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I social all'attacco della nuova serie degli autori di Game of Thrones

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L'inverno sta arrivando per gli showrunner di Game of Thrones, che con la loro nuova serie TV, Confederate, sono finiti al centro di una gigantesca polemica esplosa sui social.

Gli autori di Game of Thrones alla premiere di New York

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La gogna mediatica è qualcosa con cui tutti devono fare i conti. E anche se sei lo showrunner di una delle serie TV di maggior successo degli ultimi anni, il popolo dei social network non ti concede neanche mezzo passo falso. Forse però quando a finire sotto la lente d'ingrandimento è qualcosa che ancora deve venire alla luce, probabilmente si sta davvero esagerando.

L'esempio più calzante dell'attuale stato delle cose ci arriva da Confederate, il nuovo show di casa HBO realizzato dagli autori di Game of Thrones, quindi non proprio degli sceneggiatori alle prime armi. La sinossi ufficiale di Confederate ce lo descrive come un dramma sulla schiavitù. Le vicende saranno ambientate dopo la guerra di secessione americana ma in una linea temporale alternativa, in cui gli Stati Confederati d'America hanno auto la meglio sull'Unione.

Di conseguenza, la schiavitù non è stata abolita e si è evoluta in un'istituzione moderna. È stata proprio questa scelta a mandare su tutte le furie April Reign, che ha voluto subito lanciare l'hashtag #NoConfederate, diventato nel giro di poche ore il primo topic su Twitter negli States e il secondo a livello mondiale. La stessa Reign, che era già stata la paladina della campagna "Oscars So White" di un paio di anni fa, non ha perso l'occasione per rimarcare il suo successo con un altro vittorioso cinguettio.

Dopo aver capito che "l'inverno stava arrivando", HBO è corsa immediatamente ai ripari e ha rilasciato una serie di dichiarazioni per cercare di diradare le nubi che iniziavano ad addensarsi all'orizzonte della sua nuova serie TV. In una nota ufficiale, ripresa da The Hollywood Reporter, il network prova a chiarire la sua posizione.

Nutriamo un grandissimo rispetto nei confronti del dialogo e della preoccupazione che è stata espressa riguardo a Confederate. Confidiamo nel fatto che gli sceneggiatori Nichelle Tramble Spellman, Dan Weiss, David Benioff e Malcolm Spellman tratteranno questi argomenti con tatto e sensibilità. Il progetto è ancora in fase embrionale e speriamo che il pubblico lo giudichi solo dopo che ci sarà qualcosa da vedere.

Il messaggio tra le righe è molto chiaro. Accettiamo le critiche ma non permetteremo assolutamente che una campagna mediatica boicotti preventivamente il nostro lavoro. Per rimarcare questa presa di posizione, è sceso in campo anche il presidente di HBO, Casey Bloys, che ha voluto esprimere la sua opinione.

Capiamo benissimo quanto sia importante fare tutto nel modo migliore con Confederate. Se ci riusciremo, ci sarà una reale opportunità per far progredire la discussione razziale in America. Se si riuscissero a paragonare fatti gravissimi che oggi vediamo nel nostro paese come la privazione del diritto di voto, le incarcerazioni di massa, la mancanza di accesso all'educazione pubblica e all'assistenza sanitaria a ciò che è accaduto nel nostro passato, sarebbe qualcosa di davvero importante che varrebbe la pena realizzare. I produttori riconoscono che questo lavoro abbia un grado di difficoltà davvero elevato. Ma è un rischio che vale la pena correre.

La bandiera sudista e gli sceneggiatori di Game of Thrones

E voi cosa ne pensate? Nella "battaglia" tra HBO e il movimento No Confederate da che parte vi schierate?

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