Sinner, il clone spudorato di Dark Souls che arriva dalla Cina

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Dark Souls ''rivive'' in Sinner: Sacrifice for Redemption, primo progetto dello studio cinese Darkstar Games. Il titolo ricorda davvero da vicino la saga di From Software.

Uno splendido artwork di Dark Souls

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È innegabile, nell'universo videoludico Dark Souls ha fatto scuola. 

La saga creata da Hidetaka Miyazaki da una costola di Demon's Souls è riuscita a miscelare alla perfezione i canoni dei giochi di ruolo occidentali con il gusto giapponese, elevandone level design, stile di combattimento e livello di difficoltà - puntato verso l'alto.

Dark Souls, di fatto, ha inventato un genere, generando come prevedibile tutta una serie di produzioni più o meno ispirate alla sua moderna tradizione. Pensiamo al recente The Surge, che ne riprende le meccaniche collocandole in un contesto sci-fi, o allo spettacolare Nioh, o ancora al promettente Code Vein, in uscita nel 2018 e votato ad un aspetto visivo vicinissimo a quello degli anime.

Ci sono poi quelli che, rimasti tanto affascinati dal figlio prediletto di Miyazaki, ne hanno emulato tutto. Persino la schermata di Game Over.

È il caso di Sinner: Sacrifice for Redemption, annunciato dallo studio cinese Darkstar Games nel corso del ChinaJoy 2017, ed indirizzato alle nostre PlayStation 4 e Xbox One e ai nostri PC. Sinner è un gioco di ruolo d'azione che tanto deve a Dark Souls, ne copia praticamente ogni aspetto.

Il video di gameplay proiettato nel corso della kermesse orientale parla chiaro, nel gioco incriminato possiamo assaporare tutte le animazioni tanto care ai fan di Dark Souls, la palette di colori, il combat system e il medesimo senso di sfida. Addirittura nessuno è riuscito ad abbattere il boss della demo, stuzzicandoci il lecito pensiero che si debba lavorare ancora sul bilanciamento.

I giocatori vestiranno i panni di Adam, un soldato caduto che ha intrapreso un viaggio per redimere la propria anima. Egli affronterà otto ripugnanti boss, sette dei quali rappresenteranno gli altrettanti vizi capitali. Per poter accedere allo scontro, il protagonista dovrà fare un sacrificio e abbassare di un livello una statistica. Ogni combattimento sarà più duro del precedente, costringendo i giocatori a calcolare le loro azioni in battaglia con l'aiuto di una serie di armi sbloccabili.

Insomma, Sinner è un Dark Souls pur portando un altro nome: secondo voi questo è un bene o un male per il settore del gaming?

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