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I 10 anni di Mad Men: omaggio a una Serie TV che ha fatto la storia

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Rivisitare la storia, legandola ai destini di un vasto panorama di personaggi e costringendoci a chiederci come abbiano fatto, loro, a diventare noi: ecco la grandezza di Mad Men, la serie pluripremiata che ha compiuto 10 anni.

Il cast di Mad Men in bianco e nero

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10 anni. 7 stagioni. 92 episodi. 16 Emmy Awards e 5 Golden Globes.

Milioni di appassionati sparsi per tutto il mondo.

I Mad Men, gli uomini di Madison Avenue che ci raccontano gli anni ’60 dell’America, della pubblicità, dell’emancipazione e dei cambiamenti, hanno compiuto 10 anni.

Il primo episodio andò in onda su AMC, il network che ci avrebbe regalato The Walking Dead, Breaking Bad, e tanti altri successi, il 19 luglio del 2007.

Etichette sbagliate

Fin dalla sua prima apparizione in TV, per via della cura destinata alla ricostruzione storica e per i vari livelli di lettura inseriti nella narrazione - che si legavano a riflessioni sulla società di allora e su quella di oggi - la serie di Matthew Weiner (già sceneggiatore de I Soprano) era stata etichettata come una “serie da critici”.

Una serie per pochi eletti, insomma, che ne avrebbero apprezzato la qualità. Mentre il resto dei telespettatori, quelli alla ricerca dell’intrattenimento, l’avrebbero trovata noiosa. Perché non l’avrebbero capita. Non del tutto.

Ebbene, i numeri hanno dimostrato il contrario. A conferma di come, ormai, sceneggiature di alto livello, regia, fotografia e montaggio di chiara impronta cinematografica, oltre a interpretazioni magistrali siano il pane quotidiano del pubblico televisivo. Quello che all’epoca del debutto di Mad Men i critici consideravano, a torto, “di bocca buona”.

La storia di Don Draper (Jon Hamm) e dei suoi colleghi ha mostrato ai critici che il pubblico non ha pregiudizi: la qualità e un ritmo narrativo che non viene intervallato da scene d’azione ogni 10 minuti non sono una ragione sufficiente a farci cambiare canale.

Uso il “noi” perché nel pubblico televisivo di sono anch’io. Sono un critico con una formazione specialistica, ma sono prima di tutto un telespettatore.

E da telespettatore, prima ancora che da critico, difficilmente dimenticherò quell’episodio pilota.

Lo stile Mad Men

Difficilmente dimenticherò l’impegno richiesto, la sfida a colmare - almeno temporaneamente - i vuoti fra il finale di una stagione e l’inizio di quella precedente. Con l’esplicita richiesta di confrontare ciò che abbiamo immaginato (dialoghi, azioni, pensieri dei personaggi) con la realtà che ci aspetta nei nuovi apisodi.

Difficilmente dimenticherò l’episodio dedicato al maledetto 22 novembre 1963, il giorno che cambiò la storia degli Stati Uniti e del mondo intero con l’assassinio di John Fitzgerald Kennedy.

Difficilmente dimenticherò come quello - e molti altri momenti storici - riescono a fondersi con le vite dei personaggi, facendoci rivivere la storia senza lasciare che le nostre guide in quella rivisitazione, i personaggi, passino mai in secondo piano.

Questo è lo stile di Mad Men: rileggere il passato per spiegarci il presente e il futuro.

Uno stile che ha lasciato il segno sul piccolo schermo ma anche al di fuori dei suoi confini, contribuendo a riportare in auge gli anni ’50 e ’60 nella moda, nell’arredamento, nel design.

Addio, cliché

Il cliché delle “serie da critici”, in questi anni, è stato smontato pezzo dopo pezzo. Anche grazie a Mad Men.

La sceneggiatura complessa, la scelta di seguire il destino di vari personaggi - alternando in modo non prevedibile il tempo a loro dedicato in ciascun episodio - e la volontà di raccontarci come e perché gli uomini e le donne di Madison Avenue si sono trasformati in noi, ha premiato gli autori.

Comprensibile, visto il panorama umano - come dimenticare le iconiche figure femminili della serie? - sottoposto al nostro sguardo.

Ma il vero punto di forza di Mad Men, oltre ai personaggi e alla qualità - intesa come cura di ogni singolo aspetto della messa in scena - è un altro.

Quello che da sempre e per sempre conquista il pubblico: la possibilità di riconoscere qualcosa di nostro nelle vicende narrate.

Un'immagine da Mad Men

In Mad Men ci sono la storia della pubblicità e del marketing, la storia dell’emancipazione femminile in un modo fatto da uomini e per uomini, la storia dei matrimoni tenuti insieme per le apparenze e la storia dell’amore vero, la storia delle scelte impossibili che uomini e donne - noi - devono fare ogni giorno all’interno di una vita che solo all’esterno pare ordinaria.

Il contributo dei fan al successo della serie è l’essenza stessa della serie: uno sguardo su noi stessi da una prospettiva diversa. Caratteristica comune a molte serie targate AMC, da The Walking Dead a Breaking Bad, The Killing e Better Call Saul. E caratteristica comune anche a molte fra le serie più amate e premiate di tutti i tempi.

A dimostrazione di come pubblico e critica siano perfettamente in grado di condividere la passione per la qualità.

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