FOX  

Pitch, la recensione dei primi due episodi

di -

Ginny Baker non sarà mai veloce, forte o potente come un uomo. Per questo, deve allenarsi di più. Per questo, ha un lancio speciale. E per questo, ha tutto il pubblico dalla sua parte. Ecco i primi due episodi di Pitch.

27 condivisioni 4 commenti 5 stelle

Share

L'attuale record per il lanco più veloce mai effettuato da una donna è di 69 miglia all'ora. La media dei lanci nella Major League è di 90.9 miglia orarie.

Ciononostante, Ginny Baker (Kylie Bunbury) ha un'occasione unica. L'occasione di fare la storia.

Pitch inizia così: con l'inquadratura di una splendida ragazza. Potrebbe essere un’attrice, o una modella. Invece è una sportiva. Non una qualsiasi: la prima donna a entrare nella Major League

L’idolo delle ragazzine d’America, il simbolo di una rivoluzione.

La prova tangibile che le donne possono raggiungere il livello degli uomini, se non superarlo. Non per forza o per velocità. Non per potenza o per resistenza. Ma per talento.

Il talento di una bambina che voleva giocare a baseball, cosa che suo fratello invece non voleva fare. Un talento naturale, come capita a molti sportivi professionisti.

Pitch ha il vantaggio di tutti i film dedicati allo sport: ti danno la carica. Ti ispirano. Ti fanno credere che volere è potere, che quando ci credi davvero puoi farcela. E chiunque abbia seguito lo sport, uno qualsiasi, lo sa bene.

Al suo esordio con i San Diego Padres, la squadra che le ha offerto l'occasione, Ginny è accompagnata dal suo agente, Amelia Slater (Ali Larter). Un'altra donna determinata, bellissima e talentuosa. Capace di farsi strada in un mondo di uomini e per uomini.

Sulla maglia di Ginny c'è il numero 43: il numero progressivo al 42, quello di Jackie Robinson, il primo giocatore afroamericano a entrare nella MLB (la Major League di Baseball).

Jackie Robinson giocava nella squadra dei Dodgers ed è solo uno dei tanti riferimenti alla realtà che gli autori di Pitch si sono preoccupati di inserire nella serie.

Pitch: una scena dell'episodio pilota

Ginny ha il pubblico dalla sua parte, gran parte della squadra e i dirigenti contro (pensano sia solo una trovata pubblicitaria, che in effetti funziona). Ha un vecchio amico fra i San Diego Padres e un capitano, Mark Lawson (uno straordinario Mark-Paul Gosselaar) che sembra essere una persona intelligente.

Il fatto che gli abiti di Ginny siano tutti marchiati da una grande azienda sportiva, rende il tutto più verosimile. Così come i giornalisti di Fox Sports che commentano le partite. E tutti gli altri personaggi reali (a cominciare da Jimmy Kimmel).

La cosa intelligente dell'episodio pilota è che - attenzione mediatica a parte - l'ingresso di Ginny nella MLB è come quello di qualunque altro giocatore: un’emozione vera. Solo che qui abbiamo il punto di vista di una donna, una ragazza il cui padre ha sempre lavorato perché fosse accettata in uno sport per uomini.

Regalandole un tiro speciale come lasciapassare per un mondo in cui forza e velocità non saranno mai abbastanza, il padre di Ginny ha fatto il miracolo.

Ci sta, il lancio speciale. Così come ci stanno l’emozione, la pressione e tutti gli errori dell’esordio. Non ci si poteva aspettare altro. Nemmeno dalla figlia di un uomo disposto a tutto pur di renderla una campionessa. A tutto, forse a troppo.

Così come ci sta - film e serie sportive insegnano - che alla seconda prova le cose vadano diversamente

E poi il colpo di scena finale. Quel padre che non c’è più e che diventa la voce interiore che ti fa andare avanti. Anche quando sembra che non ci sia modo di farcela.

Ginny ascolta i consigli di Mark sul campo

C’è tanto, in questa serie: gli atleti che sanno di essere ormai troppo vecchi - a soli 36 anni! - e devono prendere decisioni importanti.

I giornalisti che sfruttano gli scandali per fare carriera. Gli allenatori che vengono giudicati “inadatti” per stare al passo coi tempi (dei social). Matrimoni messi a dura prova dalla celebrità e celebri conduttori che fano il loro lavoro: mettono a dura prova i rapporti di una sportiva col resto della squadra.

Una squadra dentro e attorno alla quale ruotano moltissime persone. Molte vite. Molti segreti, molto dolore, molte ambizioni.

Molte citazioni (soprattutto dal film Jerry Maguire). E molte, davvero molte speranze.

Share

Vota

Commenta

Con il tuo consenso, questo sito internet utilizza cookies di terze parti per migliorare la tua esperienza. Puoi conoscere di più sul nostro utilizzo dei cookies e su come modificare le impostazioni nella nostra Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all'utilizzo dei cookies.