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Homeland 6x06: la verità è la fuori

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Essere vicini alla verità porta Carrie a conseguenze disastrose, mentre il Presidente Eletto Keane evade dalla sua prigione per rialzare il popolo americano.

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Dopo l'elettrizzante episodio della scorsa settimana, Homeland ritorna su passi più lenti con Il Ritorno, sesto episodio della sesta stagione.
Tensione e colpi di scena non sono però mancati nella nuova avventura delle spie americane a New York.

La (pericolosa) verità è la fuori

Dopo qualche reticenza, l'agente Ray Conlin si getta nell'inquietante rete interconnessa che porta alla verità dell'attentato di New York. 
Ed è senza dubbio lui il grande protagonista di questo episodio. L'uomo, dopo qualche apparizione brusca e severa, ha finalmente rivelato un nuovo lato di sé. Perché, dopotutto, Carrie Mathison non è l'unica portatrice di giustizia e ricercatrice di verità
Purtroppo, quest'ultima non coincide sempre con la salvezza. Negli ultimi minuti dell'episodio Carrie è costretta a vedere un altro dei buoni – proprio quel Conlin che aveva cominciato a crederle – ucciso dal misterioso uomo che lei sta cercando. 

Carrie convince Conlin a collaborare con lei

Perché Homeland è così: ti strappa ogni briciola di speranza per consegnartene di nuove solo verso la fine. Sembrerebbe quasi che i giusti muoiano e solo i cattivi vadano avanti. Ma non esistono buoni o cattivi in Homeland, solo vincitori e perdenti. Vivi o morti.

Il dolore di una madre

Nel frattempo il Presidente Eletto Keane cerca di sfuggire alla sua prigione di vetro, sempre più sospetta. Il Secret Service, ad esempio, non sembra essere davvero al suo comando. Chi sta cercando di tenerla fuori? Sicuramente qualcuno che non vuole vedere attuati i piani della donna. Dopo lunghi discorsi, finalmente la Keane dimostra di essere intraprendente quanto incosciente e sceglie di evadere dalla sua cella personale per tornare dal suo staff e dal popolo americano. Sarà proprio il suo dialogo con la donna che la accompagna a New York ha rappresentare il vero fulcro dell'intero episodio. Il messaggio chiave, forse, di questa intera stagione. I soldati sono eroi o povere vittime? Si può essere entrambi? Probabilmente c'è molto di più.

Se c'è una cosa che so dei new yorkesi è che non ci spaventiamo facilmente. Ci uniamo nei momenti difficili. – Elizabeth Keane

Elizabeth Keane è più determinata che mai a governare gli Stati Uniti

Infine, marginale ma elemento-chiave come sempre, c'è la silenziosa caccia all'informazione di Saul Berenson, che porta l'uomo ad una scoperta che non sorprende noi più di tanto: Dar Adal non sta esattamente giocando dalla sua parte. Il rapport tra Saul e Dar Adal è certamente uno dei più complessi e intriganti della serie. Alleati e nemici ogni volta che se ne presenta l'occasione. Eppure i due non sono mai scesi in battaglia l'uno contro l'altro in modo diretto. Che sia arrivato il momento? Dall'espressione di Saul si direbbe proprio di si. 

Saul continua la sua ricerca della verità in incognito

Gli ultimi secondi ci lasciano dare uno sguardo anche a Peter Quinn, confuso dai farmaci della prigione psichiatrica e trascinato improvvisamente fuori dall'edificio in piena notte. Il peggio è temuto finché un volto familiare non saluta l'uomo. È arrivata la fedele amica (e amante) Astrid.

Cosa aspettarci dal prossimo episodio di Homeland? Forse un confronto tra Saul e Dar Adal?
Di sicuro, lunedì prossimo su FOX vedremo una Carrie più prudente e attenta a chi le sta intorno.

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