero. Nella mente dei genitori di Samuel, dei suoi amici e di tutti i suoi conoscenti affiorano insistenti domande. Samuel ha avuto un incidente o ha deciso di suicidarsi? Durante l'incidente correva? Ha avuto un colpo di sonno? Come ha fatto a morire così? L'unico in grado di poter risolvere questi dilemmi è Samuel che, purtroppo, non c'è più.

Uno scrittore e noto giornalista televisivo decide di scrivere un libro su questa vicenda, ricostruendo tutto ciò che è accaduto l'ultimo tragico giorno della morte. Per poterlo fare, però, ha bisogno di conoscere meglio Samuel, entrando in contatto con tutti quelli che lo conoscevano.

Dai vari racconti, fatti dagli amici e dai familiari, fuoriescono interpretazioni e descrizioni differenti. La madre di Samuel lo descrive così:

Non userei la parola misterioso per descriverlo. Tutti abbiamo i nostri segreti, no? Nessuno racconta ogni cosa agli altri, o sbaglio? Piuttosto lo descriverei come una persona curiosa. Entusiasta. E forse un po' irrequieta.

La Pantera, invece, racconta al giornalista che Samuel aveva una fobia ed era un discorso ricorrente tra i due: lui era ossessionato dalla paura di perdere la memoria.

Prendeva appunti su un block-notes per non scordare le sue esperienze. Andava in paranoia perché non ricordava mai una faccia. Nella primavera del 2007 iniziò il Programma di Memoria a Fasi. Non te l'ha raccontato nessuno? Era un'idea completamente folle.

Tra le persone importanti per Samuel ci sono anche Laide, la sua ex, che lo ha mollato all'improvviso e la nonna anziana di Samuel, a cui il ragazzo era molto affezionato, che soffre di momentanee perdite di memoria. Sarà per questo che Samuel era così ossessionato dalla paura di non ricordare più nulla?

Jonas Hassen Khemiri si sofferma, in varie pagine, nel descrivere il rapporto d'amore tra Laide e Samuel: è interessante notare la percezione completamente diversa che che entrambi si costruiscono nei confronti dell'altro. Questo differente modo di percepirsi e d'interpretare le azioni l'una dell'altro, portano entrambi ad allontanarsi e a non capirsi pienamente.

Questi meccanismi appartengono a tutti noi perché è l'interpretazione singola che conduce alla costruzione e all'idea di una persona diversa da ciò che siamo noi. Il decodificare secondo le proprie impressioni e secondo il nostro singolare codice interpretativo della realtà, spesso porta anche ad autoingannarci su noi stessi. Chi siamo veramente? Quanti modi esistono per poterci interpretare? Secondo lo scrittore sono tanti come gli occhi di ciascuno che ci scruta e che incontriamo.

Lo scrittore svedese Jonas Hassen Khemiri durante un eventoHDCopyright Getty

Jonas Hassen Khemiri: curiosità e temi ricorrenti nelle sue opere

Jonas Hassen Khemiri è nato a Stoccolma ed ha origini miste: per metà è svedese e per l'altra tunisino. Questo aspetto è molto rilevante all'interno delle sue opere e di Tutto quello che non ricordo. L'emigrazione e la comunicazione sono elementi ricorrenti e autobiografici dello scrittore. Sin da piccolo, Jonas Hassen Khemiri ha vissuto in un quartiere centrale di Södermalm, che lo ha portato a percepire il suo essere diverso all'interno del contesto sociale in cui viveva.

Il tema dell'integrazione e dell'identità diventano l'argomento del suo primo romanzo Un occhio rosso (2003), che è diventato un vero e proprio caso letterario. Questo romanzo, oltre ad essere pieno di spunti autobiografici, è scritto interamente nello "svedese degli immigrati", uno svedese composto da varie imperfezioni linguistiche e contaminazioni di arabo, spagnolo e turco. Questa variante di svedese nel tempo è diventata il gergo dei giovani che, pur sapendosi esprimere in svedese corretto, decidono di utilizzarlo per manifestare il senso di estraneità che provano all'interno della società in cui vivono.

La copertina del romanzo Una tigre molto speciale (Montecore) di Jonas Hassen KhemiriCopyright Guanda Edizioni

Nel 2006 Jonas Hassen Khemiri pubblica un secondo romanzo ,che viene tradotto in Italia nel 2009 con il titolo di Una tigre molto speciale (Montecore). I temi portanti di questa seconda opera letteraria sono la lingua come strumento di potere, lo scontro sociale e l'ipocrisia che spesso si cela dietro le società multietniche. Il 2006 per lo scrittore è un anno importante per la sua carriera perché debutta anche come scrittore teatrale con la pièce Invasion!. 

Nel 2015 ritorna con il romanzo Tutto quello che non ricordo e si aggiudica The August Prize (premio letterario annuale svedese dedicato alla letteratura), diventando uno degli autori più letti dell'anno, fino a rientrare tra i 5 finalisti del Premio Strega Europeo.

Per scoprire se Jonas Hassen Khemiri vincerà anche il premio nostrano non possiamo far altro che attendere il responso della giuria.

Buona lettura ed attesa!

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