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American Horror Story Cult: il primo trailer con i protagonisti

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In ogni elezione ci sono vincitori e vinti. Ma anche fra le fila degli elettori, tutto cambia: la prospettiva sul mondo, lo stato d'animo, le paure e le insicurezze. Ecco il primo, grandioso trailer con i protagonisti di American Horror Story: Cult.

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Come posso commentare questo primo trailer con i protagonisti di American Horror Story: Cult, se non gridando "Geni! Geni!" a Ryan Murphy e Brad Falchuk?

La scena iniziale, che si aggancia al contesto politico indicato fin dall'inizio come base di partenza, è geniale. C'è poco da fare.

Abbiamo due posizioni politiche: Sarah Paulson che si dispera (letteralmente) per l'annuncio della vittoria di Donald Trump - e che da quel momento vede peggiorare la sua fobia dei clown - ed Evan Peters che esulta.

Due personaggi diametralmente opposti - in tutto, a quanto sembra - che finiranno per essere coinvolti dallo stesso orrore.

Un orrore fatto di clown - la statuetta regalata dalla baby-sitter al figlio della Paulson riproduce Twisty, il clown assassino di Freak Show, e un clown "vero" bracca qualcuno in casa - di inquietanti baby-sitter, di ragazzini, di grandi dimore spaventose.

Tutti i cliché di genere sono a nostra disposizione, pronti per essere rimaneggiati e rimescolati in questa sorta di grandiosa enciclopedia sul cinema che è, di fatto, American Horror Story.

Un solo minuto di sequenze montate e già siamo perfettamente calati nell'atmosfera della nuova stagione, che negli Usa debutterà a breve (il 5 settembre).

La grande intuzione politica è alla base di tutto: ciascuno di noi, probabilmente, ha provato gli stessi sentimenti di Sarah Paulson di fronte all'annuncio del vincitore delle presidenziali (esplicitamente paragonato a un clown, dunque).

Anche se noi, va detto, non abbiamo mai dovuto confrontarci con un "nemico pubblico gigante" (così l'ha definito la stampa Usa) come Trump, e con tutto ciò che la sua elezione sta comportando in termini di politica internazionale.

Ciononostante, sappiamo perfettamente cosa voglia dire trovarsi di fronte a una prospettiva completamente nuova sul mondo.

Sapere che tutto sta per cambiare, e che noi non possiamo farci niente.

Allo stesso modo, possiamo capire l'esplosione di gioia (piuttosto volgare, non a caso, per identificare subito il personaggio) di Evan Peters.

E la sua sensazione da "dominatore del mondo". Quella stessa sensazione che condividono i tifosi della squadra che ha appena vinto lo scudetto o, appunto, i sostenitori del politico che ha appena vinto le elezioni.

American Horror Story: Cult non ha scelto il proprio titolo a caso. 

Già si preannuncia come una serie di culto. Già promette di pescare a piene mani, come da tradizione, dalla cultura popolare. 

Già mostra come e quanto è in grado di spaventare noi e i suoi protagonisti (inclusa la new entry Alison Pill).

Finora questa grande serie horror antologica, nata 6 anni fa, ci ha regalato episodi e stagioni di culto, ma stavolta promette di superare se stessa.

Perché quando in gioco c'è il destino del mondo, oltre alla vita dei protagonisti, il gioco si fa duro. Per davvero.

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