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Dario Argento omaggia George Romero a Locarno 70

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Al Festival di Locarno il re italiano del genere horror Dario Argento ha omaggiato il papà degli zombie cinematografici George A. Romero, scomparso poche settimane fa.

Dario Argento sul red carpet di Locarno 60

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Il suo nome era già tra quelli dei grandi attesi a Locarno per celebrare i 70 anni del Festival elvetico, eppure la sua apparizione sul red carpet il 7 agosto 2017 ha sorpreso molti. Dopo essere stato rievocato con affetto dall'ospite d'onore dell'edizione numero 70, Adrien Brody (con lui girò il contestatissimo Giallo), il pubblico si aspettava di incontrare di persona il re del horror italiano a partire da ieri 8 agosto 2017, come presentatore d'onore della proiezione di Piazza Grande. Da cartellone ufficiale infatti era prevista una sua introduzione al film horror L'uomo Leopardo di Jacques Tourneur

Girato nel 1943 dal regista e dall'attore francese (che è protagonista di un'ampissima retrospettiva dedicatagli dal Festival), L'Uomo Leopardo è considerato un grande cult degli albori del genere d'orrore. Una pellicola così seminale per l'intero filone che Tourneur stesso non amava sentirsi definire un regista horror, non sentendosi legato a un genere allora quasi inesistente e ancora non codificato. Sarà di certo un classico da riscoprire per i migliaia di spettatori di Piazza Grande, che verranno guidati ai segreti della pellicola proprio da Dario Argento, una sorta di erede spirituale dello stesso Tourneur.

Il regista di Suspiria (di cui presto vedremo il remake) ha più volte ammesso di essere stato molto influenzato dalle atmosfere dei suoi film per la realizzazione delle proprie, in pellicole indimenticabili come L'uccello dalle Piume di Cristallo e Profondo Rosso. L'Uomo Leopardo è tra l'altro tratto dal romanzo L'Alibi Nero di Cornell Woolrich, un autore da cui il regista italiano dice di essere stato toccato sin da ragazzo. 

Dario Argento omaggia l'amico George Romero a Locarno 70 

Se non sorprende dunque la presenza di Dario Argento per omaggiare il grande maestro del cinema francese Tourneur a Locarno 70, non deve stupire nemmeno che il regista italiano abbia anticipato il suo arrivo di un giorno, per essere presente per un'altra proiezione di omaggio e ricordo: quella dedicata a La Notte del Morti Viventi.

Come è ben noto, Dario Argento prese parte in prima persona alla realizzazione del film, aiutando sia nel processo di sceneggiatura sia in quello di produzione, assistendo e sostenendo il collega e grande amico George Romero, conosciuto pochi mesi prima. All'indomani della sua morte, è stato proprio Argento a contattare i vertici del Festival di Locarno, suggerendo un omaggio all'amico e rendendosi disponibile ad essere presente in prima persona.

Davanti al pubblico di Locarno il regista italiano ricorda il giorno in cui conobbe Romero, che era rimasto folgorato dalla visione di L'Uccello dalle Piume di Cristallo e stava tentando di produrre quello che poi sarebbe diventato La Notte dei Morti Viventi, il film che diede i natali al genere zombie.

Durante il loro primo incontro, i due chiacchierarono a lungo di cinema e di attivismo politico. Accomunati dalla passione per l'horror e da una profondo legame umano, i due registi sapevano di essere cinematograficamente diversissimi, come ha ricordato Argento al pubblico: 

Avevamo due modi radicalmente diversi di fare cinema e credo fosse anche per questo motivo che eravamo così legati. Lui girava film molto politici, incentrati sulle emozioni più crude e intense, io invece mi sento più a mio agio con storie basate sull'emotività dell'anima. La Notte dei Morti Viventi per me è soprattutto un segno indelebile della nostra amicizia. Ricordo che quando venne da me e mi raccontò il film, gli dissi subito che gli avrebbe cambiato la vita, mentre lui era ancora molto abbattuto per l'accoglienza fredda che aveva ricevuto il suo precedente lavoro. 

Il regista italiano ricorda commosso il loro ultimo incontro, svoltosi a Londra. L'amico Romero stava lavorando a un nuovo progetto, ma era già visibilmente provato dalla malattia. Nei riguardi dell'horror contemporaneo, spesso Romero confidò all'amico il suo cruccio:

Era molto indispettito da come gli altri sfruttassero la sua idea di zombie al cinema, copiandone il concetto iniziale, il modo di camminare e di uccidere delle sue creature. Ultimamente era molto turbato dall'approdo degli zombie nella serialità televisiva e si lamentava spesso di come si fossero presi le sue idee originali, senza tirarne fuori di nuove. 

Il riferimento pare proprio essere The Walking Dead. D'altronde anche Kirkman ha ammesso che, senza Romero, non sarebbe potuta esistere nemmeno la seguitissima serie TV. 

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