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La recensione di They're Not Like Us Volume 2: Noi Contro Voi

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Trovare sé stessi in un mondo che non ti accetta è un viaggio segnato dalla rabbia e dal risentimento. La recensione di They're Not Like Us Volume 2.

La copertina del secondo volume di They're not Like Us

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Il primo volume di They're Not Like Us si era concluso con importante atto di ribellione contro The Voice. Il leader di un gruppo di giovani dotati ha fatto un passo falso, che ha spinto la maggior parte dei suoi seguaci ad abbandonarlo per costruirsi una nuova vita.

Ora è la telepate Syd a guidare i propri compagni alla scoperta di "un nuovo mondo", dove finalmente anche loro potranno sentirsi accettati e far uso dei loro poteri come meglio credono. Ma nessuno dei protagonisti di They're Not Like Us sembra avere l'esperienza e le conoscenze necessarie per capire cosa fare davvero di questa diversità.

Nel secondo volume della storia di Eric Stephenson e Simon Gane, la rabbia e la paura continuano a essere le forze più pericolose in gioco.

Il potere di un nome

Il piano è semplice, seppur vago: trovare altre persone dotate di poteri e cominciare tutto da capo. I protagonisti di They're Not Like Us non vogliono più rinunciare ad usare le abilità che li rendono speciali - e che spesso li fanno sentire migliori agli altri. Ma iniziare una nuova vita è difficile, specie quando non è ben chiaro chi si è o chi si vuole diventare: per prima cosa è necessario trovare la propria identità.

Blue Girl (Dawn) ritrova i suoi compagni

Dopo aver dimenticato parte del loro passato a causa dell'influenza di The Voice, Syd e i suoi decidono quindi di abbandonare i "nomi in codice" che erano loro stati assegnati. Fanno un passo indietro e tornano ad essere Tabitha, Dawn, Jonas... e persino The Voice perde il suo titolo di potere e ridiventa Stephen, un normale essere umano che ora non ha più potere o influenza su di loro. Almeno in apparenza.

Quello che dovrebbe essere un riappropriarsi della propria identità porta alla luce nuove incertezze: tanto che spesso soprannome e nome anagrafico tornano ad alternarsi, generando nuovi dubbi e frustrazioni su quale sia la strada giusta da percorrere. 

Lo scontro fisico e mentale tra ciò che si è e ciò che si vorrebbe essere si manifesta anche grazie all'introduzione di nuovi personaggi, anche loro molto familiari con The Voice e i suoi insegnamenti. L'accusa che Tabitha vede muoversi contro è sempre la stessa: "Siete dei bambini viziati che si atteggiano da adulti".

Il rimprovero serve davvero a poco: a questo punto la percezione della diversità oscilla tra un distintivo di vanto e uno stigma che impedisce l'integrazione nella società. La vera lezione si perde, ascoltata ma non assorbita, tra la musica dei club e le urla dei litigi adolescenziali:

[Noi] possiamo fare cose impossibili per quelli che [loro] chiamano "normali". E questo ci rende "speciali" senza alcun dubbio. Ma siamo ancora esseri umani. Siamo sempre persone come gli altri su questo povero pianeta sciagurato.

"Noi Contro Voi": una generazione che sopravvive in gruppi omogenei e si prende cura dei suoi simili, ma che poi si ribella e combatte con rabbia sprezzante chiunque si trovi fuori dalla sua cerchia. Non si tratta di cattiveria, ma del principio di conservazione della specie: uno che permette di trasformarsi con facilità in burattinai per isolare o manipolare chi mette in pericolo gli altri.

Nonostante le "false e ipocrite morali" che vengono riesumate da molti personaggi, quella di They're Not Like Us rimane e diventa sempre di più una storia di sopravvivenza.

Un violento confronto nel secondo volume

Se l'identità del gruppo tenta di rafforzarsi, lo fa anche quella del mondo esterno.

Nel secondo volume la presenza della polizia si fa più forte e ci ricorda dell'esistenza di un mondo istituzionale che, sempre per sua intrinseca necessità, cerca di riportare i "ragazzi smarriti" nel suo mondo codificato. Ma qui arriva un twist inatteso ai protagonisti: a cercarli c'è qualcuno a cui loro importano davvero, in quanto esseri umani. E per chi si sente emarginato non è forse questa la sorpresa più grande?

Le crude emozioni di una generazione allo sbando

L'espressività dei personaggi rimane uno dei punti di forza di They're Not Like Us. I disegni di Simon Gane, uniti ai colori di Jordie Bellaire, riescono a trasmettere con maestria le emozioni provate dai protagonisti della storia. Senza troppe sorprese, anche in questo caso a spiccare sono la rabbia e la frustrazione del non capire sé stessi e del non voler essere fraintesi.

Una serata di normale divertimento per Tabitha e Dawn

Eric Stephenson continua ad affrettarsi un po' troppo in certi punti della narrazione. Nel volume 2, però, sono quasi del tutto assenti quei salti logici e quegli inceppi che caratterizzano il primo volume: una prova che, lontano dall'influenza di The Voice, il gruppo può pensare con maggior lucidità, anche se non ha ancora trovato una direzione definita da seguire. Questo si riflette anche nei dialoghi: a volte acuti e spicci, altre volutamente retorici e acquosi.

Se i loro protagonisti sono anime smarrite, gli autori sanno bene in che direzione andrà la loro storia; tanto da svelarci subito una "profezia" che anticipa gli eventi dell'intero secondo volume:

Non smetteremo di esplorare. E alla fine di tutto il nostro andare ritorneremo al punto di partenza per conoscerlo la prima volta.

Tabitha e il suo gruppo si preparano per un nuovo ritorno alle origini. Ma per loro seguire le orme di qualcuno vorrà dire ricalcare alla perfezione i suoi passi e ricadere nei medesimi errori o tracciare un nuovo sentiero?

L'edizione italiana di SaldaPress

La copertina del secondo volume italiano di They're Not Like Us

They're Not Like Us: Noi Contro Voi è disponibile in Italia dal 21 luglio 2017 grazie a SaldaPress.

Il brossurato di 152 pagine con alette riflette quello originale di Image Comics e riunisce i volumetti dal #7 al #12. Da sottolineare in questo secondo volume la particolare fluidità della traduzione di Leonardo Rizzi, che qui ha adattato in modo particolarmente fresco e fluido i dialoghi originali inglesi.

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