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American Horror Story: Cult, Ryan Murphy sul tema della nuova stagione

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Il culto delle personalità sarà il vero centro narrativo dei nuovi episodi di American Horror Story, nella stagione intitolata: Cult. Parola di Ryan Murphy.

I clown di American Horror Story: Cult

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Il primo trailer coi protagonisti di American Horror Story: Cult non lasciava spazio a equivoci.

Le reazioni opposte di Sarah Paulson ed Evan Peters all'annuncio dell'elezione di Donald Trump come Presidente degli Stati Uniti raccontano come quello che Ryan Murphy ha definito il culto delle personalità possa influenzare la vita delle persone.

Si tratta di come il culto delle personalità possa sorgere in una società divisa.

Così ha dichiarato il creatore di American Horror Story.

E c'è di più. Descrivendo quella di Evan Peters come "la miglior performance della sua carriera", Murphy ha detto che assisteremo all'arrivo di personaggi leader di sette e movimenti (Kai Anderson, personaggio inventato, ma anche persone reali come Charles Manson, Jim Jones, David Koresh e Andy Warhol).

Ed è proprio riferendosi a loro che Murphy ha rivelato il cuore di questa nuova stagione:

Esamineremo il modo in cui queste persone hanno acquisito potere e perché le persone le hanno seguite.

Il culto delle personalità, insomma, sarà il vero fulcro della narrazione degli episodi in arrivo.

Proprio riferendosi al discorso dei follower, Murphy ha parlato del personaggio interpretato da Lena Dunham, già creatrice e interprete di Girls.
La Dunham sarà Valerie Solanas, la donna che cercò di uccidere Andy Warhol.

La conosceremo nel settimo episodio, intitolato "Valerie Solanas morì per i tuoi peccati, Scumbag".

Attraverso il personaggio, Murphy dice che American Horror Story: Cult ricostruisce il sapore di un'epoca: quella in cui le donne erano arrabbiate, perché erano trattate come persone di serie B e lottavano con ogni mezzo per la parità.

Per quanto riguarda l'ispirazione, invece, la questione è semplicissima: Murphy era molto in ansia per queste elezioni e l'idea è scaturita dalla sua esperienza personale.

Il processo di scrittura, ha detto, è stato molto emozionante:

Ho amato questa stagione perché le riunioni degli sceneggiatori sono state così "vulcaniche" ed emotive...

Per concludere, Ryan Murphy ha fatto una battuta, affermando che chiederà agli autori per chi hanno votato agli Emmy Awards, ma certamente non per chi hanno votato alle presidenziali... 

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